Eduardo Mendoza.
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L'anno del diluvio.
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Titolo originale: El ano del diluvio.
Traduzione di: Fiorenzo Toso.
1994. Le Mani Microart's Edizioni, GENOVA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Questo avvenne durante l'anno del diluvio: dopo una lunga siccit i cieli si aprirono e grandi piogge devastarono la regione. Ma a me non importava, perch la brezza che entrava dalla finestra portava dal giardino l'aroma puro e allegro dei fiori.
L'anno del diluvio  la storia di una passione. Le inondazioni che devastano il territorio corrispondono all'improvvisa attrazione che lega fugacemente i destini di una suora e di un possidente in un'estate afosa degli anni cinquanta. Ancora una volta Mendoza colloca il suo racconto nel passato e in ambiente catalano, nel mondo rurale di un dopoguerra assolato, in cui la furia improvvisa degli elementi e dell'amore irrompono contemporaneamente, proprio quando le incursioni degli ultimi partigiani sembrano turbare l'ordine immobile e sonnolento della vita di provincia. L'invenzione espressiva costante in Mendoza, la sua straordinaria abilit nel ricreare generi e stili  dal picaresco al feuilleton al romanzo d'avventura  sostengono qui una trama ricca di sorprese. Un tono agrodolce finisce per caratterizzare questo romanzo in cui, al di l della trama, ci  dato di spiare, con sguardo cordiale e segretamente malinconico, un fragile e intimo territorio di sentimenti, nel quale  possibile riconoscere la verit umana. Per la compattezza narrativa, pur dispiegata nei pi vari registri, e per il potere di convinzione con cui riesce a trasmettere tutto un mondo di personaggi indimenticabili, questo ultimo libro di Mendoza  pu essere certamente considerato uno dei migliori romanzi di un autore tra i pi noti e apprezzati nel mondo.
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L'AUTORE.
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Eduardo Mendoza  uno scrittore spagnolo. Nato a Barcellona nel 1943, ha vissuto a New York dal 1973 al 1982. 
Il suo stile narrativo, semplice e diretto, ricorre all'uso del linguaggio popolare influenzato da arcaismi e ricercatezze lessicali. Le sue opere sono ricche di personaggi che, sempre rimanendo ai margini della societ, la osservano con occhio critico mentre lottano per sopravvivere.
L'opera letteraria di Mendoza, inaugurata nel 1975 con la pubblicazione di La verit sul caso Savolta (La verdad sobre el caso Savolta),  generalmente ambientata nella sua citt natale, Barcellona, descritta sia in epoche anteriori alla Guerra Civile sia nell'attualit. Nel 2010  stato insignito del premio Planeta per il suo romanzo Ria de gatos. Madrid 1936 e nel 2016 del premio Cervantes.
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L'anno del diluvio.
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Capitolo 1.
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Una quarantina di anni fa, viveva a San Ubaldo de Bassora, in provincia di Barcellona, un uomo molto ricco chiamato Augusto Aixel de Collbat. Era l'ultimo discendente di un'antica stirpe di proprietari terrieri, che grazie a laboriosit, buon senso e fermezza, gli avevano trasmesso intatti l'illustre cognome e una considerevole fortuna. Ma alla sua morte, probabilmente, sarebbe finito tutto: infatti, bench la sua et andasse di pari passo col secolo, nel periodo in cui ha inizio questo racconto era ancora celibe. Gran parte della sua fortuna veniva da una tenuta di quasi trecento ettari, situata a cavallo del confine tra i municipi di San Ubaldo (pi tardi annesso alla citt di Bassora) e Santa Gertrudis de Collbat, da cui discendeva uno dei rami della famiglia; in questo possedimento, conosciuto nei dintorni come casa Aixel, si trovava l'avita dimora dell'illustre prosapia; il resto della tenuta era riservato allo sfruttamento forestale e a seminativi, dove crescevano avena ed erba medica. Negli anni immediatamente successivi alla guerra civile, una parte della propriet era stata ridotta a vigneto, da cui si otteneva un vino di pessima qualit, aspro e forte, che si vendeva al minuto nelle cantine di Bassora frequentate da operai. Un pomeriggio d'estate, sotto un sole cocente, lungo il pendio che conduceva alla tenuta saliva ansimando una suorina. Poco prima di arrivare in cima, si ferm per qualche istante a riprendere fiato e a farsi coraggio, poich temeva di non essere ricevuta. In cima alla collina, la strada terminava davanti al muro di cinta che proteggeva il possedimento; ai piedi dell'altura si stendeva il villaggio di San Ubaldo, che a quei tempi non raggiungeva i mille abitanti; pi oltre si distinguevano l'Ospedale, l'alveo disseccato del torrente, la strada di Bassora che attraversando il paese proseguiva in direzione di Collbat, fino alla statale di Barcellona. A quell'ora il villaggio sembrava abbandonato: nessuno circolava per le strade irregolari, il cui tracciato seguiva il corso di antichi ruscelli o il confine di poderi scomparsi. Quando la suorina vi si trov davanti, il cancello era socchiuso. Cerc in qualche modo di annunciare la sua presenza, ma alla fine, non avendo trovato campanelli, suonerie o qualcuno a cui rivolgersi, attravers l'ingresso con passo deciso. Sbuc su un sentiero largo e sinuoso, delimitato da alti tigli, mirti e oleandri; le piante del giardino, folte e ombrose, celavano la dimora e le dipendenze che costituivano la parte abitata della tenuta. La ghiaia del sentiero, le piante e gli alberi del giardino sembravano diligentemente curati, ma non si vedeva n sentiva nessuno; regnava il silenzio opaco delle ore pi soffocanti dell'estate. La suorina avanz lungo il sentiero; aveva percorso qualche metro quando a una svolta, come se fossero stati in agguato tra i mirti, comparvero due enormi cani. Avevano un aspetto minaccioso; la suorina si ferm, chiuse gli occhi e mormor Ave Maria Purissima. Tenendo gli occhi chiusi, percepiva l'ansimare dei cani e il contatto dei musi contro l'abito. All'improvviso risuon una voce che si avvicinava gridando: Leon! Negrit! A cuccia! Apr gli occhi e vide una donna che correva lungo il sentiero ripetendo: Leon! Negrit! Qui! I cani continuarono ad annusare l'abito, ringhiando e mostrando enormi denti. Quando la donna si fu avvicinata, cominci a colpirli furiosamente sulla schiena, esclamando: Non abbia paura, sorella, non le faranno nulla. Era grassa e d'aspetto gioviale, di mezz'et; portava un grembiule bianco macchiato di sangue. La suorina ripet il suo saluto a voce pi alta, e la donna le chiese in cosa potesse esserle utile. La suorina disse che, se era in casa e poteva riceverla, desiderava vedere il signor Aixel. Per esserci, c', disse la massaia, ma non so se potr riceverla;  da questa mattina che  chiuso nello studio con l'amministratore, e ha lasciato detto di non disturbarlo. La suorina assent. Gli dica per favore che sono la Superiora delle sorelle della Carit, quelle dell'Ospedale; poi aggiunse, con un sorriso forzato: E, se non le spiace, si porti via i cani, oppure mi conduca in un posto dove non debba vederli.
In mezzo ai tigli crescevano alcuni altissimi cipressi; tra i rami, un cardellino cominci improvvisamente a cantare. I cani seguivano saltellando le due donne; avevano smesso il loro atteggiamento ostile e sembravano voler giocare, ma la suorina li teneva d'occhio. La casa era un'antica costruzione in pietra, irregolare, allungata, col tetto a due spioventi, porta ad arco e finestre rettangolari, alte e strette come feritoie. Sopra la porta c'era una meridiana e, sull'architrave, una data divenuta illeggibile nel corso dei secoli. Sulla spianata in cui il sentiero si allargava davanti alla casa, una quercia proiettava la sua ombra su un furgone sgangherato, dipinto di verde. Un gatto faceva capolino dal bordo del cassone vuoto. La donna spieg alla suorina che il furgone e il gatto erano dell'amministratore. Poi disse: Il padrone non vuole che il gatto entri in casa, perch  irrequieto e potrebbe rompere qualche oggetto di valore. Comunque non abbia paura, il gatto non scender dal furgone, almeno fino a quando ci saranno questi due, aggiunse accennando ai cani. Cercava di mostrarsi gentile con la suora per cancellare la brutta impressione che i cani dovevano averle provocato. Non sono cattivi, le aveva detto mentre camminavano lungo il sentiero, ma sono qui per custodire la propriet, e fanno il loro lavoro senza guardare in faccia nessuno. Sa come vanno le cose da queste parti, aveva aggiunto in tono confidenziale. La suorina non lo sapeva, ma non lo disse; era nuova della zona e aveva appena assunto l'incarico che ricopriva. Cercava di fare in modo che il suo silenzio non sembrasse altezzoso: le spiaceva mettere in imbarazzo quella donna semplice e buona. Per il cancello era aperto, esclam finalmente, tanto per dire qualcosa. La massaia assent: Il padrone dice che non sono le porte a fermare i ladri, ma la paura di ci che pu trovarsi dietro di esse. Un giovane in tuta azzurra, con un forcone di legno chiaro, usc in quel momento da una tettoia che faceva angolo con la casa, un po' discosto da essa. Dalle labbra gli pendeva una cicca. Quando vide la suora appoggi l'attrezzo al suolo, si tolse il berretto e rimase a guardarla con espressione stupita e timorosa. I cani giocavano sotto il sole, ansando e sbavando; uno di essi si rivoltava nella polvere. Che stupidi animali, pens la suorina mentre attraversava la soglia di casa. In contrasto con la luminosit dell'esterno, l'atrio sembrava immerso nelle tenebre. Attenda qui, sorella, disse la donna.
Quando si fu abituata all'oscurit, vide che tutto l'arredamento si limitava a una rastrelliera, quattro scranni e un vecchio e grossolano cassone intarsiato, di quelli chiamati bauli da dote. Era un ambiente assai poco accogliente. La massaia non tard a ricomparire, e disse con voce compunta: Mi spiace molto, sorella, oggi il padrone non pu riceverla; se desidera parlare con lui, pu tornare gioved, alla stessa ora. Mi spiace davvero, aggiunse a voce bassissima. No, disse la suorina, sono stata inopportuna io a venire senza annunciarmi, e lei ha fatto tutto il possibile. La ringrazio molto.
Il giorno convenuto, la suora torn alla tenuta. Presso il cancello si ripet la scena dei cani, ma questa volta non si ferm; al contrario, li guard fissi negli occhi e mormor tra i denti: Leon! Negrit! A cuccia! Poi riprese a camminare lungo il sentiero, fino a quando i due cani non attaccarono e digrignando i denti misero fine alla sua prodezza. La massaia, accorsa in suo aiuto quando ormai era tornata vicino alla siepe di erica che correva lungo il muro di cinta, la rimprover: Non faccia mai pi una cosa del genere, sorella; se le saltavano al collo potevano ucciderla a morsi. E aggiunse: Quando cominceranno a riconoscerla, sar un'altra cosa. Quando cominceranno a riconoscermi?, pens la suorina. Don Augusto Aixel de Collbat la ricevette nel suo studio, le offr qualcosa da bere e le present le sue scuse per il mancato incontro di pochi giorni prima. Ero impegnato in certe fastidiose faccende che andavano risolte con urgenza, e anche se l'avessi ricevuta non avrei potuto dedicarle l'attenzione che certo richiede il motivo che l'ha condotta fin qui. La suora credette di percepire un'ombra di sarcasmo in quell'esordio solenne. Da me avr soltanto buone parole, sorella: quello era il messaggio che si nascondeva sotto le sue circonlocuzioni. Effettivamente si tratta di una cosa importante, rispose la suora con fermezza. Augusto Aixel la squadr attentamente. Era un uomo alto e asciutto e il suo aspetto, malgrado l'et, conservava una giovanile disinvoltura; aveva ancora i capelli neri, e le rughe che gli solcavano la fronte non sembravano prodotte dallo scorrere degli anni, ma da un costante atteggiamento di divertito scetticismo. Ostentava senza troppa convinzione un atteggiamento da gran signore: negli ultimi tempi era giunto alla conclusione che, volente o nolente, il ruolo che gli toccava svolgere era quello; in realt gli sarebbe piaciuto essere un intellettuale madrileo, colto, elegante, amante degli aforismi; ma il destino lo aveva fatto nascere e vivere in una Catalogna provinciale, depressa e smarrita. A questa situazione, per inciso, aveva contribuito egli stesso come aveva potuto: allo scoppio della guerra civile, obbedendo all'istinto di casta e coerentemente con le proprie idee, era corso a porre se stesso e i propri beni al servizio dell'invitto caudillo, il generalissimo Franco. Poi, al termine del conflitto, le circostanze e la sua stessa indolenza lo avevano ridotto allo stato in cui si trovava. Essendo celibe, ricco e attraente, simpatico e molto riservato sulla sua vita privata, le malelingue gli attribuivano idilli e avventure con donne di diversa et, stato e condizione. La suora disse: A dire il vero non mi deve alcuna scusa: ero venuta senza appuntamento, cosa che non si deve fare mai; ma  anche vero che non avevo trovato il modo di mettermi in contatto con lei. Eppure ce ne sono, rispose lui, davvero non posso offrirle qualcosa da bere? La suora, non sapendo cosa rispondere, si guard le mani: voleva evitare tutto ci che poteva dare alla sua presenza in quel luogo l'aspetto di una visita di cortesia, ma anche evitare qualsiasi ostentazione di austerit, ogni riferimento esagerato alla sua condizione di religiosa. Dato che insiste, prender un po' d'acqua, disse dopo qualche esitazione. Augusto Aixel sorrise. Non disprezzi la mia ospitalit, sorella; le far portare almeno una limonata; i limoni della propriet sono cos dolci che non occorre aggiungere zucchero, vedr come le piacer. Mentre lui usciva per dare istruzioni, la suorina rimase seduta sul bordo della sedia, con le mani incrociate in grembo e la schiena rigida. Senza muovere la testa percorreva lo studio con lo sguardo, osservando la disposizione dei mobili e degli oggetti. Le persiane erano socchiuse e le tende tirate; quella penombra creava una certa sensazione di frescura, ma contribuiva all'aspetto un po' lugubre delle cose. A differenza dell'ingresso, lo studio risultava eccessivamente ammobiliato e decorato. Dalle pareti pendevano grandi quadri scuri con cornici screziate, piccole incisioni, mensole dorate che sostenevano sculture in legno rose dai tarli. Sembravano tutti oggetti di grande valore, e alcuni erano straordinariamente brutti. I mobili erano pesanti, antichi, e, anche in quel chiarore indefinito che uniformava le cose, si vedeva che erano mal tenuti e in cattivo stato. Adesso parli pure di quella faccenda cos importante, disse Augusto Aixel dopo essersi rimesso a sedere sulla sedia girevole, dietro la scrivania. Fissava la suorina sperando di metterla in imbarazzo: era fondamentalmente gentile per natura, ma si aspettava di dover udire sospiri, balbettii e lamentele, una prospettiva che lo esasperava. La suora esord dicendo di essere stata nominata da meno di un mese Superiora della comunit che aveva in custodia l'Ospedale. Cos dicendo, indic col dito un punto della parete, nella direzione in cui credeva fosse l'Ospedale. Il possidente fece un cenno di assenso: conosceva perfettamente l'Ospedale, un edificio antiquato e fatiscente, a forma di castello, dalle cui false merlature, di tanto in tanto, spuntava il viso cereo di qualche malato cronico. L'Ospedale occupava un leggero rilievo vicino al letto di un torrente prosciugato. Verso ponente si estendeva un pioppeto, anch'esso di propriet dell'Ospedale, dal cui sfruttamento l'amministrazione ricavava le magre rendite che, unite agli svogliati aiuti della curia e a qualche sporadico legato, permettevano all'istituto di sopravvivere. Augusto Aixel cerc meccanicamente con gli occhi il libretto degli assegni; ogni anno contribuiva con un'offerta all'opera generosa dell'Ospedale, ma sempre in occasioni precise, Natale e Gioved Santo, e si trattava di una consuetudine che non intendeva modificare. La suorina sprecava quindi il suo tempo. Se lo conosce gi, concluse lei, non occorre che le racconti in che stato si trova: l'edificio cade letteralmente a pezzi, e le attrezzature risalgono ai tempi del Cid; le suore che se ne occupano, Superiora compresa, non si intendono minimamente di medicina; se mi ammalassi, non vorrei esservi ricoverata. Augusto Aixel credette di cogliere, nella spiegazione della suora, una sfumatura di ironia che risvegli il suo interesse. Guard colei che stava parlando in quell'atteggiamento falsamente compunto: il velo metteva in risalto un viso roseo e sorridente, dai tratti regolari. Non deve essere giovane come sembra se  gi superiora, pens, e dev'essere meno stupida di quanto cerchi di apparire: ipocrisia bell'e buona. La suora era rimasta con gli occhi fissi al suolo, e, a mano a mano che parlava, abbandonava quell'aria sottomessa, e la voce assumeva un tono metallico, rivelando un carattere autoritario e impaziente. Per fortuna, prosegu, i problemi dell'Ospedale verranno presto risolti, perch lo Stato, ossia il Ministero della Sanit, costruir un nuovo ospedale non molto distante dal nostro. Quest'ospedale, quello nuovo, voglio dire, verr dotato delle migliori attrezzature e, naturalmente, di personale specializzato. Quando avverr, il vecchio Ospedale e il suo personale coleranno a picco, ed  questo il motivo per il quale sono venuta a trovarla. Augusto Aixel abbozz un freddo sorriso; anch'egli era informato dell'imminente costruzione del nuovo ospedale di Bassora. La cittadina distava meno di otto chilometri da San Ubaldo, ed era un centro industriale di quasi trentamila abitanti, in piena espansione. Non mi interessa acquistare il terreno, disse; la suora reag vivamente. E io non potrei venderglierlo nemmeno se volessi, perch non sono autorizzata a fare una cosa del genere, ma qui non si tratta di vendere; sciolse le mani che aveva tenuto intrecciate in grembo fino ad allora e le appoggi all'orlo della scrivania; i suoi gesti erano energici e persino un po' maschili; ascolti, signor Aixel, ho pensato di trasformare il vecchio Ospedale in un centro di assistenza; forse, ci non significa nulla per lei: intendo dire un ricovero per anziani. Inghiott la saliva e continu: Lasci che le esponga il mio progetto, signor Aixel, non le porter via troppo tempo. Augusto Aixel assent col capo. Il problema degli anziani  grave e destinato ad aggravarsi; fino a poco tempo fa le famiglie si prendevano cura dei vecchi, i nonni vivevano con i figli sposati e i loro nipoti, ma adesso non  pi cos. Oggi i giovani che se ne vanno a lavorare in citt, oppure all'estero, non possono portare gli anziani con s, e se anche potessero e volessero, dove li metterebbero? Una volta le case erano grandi, adesso gli appartamenti sono piccoli, possono contenere a malapena una coppia con due figli, il servizio domestico  scomparso, la vita si fa ogni giorno pi cara. Gli anziani sono diventati un peso, e le famiglie, purtroppo, cercano di toglierseli dai piedi; in questo momento ci sono, qui in paese, due persone di ottant'anni che vivono sole, e a Barcellona il loro numero  senz'altro altissimo. Sono persone trascurate, esposte a ogni sorta di pericoli, obbligate ad arrangiarsi proprio quando avrebbero pi bisogno di cure. Le strutture mediche non possono fare nulla per loro: se cadono e si rompono una gamba, gliela ingessano e li rimandano a casa; se si ammalano, prescrivono qualche medicina, che non sono in grado di somministrarsi da soli e che in genere si dimenticano di prendere; questi vecchi devono comprarsi da mangiare, cucinare, fare le pulizie, lavarsi gli indumenti, ma la maggior parte di loro non  nemmeno in grado di vestirsi da sola per uscire di casa, alcuni impiegano pi di un'ora per allacciarsi semplicemente le scarpe, persino alzarsi da letto  una grande fatica; durante il giorno sonnecchiano, ma di notte non riescono ad addormentarsi, qualsiasi rumore li spaventa, non fanno che recitare il rosario e contare i minuti che mancano al sorgere del sole. Potrei darle altri dettagli, ma non vorrei apparirle truculenta. Tacque, e recuper immediatamente l'aspetto raccolto che aveva abbandonato per un attimo. Allora si accorse che accanto a lei c'era una persona, ed ebbe un soprassalto. Era la massaia che per due volte l'aveva salvata dai cani, e adesso le portava un bicchiere di limonata su un vassoio di alpaca. Come parla bene, sorella, esclam la massaia. Lasciaci soli, Pudenciana, disse Augusto Aixel. La donna lasci il vassoio sulla scrivania e se ne and impettita. Non le piace essere chiamata Pudenciana, anche se quello  il suo nome, spieg Augusto Aixel quando furono soli. La suora bevette d'un fiato la limonata, pos il bicchiere sul vassoio, sospir e mantenne il silenzio, rotto infine da Augusto Aixel: Continui, sorella, la sto ascoltando. La suora continu in tono meno concitato. La trasformazione dell'Ospedale non  una cosa semplice, disse, bisognerebbe riparare i guasti, sistemare le camere, cambiare il riscaldamento, l'impianto dell'acqua, i bagni e le cucine, un investimento di un certo impegno, come pu immaginare; ho parlato del mio progetto con diverse persone: col signor sindaco, col segretario del prefetto, che ha avuto la gentilezza di ricevermi, e con una persona assai vicina a Monsignore; tutti quanti mi hanno ascoltato con grande interesse e hanno trovato l'idea molto buona, addirittura lodevole, ma nessuno si  mostrato minimamente intenzionato a partecipare concretamente alla realizzazione del progetto; parlo, naturalmente, di un appoggio finanziario. Ormai non ho pi porte a cui bussare, signor Aixel.
Augusto Aixel riflett un attimo, poi, con la stessa seriet con cui aveva ascoltato l'esposizione della suora, le chiese: Come si chiama, sorella? Suor Consuelo. Lui continu a guardarla, e le chiese se era il nome con il quale firmava assegni e accettava cambiali. Lei sorrise. No, per gli affari devo usare il mio nome anagrafico, disse. Allora mi dica quello, insistette Augusto Aixel. Non so se posso, rispose la suorina. Pu e deve, rispose lui, se non sbaglio stiamo per iniziare una trattativa d'affari, a meno che non sia un piano concepito per l'eterna salvezza della mia anima. Questa volta fu suor Consuelo a sorridere. Oh, no, questo fa parte della giurisdizione del signor parroco; io spero solo di portarla in cielo per via indiretta; ha detto che stiamo per iniziare una trattativa d'affari? S, ma non  detto che la porteremo a termine, e intanto non mi ha ancora detto il suo nome. Constanza, Constanza Briones, sussurr la suora. Non  un nome di cui arrossire, disse lui. Sono arrossita? S. Sar stata la limonata, disse lei. Non menta, Constanza Briones, o le toccher confessarsi, disse lui. Suor Consuelo adott un tono pi serio, per eludere il tono frivolo che stava assumendo la conversazione. Mi aiuter? Non lo so, e non so nemmeno cosa mi stia chiedendo di fare, non credo si tratti di una piccola elemosina, ha fatto qualche calcolo? La suora rispose: per essere sincera non li ho con me, ma posso farglieli avere. Li porti lei stessa, li studieremo con calma; domani sar occupato tutto il giorno, venga sabato sera.
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Capitolo 2.
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Trov il cancello un'altra volta aperto. Dall'altra parte c'era il ragazzo che giorni prima aveva visto uscire dalla tettoia: portava un cappello di paglia a tesa larga e stava potando la siepe di erica con le cesoie. La suorina lo salut e lui rispose, interrompendo il lavoro per togliersi il cappello con aria di deferenza, ma quando accorsero i cani, abbaiando e minacciando di attaccarla, non mut atteggiamento, torn a coprirsi modestamente, volt le spalle alla scena e continu a menare grandi colpi di forbice. Dev'essere uno di quegli idioti che non mancano mai nelle grandi propriet, pens la suorina, fanno i lavori meno impegnativi, sono fedeli e educati, ma non si pu mai contare su di loro. Intanto, i cani facevano il loro dovere con la solita fierezza; abbaiamo, mostriamoci adirati, facciamo vedere che per guadagnarci da vivere siamo disposti a diventare aggressivi, sembravano dire. Pudenciana la condusse nello studio del signor Aixel, dove non c'era nessuno. Il signore non tarder, disse la massaia. So che il suo nome non le piace, mi dica come posso chiamarla, disse la suora. Lei pu chiamarmi come preferisce, sorella. Come la chiamano gli altri? Pudenciana riflett un attimo.
Quasi tutti Pelona(1), rispose alla fine.
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Nota. Pelona, in castigliano, significa sia dai capelli radi che tarda di comprendonio e, per traslato, indica la Morte. Fine nota.
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 strano, comment suor Consuelo, ma se lei  d'accordo, sta bene anche a me. Mi hanno battezzato cos, disse Pudenciana, in modo un po' incoerente. Nello studio regnava la stessa penombra della volta precedente, ma adesso suor Consuelo percepiva un odore particolare, un miscuglio di polvere, legno e acqua di colonia. Dopo che Pudenciana l'ebbe lasciata sola, cominci a passeggiare per lo studio senza posare la cartella che aveva portato con s; esaminava incuriosita quegli oggetti preziosi quanto inusuali, e alla fine si ferm davanti a uno di essi: una scultura di legno alta un paio di palmi, che rappresentava sicuramente la figura di un santo, bench il corpo fosse un po' deforme, contorto come se l'immagine fosse stata ricavata da un sarmento; la parte inferiore della statuetta conservava tracce di colore, macchie di un granata scolorito; un braccio era rotto, l'altro sosteneva un oggetto rettangolare che sembrava una scatola di cioccolatini. Il santo aveva la barba rada, gli occhi socchiusi e lo sguardo smarrito di un ubriaco. Nell'insieme suscitava pi riso che rispetto; la suora alz le spalle: non si intendeva n interessava di arte, ma le sembrava male che gli oggetti di culto si trasformassero in pezzi da museo o articoli di lusso.  una scultura dell'undicesimo secolo, forse pi antica, disse una voce alle sue spalle. Suor Consuelo lasci cadere la cartella; Augusto Aixel si chin immediatamente, la raccolse e gliela restitu. Mi spiace, mormor, non intendevo spaventarla. Non l'ho sentita entrare, disse lei, non mi ero nemmeno accorta che la porta si fosse aperta. Nessuna porta si  aperta, disse Augusto Aixel, per non si preoccupi, non sono entrato attraverso il muro, ma scostando quella tenda; quanto alla scultura, mi hanno detto che proviene da Saint-Martin-de-Canigou, ed  uno dei molti tesori portati via dalla Francia durante l'ultima guerra; rappresenta un apostolo, forse san Simone, ma  difficile dirlo, perch come lei sa gli attributi che identificano i vari apostoli sono entrati a fare parte dell'iconografia solo a partire dal quattordicesimo secolo; probabilmente, comunque, si tratta di un falso. Venga, aggiunse indicando di nuovo l'apertura attraverso la quale era entrato nello studio. Seguito dalla suora, separ la tenda e usc in una galleria vetrata che correva lungo la facciata posteriore della casa, al riparo dal sole. Di fronte si apriva un giardino un po' rustico, nel quale crescevano un'acacia e un fico vecchio e folto. Sotto il fico si distingueva un tavolino rotondo di marmo e ferro battuto, evidentemente abbandonato. Sul piano di marmo era caduto un frutto maturo, e uno sciame di mosche ronzava intorno ai suoi resti. Le far portare una limonata, disse lui, e interrompendo un gesto di protesta aggiunse: dar da bere a un assetato  opera di misericordia, non mi impedisca di praticarla. Nella sua voce non vi era traccia di sarcasmo, e la suora sorrise. Le fece cenno di accomodarsi in una delle poltroncine di vimini che erano nella galleria. La suora si sedette e lui scomparve nell'interno della casa. Una brezza tiepida portava fino a lei il profumo del fico. Suor Consuelo sospir: in fondo al giardino, separato da un filare di cipressi potati, si indovinava un orto; in mezzo vi era una vasca d'acqua e pi oltre il terreno saliva in terrazzamenti coltivati a vite. Dal suo punto di osservazione riusciva a distinguerne i grappoli. Distratta dallo spettacolo, di nuovo sussult quando si accorse che Augusto Aixel era accanto a lei. Mi sto comportando come un'educanda, pens, ma disse: Che bel posto. S, rispose lui, qui amo trascorrere le sere d'estate, quando gli impegni me lo consentono.  proprio una bella tenuta, e non soltanto in senso letterale: voglio dire che  una propriet organizzata bene, con autentica maestria; e posso affermarlo senza falsa modestia, perch era gi cos quando l'ho ereditata; mi sono limitato a conservarla e a seguire la strada tracciata dai miei antenati. Respir profondamente, poi aggiunse: amo questa propriet pi di ogni altra cosa al mondo, ma che fine far quando sar morto? La suora lo guard spazientita: veniva a esporre i suoi problemi, non ad ascoltare quelli degli altri. Prima che potesse dire qualcosa, per, il possidente fece il gesto di allontanare un insetto che gli ronzava davanti agli occhi, poi guard la suora e sorrise allegramente, come se in quel modo avesse cacciato anche la malinconia. Lei  di origine contadina, sorella?, chiese. La domanda era stata posta con delicatezza, e suor Consuelo annu. Effettivamente, disse, i miei genitori erano agricoltori benestanti, gente senza istruzione n educazione, ma onorati e pieni di timor di Dio. Grazie ai loro sforzi e alla loro comprensione ho potuto studiare ed entrare in religione, disse, e successivamente portare la dote all'ordine. Pudenciana, che portava il vassoio con la limonata, li trov intenti in questa conversazione. Mentre beve, disse Augusto Aixel dopo che la massaia si fu ritirata, dar un'occhiata a queste cifre. Lasci che gliele illustri io, disse lei. No, rispose lui, a volte le cifre sono pi chiare delle parole, meno enfatiche; lei beva e si riposi; con la salita, il caldo e quegli abiti assurdi, non so come abbia fatto a non svenire. Suor Consuelo non rispose; in quel momento si sentiva in preda a una leggerezza inspiegabile, vicina all'ebbrezza, come se il benessere e la pace che si godevano in quel luogo, la dolcezza del paesaggio in contrasto con l'aridit della strada appena percorsa, avessero alterato le sue sensazioni. Distolse lo sguardo e vide, all'estremit della galleria, un pappagallo incatenato a un trespolo; si volt verso Augusto Aixel per commentare la presenza di quell'insolito uccello, ma lui aveva inforcato delle lenti cerchiate di metallo e sembrava assorto nel contenuto della cartella. La suora si alz e and a esaminare da vicino il pappagallo: non le era mai capitato di vederne uno in carne e ossa; le sembrava strano e inquietante: il becco e gli artigli erano forti e minacciosi, gli occhi rotondi avevano una fissit demente e maligna, ma il piumaggio era cos morbido e colorato che sembrava annullare la pericolosit che si indovinava in quei tratti, e trasformava l'animale in un oggetto di lusso. Quell'insieme curioso affascinava la suorina. Non parla, ma potrebbe, disse Augusto Aixel; scoprendo di essere osservata lei sussult, e torn al luogo da cui proveniva la voce. Augusto Aixel era sempre seduto, la cartella aperta sulle ginocchia; non si era tolto gli occhiali, e le lenti ingrandivano i suoi occhi fino a trasformarli in circonferenze vetrose che ricordavano lo sguardo disumano del pappagallo. Non ne avevo mai visti, disse la suora a fatica, come se si sentisse obbligata a giustificare la sua curiosit; lui, posata la cartella e gli occhiali sul tavolino accanto alle poltroncine, la raggiunse; il pappagallo, vedendosi osservato, gonfi le piume, apr il becco ed emise un urlo stridulo. La persona che me lo ha regalato mi ha detto che proviene, come tutti i membri della sua specie, dalle foreste amazzoniche, disse Augusto Aixel, dove vengono catturati e inviati in Europa sulle navi da carico; durante il viaggio imparano a ripetere ci che dicono gli uomini dell'equipaggio: una sequela di bestemmie e oscenit che poi fanno arrossire i loro proprietari, perch ci che hanno imparato casualmente non lo dimenticano pi; questo esemplare, invece, non ha imparato nulla, forse perch viaggiava appartato in qualche angolo, dove le voci umane non lo raggiungevano; dovrei insegnargli qualcosa, ma non ne ho n tempo n voglia: sono un pessimo maestro. La suora smise di ammirare il pappagallo, e insieme tornarono alle loro poltroncine; rimasero seduti in silenzio, con lo sguardo perduto in lontananza, come se stessero contemplando l'orto e i vigneti. Poi la suorina disse: Allora, cosa ne pensa? Augusto Aixel si volt molto lentamente verso la sua interlocutrice. Ho dato appena un'occhiata al progetto, ma posso assicurarle che le cifre non quadrano, disse. Con cosa?, chiese lei. Con le sue intenzioni, rispose lui, oppure con la realt; lei parla di due milioni di pesetas, ma secondo me occorrerebbe una somma molto pi alta per quello che si propone, quattro, forse cinque o anche pi, non so; dove le ha prese queste cifre? Oh, qua e l, rispose evasiva la suora. Sono illusorie, disse lui, illusorie e incomplete; tanto per cominciare, non ha incluso nel preventivo il costo della manodopera. No, credevo che non fosse necessario, si affrett a dire la suora, perch potremmo fare il lavoro noi stesse, non  cosa che ci spaventi. Augusto Aixel la guard irritato. Non vi spaventa perch non sapete neppure di cosa si tratta, esclam; suor Consuelo rimase interdetta, e lui prosegu: Sono una persona di poche convinzioni, ma l'esperienza mi ha insegnato a rispettare il lavoro dell'uomo sopra ogni cosa; lei ne parla con leggerezza, forse perch confonde lavoro e fatica: non faccia questo errore; il lavoro  sforzo, ma  anche impegno e sapere; non si tratta solo di applicare la forza bruta alla materia, ma di aver chiaro ci che si vuole fare e perch e come si deve farlo, e poi portare a termine l'opera con fatica, intelligenza e amore, mettendo in ogni gesto l'eredit di secoli di dedizione e determinazione. Si alz e fece alcuni passi nella galleria sotto gli occhi attoniti della suora; poi, quando ormai sembrava che non desiderasse aggiungere altro, si ferm e distese il braccio verso la collina. Guardi quest'orto e quei vigneti, disse, qui la terra  arida e le piogge traditrici, ma le piante crescono perch sono sostenute da un ingegnosissimo e complicato sistema di cisterne, canali e chiuse che regolano l'irrigazione: un sistema cos antico che nessuno sa chi lo abbia ideato e realizzato n quando, anche se tutto ci che si riferisce alla tenuta  documentato da pi di seicento anni. Tutto quello che si vede e non si vede, i terrazzamenti, la casa, la limonata che ha appena bevuto e io stesso siamo figli di questo sforzo tremendo, anonimo e ininterrotto. Torn presso il tavolino, chiuse la cartella e la restitu alla suora. Tenga, so che era mossa dalle migliori intenzioni, ma non posso prendere sul serio le sue fantasie; il governatore e il vescovo avevano ragione a non darle ascolto, sono persone ben educate e hanno cercato di farglielo capire con la maggior delicatezza possibile; io sono uno zotico di campagna, perdoni la mia brutalit. Suor Consuelo tacque per un attimo, poi guard l'orologio e mormor una scusa: era sabato e doveva presenziare alla recita dell'ufficio; si alz, fece una riverenza che sembrava un abbozzo di genuflessione e si ritir con gli occhi fissi al suolo e la cartella stretta al petto.
Tuttavia, due settimane dopo la stessa suora con la stessa cartella sotto braccio saliva lungo il pendio che conduceva alla tenuta. I cani ripeterono la loro biliosa gazzarra. Non credo che il signor Aixel voglia vedermi, disse alla massaia, ma se accetta gli ruber solo un minuto. Gli dir cos, sorella, e suor Consuelo credette
di leggerle negli occhi uno sguardo allarmato. Forse l'altro giorno ha ascoltato la paternale, e adesso teme uno strepito ancor maggiore, per si sbaglia: per quanto possa provocarmi, non cambier atteggiamento; devo mantenere l'umilt a ogni costo,  mio dovere. Il possidente la ricevette con un'affabilit mista a paternalismo. Sono venuta a scusarmi per il modo in cui me ne sono andata l'altra volta, disse prima che lui potesse aprir bocca, ero confusa e non sono riuscita a ringraziarla per la sua franchezza. Non deve scusarsi, disse lui, io sono stato troppo duro e lei ha reagito con molta dignit. Vorrei anche, lo interruppe la suora, ringraziarla per ci che definisce durezza; quello che mi ha detto non soltanto era giusto, ma anche evidente, per se lei non me l'avesse detto in quel modo io non lo avrei capito a causa della mia vanit e della mia ostinazione. Allora, disse lui dopo una breve pausa, abbiamo fatto pace. Solo una tregua, rispose suor Consuelo con un breve sorriso negli occhi e sulle labbra. Vedo che ha sempre la sua famosa cartella, disse lui. Ho corretto le cifre, chiar lei. Il possidente sorrise. Venga, andiamo nella galleria, disse, sollevando la tenda. E lei: Vorrei che guardasse di nuovo il preventivo, se posso abusare del suo tempo e della sua pazienza. Si erano seduti sulle poltroncine di vimini; Augusto Aixel prese la cartella che gli tendeva la suora e trasse di tasca l'astuccio degli occhiali. Lei non abusa, sorella, comment mentre inforcava gli occhiali, il fatto  che la sua ostinazione mi diverte; non lo dico per umiliarla, si affrett ad aggiungere, ma in senso affettuoso: stia certa che non saremmo qui a discorrere se non apprezzassi le sue intenzioni e il coraggio con cui cerca di portarle a termine. Ho riveduto le cifre, lo interruppe lei,
e ho buttato gi un possibile piano di finanziamento; sono convinta che se si riuscisse a mettere insieme la somma iniziale qui indicata, potrei ottenere facilmente un aiuto pubblico; una volta avviato il progetto, non mi lascerebbero certo a met strada. Vediamo, disse lui aprendo la cartella. Per nascondere il nervosismo che le provocava quella situazione, e l'impegno nel mantenere un difficile equilibrio tra umilt e fermezza, la suora si alz e and a vedere il pappagallo. L'animale stava eseguendo una danza monotona sul trespolo: appoggiava tutto il peso del corpo su una zampa e poi sull'altra dondolando contemporaneamente la testa; in quel movimento ripetuto c'era qualcosa di stupido e di ipnotico. Quando la suora fu all'altezza dei suoi occhi, apr il becco e disse: Ave Marrria Purrrissima. Suor Consuelo scoppi a ridere ma ritrov subito la sua serenit, poi arross. Era cos sicuro che ci saremmo rivisti?, disse. Spero di non averla offesa, disse .lui senza alzare gli occhi dal preventivo, si tratta di uno scherzo innocente. Oh, non sono affatto offesa; ma davvero mi considera cos testarda? S, che c' di male? la testardaggine  un modo di essere: pu applicarsi a scopi riprovevoli, ma anche al perseguimento di un giusto fine. Chiuse la cartella e disse: Perch crede che possa aiutarla?  facile, lei dispone dei mezzi necessari. Chi le dice che io sia cos ricco? Suor Consuelo abbass gli occhi e mormor: Sono cose che si sanno. Ma lei  qui solo da un mese, mi guardi negli occhi e dica la verit, chi le ha parlato di me? Molte persone: i malati dell'Ospedale, i medici, gli amministratori, tutti quanti, in un paese cos piccolo le voci corrono. Non tutte sono vere, disse Augusto Aixel. No, ma tutte hanno qualche fondamento. Cos'altro le hanno detto di me? Niente che meriti di essere riferito, rispose la suora. Perch, le interessano solo i miei soldi? A me interessano solo i fatti, rispose la suora, i giudizi morali li lascio nelle mani di Dio. Non stiamo parlando di giudicare, ma di credere, disse lui, lei ha sentito delle cose sul mio conto, e adesso io le chiedo: ci crede? Cosa le importa se ci credo?, protest suor Consuelo. Mi importa, e basta, disse lui in tono tagliente. La suora intrecci le mani in grembo, abbass la testa e diresse al suo interlocutore uno sguardo la cui intensit smentiva l'atteggiamento composto. Sono una suora, disse alla fine, ho consacrato la mia vita alla preghiera e alla cura degli infermi; di tutto il resto so molto poco e non voglio saperne di pi; naturalmente ho sentito delle cose sul suo conto, alcune buone, altre cattive; delle buone non ho motivo di dubitare, le altre sono giunte alle mie orecchie sotto forma di pettegolezzi maliziosi; non le ritengo attendibili, anche se le so possibili: siamo tutti in grado di compiere il bene come il male. Inghiottita la saliva, prosegu: Ad ogni modo, se le azioni riprovevoli che le attribuiscono sono vere, non posso farci niente, tranne pregare perch il Signore la illumini, ed  ci che sto gi facendo. Come!, prega per me? Prego per tanta gente. Ma anche per me. S, anche,  mio dovere... e anche mio desiderio, ma sia chiaro: quando prego, mi rivolgo a Dio, spero che mi comprenda. Mi lasci la cartella, disse rapidamente Augusto Aixel, come se quella conversazione gli risultasse faticosa, domani devo vedere l'amministratore e se non le spiace vorrei che desse un'occhiata alle cifre;  un uomo discreto e leale, molto pratico di queste cose. Faccia pure, disse lei con voce appena percepibile; lui aggiunse: dopodomani parto; devo, andare a Madrid per risolvere una questione piuttosto importante, e lei sa come vanno queste cose: non so quanti giorni star fuori, ma non appena sar di ritorno le far sapere. Rester in attesa di sue notizie, disse suor Consuelo lentamente, come se parlare le costasse grande sforzo; quando, otto giorni dopo, tornarono a vedersi in quello stesso luogo, tra loro non c'era pi il minimo imbarazzo.
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Capitolo 3.
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Continuava a fare caldo e le nuvole scure che coprivano parzialmente il cielo ardente della sera lo rendevano ancora pi soffocante; trascinate dal vento, proiettavano grandi ombre sulla campagna al loro passaggio; le foglie delle vigne avevano un colore d'acciaio. La suora si inform sul viaggio di Augusto Aixel e sull'esito degli affari che lo avevano condotto nella capitale, e lui le raccont che il viaggio era stato un autentico supplizio, che il treno aveva accumulato i ritardi abituali e alla fine lo aveva depositato, esausto e nero di polvere di carbone dalla testa ai piedi in una Madrid terribilmente afosa: le strade erano deserte e l'asfalto liquefatto si attaccava alla suola delle scarpe; per fortuna, la hall dell'albergo disponeva di un eccellente sistema di condizionamento, forse addirittura eccessivo; per il resto, l'affare che aveva richiesto un viaggio cos intempestivo sembrava avviato, almeno a suo parere, a una soluzione definitiva. Riassumendo, a parte i disagi, il viaggio era stato soddisfacente. Si vede che le sue preghiere mi hanno accompagnato, disse. Le mie preghiere possono aver fatto ben poco in una questione di cui ignoro completamente la natura, disse la suora. Lei la ignora, ma Dio no, rispose il signor Aixel, e forse l'Altissimo, convinto che ormai si possa fare ben poco per la mia anima, ha deciso di deviare le sue preghiere verso cose pi mondane. Non prenda in giro gli effetti della preghiera, disse la suora, e non cerchi di scandalizzarmi, non ci riuscir; so che in fondo non pensa veramente ci che dice, e so per esperienza che gli uomini, di fronte a un abito religioso, non possono fare a meno di dire sciocchezze. E lei non pu fare a meno di rimproverarmi come uno scolaretto, rispose Augusto Aixel, ma non discutiamo, e mi racconti piuttosto cos' successo nel suo tribolato Ospedale durante la mia assenza. La suora bevve un sorso della limonata che Pudenciana le aveva servito poco prima, si accomod meglio nella poltroncina di vimini, sospir e disse: Poco e niente, a dire il vero; marted, per un'imperdonabile trascuratezza della suora portinaia, un malato di mente  scappato dall'Ospedale,  andato nel ricreatorio dell'Ateneo ed  rimasto a giocare al biliardo per due ore, in ciabatte e pigiama, senza che nessuno vi facesse caso.  curioso osservare come in un paese dove la vita dei vicini risveglia tanta curiosit, la situazione reale delle persone susciti cos poco interesse. A parte questo avvenimento pittoresco, non ho altro da raccontarle: come ogni anno, questa terribile siccit sta rovinando il raccolto dei frutteti; comunque, abbiamo sentito la sua mancanza. A Madrid mi hanno detto che quest'estate abbiamo avuto le temperature pi alte del secolo, comment Augusto Aixel, un mezzogiorno in calle de Alcal ho preso un taxi, ma dentro l'aria era divenuta cos soffocante che sono dovuto scendere a met strada. Ha fatto quel che mi aveva promesso?, chiese la suora, ha mostrato il mio progetto al suo amministratore? Ho fatto di pi, rispose il possidente, a Barcellona mi sono preso la libert di fare una copia fotostatica dei documenti e me la sono portata a Madrid con la speranza di cavarne qualcosa, ed effettivamente, passeggiando per i corridoi del Ministero degli Interni, dove mi avevano condotto i miei affari, ho incontrato un vecchio compagno di universit che occupa un alto incarico nella Direzione Generale della Sanit; sul momento non avevo tempo per parlargli del progetto, del quale si mostrava interessato; ma il giorno dopo  venuto un fattorino a ritirare la copia in albergo, e a quest'ora le sue fantasie dovrebbero essere nelle mani del Direttore Generale; vede bene che non ha motivo di rimproverarmi. E lei non ne ha per dubitare degli effetti della preghiera, disse la suora con gli occhi velati di lacrime; poi si ricompose, si pass il dorso della mano sulle palpebre e disse: Davvero ha fatto questo per me? Come le stavo dicendo,  stato un viaggio utile, ho avuto anche il tempo di andare a trovare un antiquario che casualmente non aveva chiuso bottega per le vacanze, e di comprare un pezzo molto interessante, le piacerebbe vederlo? La suora abbass gli occhi e tacque per qualche istante; poi disse: Mi farebbe molto piacere, ma sar per un'altra volta; si  fatto tardi e ho anch'io diverse questioni da risolvere in Ospedale. Mi permetta di accompagnarla con la macchina, disse lui. La prego di no, rispose la suora in un soffio, ho gi abusato troppo della sua bont e la discesa non  affatto faticosa. Prima di uscire sost sulla soglia dello studio. Non so come ringraziarla, balbett. Non ha motivo di farlo... sta bene?, disse Augusto Aixel. S, s, sto benissimo, rispose, glielo assicuro; forse sono un po' in subbuglio per quello che mi ha raccontato: a volte, quando si mette il cuore su qualcosa,  difficile non lasciarsi trascinare dalle emozioni, anche se so che  puerile. Usc dallo studio, attravers l'atrio disadorno; quando fu in giardino il sole la colp in viso, non vide lo scalino della porta, inciamp, e sarebbe certamente caduta se due braccia non l'avessero sorretta. Voltandosi incontr il volto gonfio e l'alito vinoso del giardiniere; il suo abbraccio era fermo, ma non rude, e dalla sua fisionomia sembrava essersi cancellata l'espressione idiota. Quando la suora ebbe recuperato il suo equilibrio, egli la lasci e si ritir di qualche passo; in mano teneva rispettosamente il berretto basco. Grazie, il sole mi ha abbagliato e non ho visto lo scalino. Si diresse verso il sentiero ed egli la segu; la vegetazione, rinnovata dalle piogge recenti, dava al luogo un aspetto selvatico, quasi malsano. Non  il caso che mi accompagni, conosco la strada. L'idiota continuava a tallonare la suora; se lei accelerava, lui faceva altrettanto. Sorrideva mostrando una dentatura perfetta. Dio misericordioso, pens la suora, speriamo che non mi succeda niente di male. Aveva appena formulato questa idea, quando si trov inaspettatamente di fronte i due cagnacci. Non abbia paura, mormor l'idiota; allora lei comprese che la stava accompagnando per proteggerla dai cani.  una suora dell'Ospedale, sorella? S. Ah, esclam lui,  una buona azione, una buona azione.
Alcuni giorni dopo piovve a dirotto su tutta la Catalogna, a Bassora e nei dintorni vi furono gravi danni. Da tale catastrofe non si salv neppure il villaggio di San Ubaldo: in poche ore, il rigagnolo asciutto che segnava i confini occidentali della propriet dell'Ospedale si trasform in una ribollente piena che in alcuni punti strarip dall'alveo naturale, sommergendo i seminativi e formando bracci che scorrevano attraverso i campi seguendo le strade interpoderali e depositando qua e l oggetti di vario genere portati via dalla piena. Anche la sala operatoria dell'Ospedale fu allagata. Suor Francisca, a nome di tutta la comunit, and a cercare suor Consuelo, che ormai dedicava tutto il suo tempo libero a correggere e rivedere le cifre del preventivo; la sua espressione faceva presagire la fine del mondo. In sala operatoria c' un palmo di acqua sporca, disse. Suor Consuelo non alz gli occhi dalla cartella. Cercate di farla scendere e poi disinfettate il pavimento, si limit a dire. Suor Francisca indugiava sulla soglia della cella. Cosa c', sorella? Suor Francisca si schiar la voce: Sar meglio che venga a vedere lei stessa, reverenda madre, sussurr. Lungo la scala che conduceva alla sala operatoria si stringevano dodici suore col terrore dipinto in volto; si erano rimboccate le maniche fino ai gomiti e avevano raccolto l'orlo delle vesti, impugnavano strofinacci e tinozze, ma non facevano nulla. Sorelle, al lavoro, disse loro. Visto che le sue parole non servivano a niente, raggiunse il fondo della scala e si avvicin al tavolo operatorio: dopo che ebbe spento il riflettore per evitare un corto circuito, tutta la luce proveniva da alcune anguste feritoie situate nella parte alta della stanza. Il pavimento era un lago color cioccolato sul quale si rifletteva, capovolto, il tavolo operatorio. Anche le scatole che contenevano gli strumenti chirurgici erano piene di quel liquido immondo. Su di esso galleggiavano panni, compresse e una mascherina antisettica. Il dito di suor Francisca segnal tremante qualcosa tra i resti della catastrofe. Era un topo morto.  questo che vi fa tanta paura?, esclam la Superiora, faccia il favore di raccoglierlo subito, suor Francisca. La suora spalanc gli occhi come una martire scaraventata nella fossa dei leoni. Non ha sentito, sorella? Mi fa venire la pelle d'oca, reverenda madre. La Superiora scese in acqua, prese il cadavere per la coda e lo consegn a suor Francisca. Lo prenda, sorella, le disse in tono imperioso, per quanto i topi facciano schifo, sono anch'essi creature di Dio: non abbia paura e lo butti nella spazzatura. Riflett un attimo e poi disse, dalla scala: Ordino che questa sala operatoria rimanga chiusa a tempo indefinito per ragioni di ordine tecnico e igienico; d'ora innanzi e fino a quando non verr aperto il nuovo ospedale di Bassora, chi vorr farsi operare dovr prendere la corriera. Con questa drastica decisione dovette scontrarsi il primario quando, con due ore di ritardo e in preda a una forte agitazione, raggiunse l'Ospedale. Al coro sorpreso di suore e pazienti che a bocca spalancata gli si raccolse intorno, l'afflitto dottore rifer i drammatici effetti del temporale sul nucleo urbano di Bassora, citt in cui viveva e da cui era appena arrivato dopo mille peripezie. Tutto era cominciato, disse, quando verso mezzanotte le acque impetuose avevano rotto gli argini che incanalavano il fiume dentro la citt. In seguito a quella rottura, numerose attivit commerciali e laboratori, situati lungo il canale proprio per sfruttarne le acque e gettarvi pi facilmente gli scarichi e i residui industriali, erano stati inondati o erano addirittura crollati, subendo in ogni caso danni irreparabili. Nel centro cittadino, l'inondazione era stata ancor pi spettacolare: la furia delle acque aveva divelto gran parte degli alberi del viale, i lampioni e i banchi del mercato, e aveva trascinato con s tutto ci che trovava sul suo cammino, soprattutto le automobili posteggiate lungo i marciapiedi; aveva anche sollevato o fatto sprofondare lunghi tratti di selciato. Le fognature erano scoppiate, coprendo strade e piazze di incredibili lordure. In alcuni quartieri, soprattutto quelli di recente costruzione nella parte bassa della citt, le acque avevano invaso le case, obbligando gli abitanti a cercare rifugio ai piani superiori o addirittura sui tetti, e molte persone anziane o inferme erano state poste in salvo attraverso le finestre. Il benemerito corpo dei pompieri non riusciva a far fronte a tutte le emergenze, ma siccome le strade erano intransitabili e la situazione dei centri vicini era ugualmente catastrofica, non si poteva contare sull'aiuto di nessuno. Al colmo della disgrazia, l'alluvione aveva distrutto quasi totalmente la linea elettrica e le condutture dell'acqua potabile; i telefoni non funzionavano: la citt era al buio e non si poteva comunicare con l'esterno. Queste ulteriori sciagure rendevano oltremodo difficili le operazioni di soccorso, che si erano svolte in un'oscurit che il dottore, che non vi aveva preso parte, ma al quale la scena era stata descritta in dettaglio da un testimone oculare, defin dantesca. Nel buio, disse, si udivano grida strazianti e richieste disperate di soccorso provenienti dai punti in cui il temporale aveva provocato maggiori disastri. Verso le tre del mattino gli infaticabili pompieri, con l'aiuto di alcuni volontari, avevano evacuato tutti gli abitanti del quartiere operaio di El Arenal, perch le case correvano gravi rischi di crollo. Con tutto ci, aggiunse, il numero delle vittime era stato molto meno consistente di quanto la gravit della catastrofe avesse fatto temere in un primo momento. Finora si aveva notizia soltanto di due morti: nell'accampamento di zingari situato alla periferia della citt, lungo l'argine del fiume, erano affogate due donne, una giovane di circa quindici anni e un'altra sui sessanta. In un altro punto, altre due donne, madre e figlia, erano state sul punto di subire la stessa sorte a causa del crollo del muro sul quale avevano trovato rifugio, ma all'ultimo istante erano state tratte in salvo. Ad ogni modo, aggiunse il dottore a capo chino, appena la luce dell'alba lo aveva permesso, le squadre di soccorso avevano cominciato una coraggiosa opera di sgombro degli edifici crollati, perch si sospettava che sotto le macerie potessero trovarsi persone sepolte. I senza tetto erano stati provvisoriamente alloggiati nelle scuole e in altri edifici pubblici, fino a quando, per mancanza di spazio e per evitare che qualcuno restasse all'aperto, non si era stabilito di utilizzare la platea e addirittura l'ingresso del cinema Avenida, dal quale era stata tolta per rispetto una foto pubblicitaria di grande formato, che mostrava Marilyn Monroe in atteggiamento provocante. Era un vero strazio, disse il dottore, vedere quelle persone disgraziate, che avevano perduto inaspettatamente ogni avere, che avevano visto le acque trascinare via in pochi secondi i beni faticosamente accumulati in anni di sacrifici, e che adesso si trovavano in stato di grave precariet: destate bruscamente durante il sonno, avevano dovuto abbandonare le case nel cuore della notte, in camicia o in pigiama, e c'erano a malapena coperte e cuscini per tutti. Al mattino la radio aveva informato quanti ricevevano ancora la corrente elettrica che da Barcellona era immediatamente partito un convoglio di aiuti guidato dall'Eccellentissimo Signor Governatore Civile e Capo Provinciale del Movimento; ma l'avanzata del convoglio che portava cibo, medicinali, capi di vestiario e altri generi di prima necessit era gravemente ostacolata dalle condizioni delle strade che in alcuni punti, come aveva commentato il cronista con una voce fremente che evidenziava la straordinariet dello spettacolo, sembravano fiumi di grande portata. Non c' dubbio che quest'anno sar ricordato per sempre come l'anno del diluvio, afferm il dottore commosso dal suo stesso racconto, che concluse riferendo le difficolt che aveva dovuto superare egli stesso per raggiungere l'Ospedale, dato che le acque si erano portate via uno dei ponti della strada comunale, costringendolo a fare un lungo giro pieno di rischi e di incertezze. Riguardo alla decisione della Superiora di chiudere sine die la sala operatoria, il dottore disse che non aveva nulla da obiettare. In realt accoglieva la decisione con sollievo: gli mancavano un paio di anni alla pensione e l'incarico di primario dell'Ospedale cominciava a pesargli. Meno lavoro, meno responsabilit, si disse, e tanto meglio. A suor Consuelo gli avvenimenti rivelarono fino a che punto nelle ultime settimane avesse vissuto dedicandosi esclusivamente al progetto di ristrutturazione dell'Ospedale, anteponendo le sue fantasie alle stringenti necessit del presente. Vivo soltanto per i miei sogni, si disse, e cos non si pu andare avanti. Mise da parte il preventivo e dedic tutto il tempo e le sue energie all'Ospedale. Questo cambiamento di abitudini, causato dagli avvenimenti drammatici appena riferiti, ai quali la stampa dell'epoca diede ampia eco, le fece un gran bene, perch da varie settimane viveva in uno stato di continua afflizione: non trovava pace in alcun luogo, e si mostrava irritabile ed esigente al massimo grado con le subordinate. Cosa mi sta succedendo?, si chiedeva, sto perdendo il mio equilibrio. Il suo umore era mutevole: all'alba si svegliava in preda a una straordinaria allegria, come non ricordava di aver mai provato in vita sua; ma dopo qualche istante, a mano a mano che riprendeva coscienza di s, veniva assalita da inspiegabili ansie e preoccupazioni, e doveva fare appello a tutto il suo buon senso per non scoppiare a piangere senza motivo. Quei momenti di estremo turbamento, durante i quali si credeva improvvisamente trascinata al culmine della felicit, per poi ricadere immediatamente nella pi nera disperazione, si ripetevano nel modo pi imprevedibile e imbarazzante nel corso della giornata. Non sapeva trovare una ragione per tale inquietudine, e siccome non vi vedeva nulla di male, non ne parlava col suo confessore, il quale, d'altra parte, avrebbe potuto offrirle ben poco aiuto. Era un prete ormai anziano, nativo del posto, chiamato Mosn Pallars. Aveva trascorso il periodo della guerra a scappare e a nascondersi, e in conseguenza di tutti quegli affanni gli mancava qualche rotella. Raccontava spesso come, nella confusione dei primi tempi, per non essere catturato dalle pattuglie che lo cercavano rastrellando il paese casa per casa, si era nascosto in una tomba vuota al cimitero, sigillata da due persone amiche con una lapide, e con la promessa di tornare a tirarlo fuori non appena fosse cessato il pericolo. In quel luogo spaventoso, senza cibo, quasi senz'aria e immerso in una completa oscurit il povero prete trascorse due giorni e due notti. Con le sue sole forze non poteva sollevare la lastra tombale, e temeva che coloro che avrebbero dovuto andare a liberarlo fossero stati catturati, fossero fuggiti, lo avessero tradito, o addirittura avessero dimenticato l'esatta collocazione della tomba. Pauroso di carattere e troppo vecchio per sopportare serenamente quel genere di avventure, pensava di non avere mai fatto male a nessuno e conosceva personalmente i miliziani che lo stavano cercando per ucciderlo; molti li aveva visti nascere e li aveva battezzati. Adesso la scoperta improvvisa di quell'aspetto insospettabile della natura umana, di quell'abisso di avversione, di odio ancestrale, si univa all'orrore della sua situazione. Era preda di una tale tristezza che in certi momenti avrebbe preferito entrare definitivamente a far parte di quel mondo dei morti, che gli stava offrendo una provvisoria ospitalit. Solo qui c' pace, pensava. Il tempo trascorso da allora non era bastato a fargli dimenticare quella drammatica esperienza. Non era, insomma, la persona pi idonea a percepire e comprendere le oscillazioni e i turbamenti di un'anima femminile inesperta e confusa. Il diavolo ti trovi sempre ben occupata, le diceva.
Un giorno la suora portinaia le annunci la visita di un signore. Immersa com'era nei problemi dell'Ospedale, quella notizia le provoc un certo fastidio. Chiese di chi si trattava e la portinaia disse che era l'amministratore di don Augusto Aixel. La portinaia era del posto e lo conosceva bene. La Superiora venne cos a sapere che si chiamava Pepet Bonaire e che apparteneva, come Pudenciana, con la quale era imparentato, al clan dei Pelones. In Ospedale era molto popolare come persona gentile e gioviale, e anche perch, nella sua qualit di amministratore degli Aixel, consegnava personalmente i donativi e le elargizioni mediante i quali la famiglia favoriva l'istituto. Suor Consuelo lo trov seduto su una panca dell'ingresso: un uomo piccolo, piuttosto in carne, dai gesti misurati e dallo sguardo astuto e malizioso. Bench gli venisse attribuita una certa et, visto che amministrava i possedimenti degli Aixel de Collbat fin dai tempi del padre dell'attuale padrone, non appena vide la Superiora si alz prontamente in piedi e le fece una profonda riverenza. Malgrado il caldo soffocante era vestito di velluto, con una fusciacca e un berretto a visiera, e calzava alti stivali infangati dalle pozzanghere. Suor Consuelo lo invit ad accomodarsi nel suo ufficio, lui rispose che non intendeva trattenersi pi del necessario. In realt, spieg, veniva a restituirle la cartella che gli aveva passato don Augusto tempo prima. Ah, in questo caso non la lascer andare senza aver prima sentito la sua opinione, venga in ufficio, le far portare caffelatte e pasticcini; il caff  acqua sporca, ma i dolci li fanno qui e a quel che si dice sono buoni, forse lei li conosce. Effettivamente li conosco e mi piacciono, ma non vorrei darle disturbo; so che avete avuto dei problemi con l'alluvione dei giorni scorsi e che avete chiuso la sala operatoria a tempo indeterminato. Mentre l'amministratore diceva queste cose, la Superiora lo condusse in ufficio senza incontrare ulteriori resistenze. Una volta l parlarono per un po' del preventivo, ma suor Consuelo ascoltava appena le considerazioni dell'amministratore: era un uomo pratico ed estremamente meticoloso ma, a giudizio della Superiora, si perdeva in un'infinit di dettagli sicuramente importanti, ma non decisivi. Se continuo ad ascoltarlo perder ogni interesse per il progetto, pens. Cercava silenziosamente il modo di cambiare argomento senza offendere il suo interlocutore. Alla fine riusc a portare la conversazione sui passi compiuti a Madrid da Augusto Aixel.  stato davvero generoso e lodevole a occuparsi di questa faccenda, sottraendo tempo ai propri affari, comment suor Consuelo, e siccome l'amministratore si limitava a esprimere il suo accordo con un leggero cenno del capo, aggiunse: soprattutto se teniamo conto dell'estrema importanza della sua questione. Si figuri, disse l'amministratore. Don Jos, disse la suora, che rivolgendosi all'amministratore non osava impiegare il nomignolo di Pepet e tanto meno il soprannome col quale era conosciuto in paese, non mi giudichi indiscreta, ma ignoro completamente la natura dell'affare di Madrid; so che ha a che fare con il Ministero degli Interni e che riveste una grande importanza; non voglio occuparmi delle faccende altrui, e se  questione di natura privata, la prego di non raccontarmi nulla; ma se, come mi pare di capire, il problema oltrepassa tali limiti, e se io posso contribuire in qualche maniera ad affrontarlo o anche semplicemente a facilitarne la risoluzione, non abbia timore a dirmi di che si tratta. L'amministratore sorrise, si fece serio e poi torn a sorridere fugacemente, come se stesse dialogando dentro di s; poi guard di nuovo la suora, si sistem meglio nella poltrona, stir le gambe, incroci le mani sulla fusciacca e disse: Non vedo in che modo potrebbe intervenire in questa faccenda, anche se non si sa mai; ad ogni modo, dato che si tratta di cose di pubblico dominio, non vedo neppure perch non dovrei metterla al corrente dei fatti; in definitiva, lei  la Superiora delle piccole sorelle dell'Ospedale, e quindi un personaggio importante in paese. Sporse il corpo leggermente in avanti e disse: Quasi un anno fa sulle montagne  comparso un bandito. Anche se dalla fine della guerra non ne avevamo pi avuti, il fatto non aveva spaventato nessuno: ci sono sempre stati banditi in montagna, cos come in citt ci sono sempre stati delinquenti. Di solito non sono malvagi: vivono alla macchia, e quando riescono a dimostrare di essere astuti e coraggiosi, finiscono addirittura per riuscire simpatici; in fondo, da queste parti non ci sono troppi diversivi, e nessuno ha stima delle autorit. Il vecchio amministratore assunse il tono di chi si appresta a riportare un racconto e disse: Quando ero piccolo mio padre, riposi in pace, raccontava che in queste montagne c'era un bandito che si chiamava Antonio Llobet, detto Tiarru, lo Zione, perch era un omone grande e grosso, pi bello di una rosa; fino a quando non venne ucciso in uno scontro con la Guardia Civil, non c'era anno che mancasse alla festa del paese: ballava con tutte le ragazze, belle o brutte che fossero, non faceva distinzioni, se la faceva con tutte, e dopo aver ballato andava all'osteria, ordinava vino per i presenti e andava di tavolo in tavolo a brindare con tutti. Quando ero piccolo, ricordo un tale Juan Budalls, detto Mierdafrita, che fece molto parlare di s: assisteva alle corride che di quando in quando si facevano a Bassora, e decideva se un torero meritava una sola orecchia o tutte e due, o se meritava che lo prendessero e lo buttassero nel fiume, e quel che decideva si faceva tale e quale, come se alla corrida stesse assistendo il signor Ministro degli Interni. Un giorno questo bandito buss a una casa per chiedere cibo, com'era abituato a fare, e il padrone, con la scusa di andare a prendere qualcosa in dispensa, usc di casa, chiuse la porta a chiave e scapp di corsa, senza pensare che stava abbandonando moglie e figli. Dopo aver fatto cinquecento metri, incontr due gendarmi a cavallo; vengano, signori, a casa mia c' Mierdafrita. Il bandito, quando vide venire le guardie al galoppo, fece saltare la serratura con un colpo di pistola e se ne scapp via a rischio della vita: non si barric in casa per evitare che la donna e i bambini si trovassero coinvolti nella sparatoria. La domenica successiva, mentre tutto il paese usciva da messa, Budalls e la sua banda aspettavano sulla porta della chiesa; quando lo vide, chi l'aveva denunciato pens di essere spacciato, ma sua moglie fu pi veloce: si inginocchi davanti al bandito e gli disse: Non ammazzarmelo, Mierdafrita. Non te lo ammazzer, donna, per devo dargli una lezione perch impari a tenere la lingua a posto; e rivolto al delatore gli ordin: Calati le braghe, verme. Non si spaventi, sorella, and tutto per il meglio: la vendetta venne consumata a suon di staffilate. Quando gli misero il sale sulla coda, le autorit furono meno misericordiose di lui: venne volgarmente garrotato nel cortile della prigione di Bassora lo stesso anno in cui cambi secolo, c' chi dice il millenovecento e chi dice il millenovecentouno.
Ascoltando quelle storie crudeli la suora si spavent, mentre il vecchio amministratore, richiamandole alla memoria, si andava ringalluzzendo. Potrei passare tutto il pomeriggio a raccontarle storie come queste, sorella: come le dico, di banditi ce ne sono sempre stati, e ognuno aveva il suo nome di battaglia e la sua leggenda: Pedro el Torrat, (Il tosto) Niseto el de la Bomba (il bombarolo), Saltatrenes (Assaltatreni), Luisito el Gafas (Occhialino), e anche un certo Saturnino, che si dice fosse una donna passata alla macchia dopo essere stata violentata da un militare; ma riassumendo, le ripeto, brava gente che se la lasciano vivere in pace non se la prende con nessuno. Fece una pausa, aggrott le sopracciglia e aggiunse: Ma questa volta, e senza motivo apparente, don Augusto si  fatto molto nervoso: cominci col dire che il bandito capeggiava una banda numerosa e stava meditando di rapirlo; altre volte diceva che non si trattava di un bandito, ma di un distaccamento del maquis che veniva a regolare i conti per certe faccende avvenute durante la guerra. Pu darsi che avesse ragione in entrambi i casi, perch di rapimenti se ne sono verificati parecchi, e certe ferite non si rimarginano facilmente. Comunque, insistette con la Guardia Civil perch facesse una battuta che ponesse termine alla minaccia che lui vedeva incombere: poi, siccome i rastrellamenti della Guardia Civil non diedero il risultato sperato, and a Barcellona a chiedere l'intervento dell'Esercito. Il comandante generale gli rispose picche; il Governo non ha mai voluto coinvolgere l'Esercito nemmeno negli anni peggiori del maquis. Cos don Augusto  andato a Madrid, ha logorato le sale d'attesa e ha sollecitato in lungo e in largo, sa Dio con quali risultati. Questo almeno  ci che mi ha detto. Se in realt sia andato a Madrid anche per altri motivi, non sono in grado di dirlo; ma ora devo andare. Crede davvero che la vita di don Augusto sia in pericolo?, chiese la Superiora. L'amministratore strinse le spalle e alz gli occhi al soffitto. Come sar, sar. La superiora non volle insistere, perch non capiva se l'amministratore era davvero indeciso come la sua risposta lasciava intendere o se, come sembrava pi probabile, preferiva lasciare le cose in sospeso. Deve sapere qualcosa che non mi ha detto, pens. Poi, nella solitudine della sua cella, le figure di quei banditi, che sulla bocca dell'amministratore le erano sembrate frutto di fandonie pittoresche, cominciarono ad acquistare volti terribilmente reali: li immaginava, irsuti e torvi, mentre colpivano a colpi d'accetta un Augusto Aixel inerme e scarmigliato. Quella fantasia, ispiratale dai suoi timori, le sembrava la premonizione di un evento ineluttabile e la gettava nello sconforto, come se si trattasse di qualcosa che stesse gi accadendo in quel medesimo istante.
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Capitolo 4.
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La piccola caserma della Guardia Civil era situata in una strada che dalla piazza della Chiesa scendeva fino al torrente; era una costruzione a due piani sulle cui pareti scialbate a calce c'era soltanto una bandiera spagnola grossolanamente dipinta sull'architrave e il ben noto motto: tutto per la patria. Sul marciapiede un cane scheletrito, ricoperto di mosche, sonnecchiava. La Superiora e l'economa misero dentro la testa con cautela: sopra un ampio tavolo ronzava un ventilatore nero con pale di ottone. Al tavolo sedeva un gendarme baffuto e piuttosto in carne. Evidentemente non si aspettava di ricevere visite a quell'ora torrida del pomeriggio, perch se ne stava in camicia e sembrava profondamente assorto in un'avventura di El Coyote. Per terra, accanto al tavolo, si distingueva una brocca di terracotta; a un attaccapanni, la giacca dell'uniforme e il cappello a tricorno, e in un angolo tra due muri il moschetto. Di fronte a quel fiero spettacolo le due suore arretrarono insieme. Cosa siamo venute a fare, reverenda madre?, chiese l'economa mentre scendevano rapidamente in strada. Niente, niente, madre Mills, rispose la Superiora. Ma la loro presenza non era passata inosservata, e il gendarme, abbottonandosi frettolosamente sulla porta della caserma, senza badare alle bretelle che gli penzolavano dai due lati, guardava con aria perplessa le due suorine che, dopo aver inspiegabilmente interrotto il suo riposo, correvano via.
Quando furono sulla soglia dell'Ospedale, la suora portinaia venne loro incontro per annunciare una visita. C' il signor Aixel!, balbett facendo grandi smorfie. La Superiora sorrise: la presenza di quell'uomo gentile, ricco ed elegante aveva visibilmente sconvolto la suora portinaia. Mi sono permessa di farlo accomodare nel suo ufficio, disse quest'ultima, non mi sembrava educato farlo aspettare nell'atrio, con tutti i favori che gli dobbiamo! Ha fatto bene, sorella, la tranquillizz la Superiora, e poi, rivolta all'economa: Torni alle sue faccende, madre Mills, se sar il caso la far chiamare. Un'ombra attravers gli occhi dell'economa. Gelosie, pens la Superiora, e immediatamente si disse: Come posso permettermi di giudicare, e in fondo cosa ne so io di queste cose? Si diresse in ufficio con passo deciso e spalanc bruscamente la porta. Augusto Aixel si alz rapidamente in piedi. Tuoni e fulmini! Cosa succede?, domand. La suora entr e chiuse la porta. Niente, rispose. Mi sembrava che venisse a cacciarmi in malo modo, disse lui. Niente affatto, mi hanno detto che c'era qualcuno che mi aspettava e mi sono affrettata: non mi piace fare aspettare la gente. Non  molto che sono qui, e questa volta sono stato io a venire senza annunciarmi, disse lui, pensavo che con questo caldo se ne stesse al chiuso, ma vedo che le alte temperature non la spaventano. Dopo l'alluvione abbiamo avuto un grave problema in sala operatoria, e dovevo spedire alcune lettere urgenti per farne relazione alle autorit competenti e alla reverenda Superiora Provinciale, come  mio dovere; ho pensato di andare alla posta in queste ore di relativa tranquillit, disse lei, poi sospir, fece una pausa e aggiunse, in tono pi calmo: Devo ammettere, comunque, che fa un caldo terribile; con permesso. Attravers l'ufficio dirigendosi a una consolle di legno di pino appoggiata al muro, sulla quale erano posati una brocca e un catino di terraglia. La suora vers dell'acqua nel catino, si lav il viso e le mani e si asciug con una salvietta umida e sfilacciata che pendeva da un chiodo vicino alla consolle. Mentre si puliva avvert il fastidioso odore di cavolo bollito che impregnava i suoi abiti e che nemmeno la passeggiata era riuscita a eliminare. Non avete acqua corrente?, chiese Augusto Aixel dietro di lei. In ospedale s, rispose la suora, ma non nella residenza della comunit. Mentre parlava apr la finestra, prese il catino e gett l'acqua nel vuoto. La piena sta ancora scendendo, comment. Reverenda madre, disse l'ospite, non potrebbe chiudere quella finestra, mettere a posto la sua brocca e darmi ascolto un momento? Oh, mi scusi, disse lei mortificata. Sono venuto a parlare del suo progetto, non mi dica che non le interessa pi. No, no, al contrario, protest la suora, perch pensa una cosa del genere?  tipico della natura umana cedere proprio quando i sogni potrebbero realizzarsi, disse Augusto Aixel. Suor Consuelo si fece seria: Io non vacillo, disse sicura. Lo so, rispose lui, e so anche che ha parlato con Pepet. La suora rispose: Il suo amministratore ha avuto la cortesia di venire a trovarmi; abbiamo esaminato il progetto con attenzione e lui mi ha fatto diverse osservazioni molto utili.  un uomo di molta esperienza, disse Augusto Aixel, un po' vecchio, gli anni lo hanno fatto diventare lento e stizzoso, ma conosce tutti, e tutti lo amano e lo rispettano; se porteremo a termine il progetto, il suo aiuto sar indispensabile. Ci conto molto, disse la suora; posso chiedere il motivo della sua visita? Mentirei se le dicessi che ce n' uno in particolare, almeno per quanto riguarda il progetto: da Madrid non ho ancora avuto notizie, rispose lui. Lasci correre lo sguardo per qualche secondo lungo le pareti dell'ufficio e soggiunse: Ho saputo dell'inondazione e della chiusura della sala operatoria, e ho pensato di venire a informarmi personalmente dell'accaduto; in un certo senso, da quando mi ha coinvolto nella faccenda, mi sento responsabile dell'Ospedale. Se sono stata io e non la sua coscienza a imporle questo peso, si consideri libero fin da questo momento, disse suor Consuelo nello stesso tono scherzoso; ad ogni modo la ringrazio per l'interessamento. Non mi ringrazi, sono venuto anche perch sentivo la mancanza della sua compagnia e della sua conversazione. Deve avere ben pochi passatempi in questo paese, se tiene tanto alle chiacchiere di una povera suora ignorante. Non sia ipocrita o finir di corsa all'inferno, e si ricordi che ha promesso di venire a vedere la mia collezione d'arte, disse lui. Non l'ho affatto promesso, e lei sa bene che non posso farlo, rispose la suora con un tono leggermente triste. Al contrario, rispose lui, credo che lei possa e debba; la mia collezione  fatta di opere d'arte sacra, non c' nulla di profano; per me si tratta solo di arte, ma per lei pu risultare al tempo stesso bella ed edificante, come per me la compagnia di una persona equilibrata e virtuosa. Si sta riferendo a me?, chiese la suora un po' confusa; non sapeva come interpretare quello strano ragionamento. Lui la guard negli occhi. Non ha mai pensato che la Provvidenza potrebbe avermi messo sulla sua strada con uno scopo preciso?, le disse. A volte mi chiedo chi l'abbia davvero messa sulla mia strada, rispose la suora a bassa voce. Allora, verr?, insistette il possidente; e prima che lei potesse rispondere aggiunse: Si faccia accompagnare dall'economa, se crede.
I cani accorsero abbaiando, ma quando le furono vicino ed ebbero fiutato l'abito immediatamente si calmarono; ma suor Consuelo si ferm lo stesso aspettando l'arrivo di Pudenciana. Si vede che l'hanno riconosciuta, comment la massaia. S, disse la suora; a volte i miei abiti odorano di etere, altre di cavoli e altre di sapone, ma loro riconoscono sempre chi li indossa, chiss come fanno. Per certe cose sono pi in gamba di noi, sentenzi la massaia, a volte mi sembra che dall'odore siano in grado di capire se uno ha intenzioni buone o cattive. Con cautela, Suor Consuelo allung la mano verso uno dei cani, e vedendo che non reagiva minimamente, gli carezz il testone. Non esageri, per, disse alla massaia. Mentre si dirigevano verso la casa, incontrarono il giardiniere; portava una manichetta parzialmente arrotolata intorno a una spalla, e la pigna di metallo, penzolandogli lungo la schiena, tracciava per terra un solco sinuoso. Quando la suora gli pass accanto, rimase a guardarla a bocca aperta. Chiudi quella bocca, spaventapasseri, finirai per ingoiare una mosca, gli disse Pudenciana. L'altra volta  stato molto gentile, disse la suora, mi ha accompagnato fino al cancello e mi ha difeso dai cani. Bah, non sa quel che fa, disse Pudenciana, da piccolo ha avuto la febbre ed  rimasto cos: non capisce e non ragiona. Suor Consuelo guard l'idiota negli occhi, vi percep un vuoto insondabile e si commosse. Continuarono fino alla casa. Il padrone le ha dato appuntamento per quest'ora?, chiese la massaia quando furono nell'ingresso. Mi
ha dato appuntamento, ma non a quest'ora, rispose la suora, a dire il vero mi ha detto di venire senza fissare n data n ora, ho fatto male?, Oh, no, lei pu venire tutte le volte che crede, sorella, e volesse il cielo che la sua presenza avesse un buon influsso, ma il fatto  che il padrone stamattina  andato a caccia, e ora sta riposando; come sa, per andare a caccia bisogna alzarsi prima dell'alba. Comunque andr ad avvertirlo. Assolutamente no, lasci che dorma, verr un altro giorno, si affrett a dire la suora. Subito si lasci cadere su una sedia e annunci, in maniera del tutto incongrua rispetto a quanto aveva appena detto: Aspetter qui che si alzi; Pudenciana si grattava la testa riccioluta. Le preparer una limonata, disse alla fine. No, lasci, non ho sete, a cosa si riferiva dicendo che potrei avere una buona influenza? Pudenciana si gratt di nuovo la testa. Il padrone avrebbe bisogno di un'anima buona che lo riconducesse sulla retta via, sentenzi. Perch, ne  cos lontano?, chiese la suora. La massaia accenn un sorriso astuto che non sembrava adeguato al suo tono serio. Ah, sorella, se questi muri potessero parlare!, sospir. La Superiora si alz in piedi. I muri non possono parlare, Pudenciana, ma lei s, e se ha un po' di rispetto per il crocifisso che mi pende dalla cintura, le ordino in suo nome di dirmi ci che sa. La massaia rimase a bocca spalancata per la durezza di quella frase. Dio benedetto, mormor, non faccia caso alle mie parole: sono solo una popolana, cosa potrei sapere? Non faccia la tonta, replic l'altra, sono vent'anni che curo malati e ho tredici suore ai miei ordini: conosco tutti i pretesti e gli inganni di cui  capace la mente umana. La massaia avvicin una sedia a quella che fino ad allora era stata occupata dalla suora, e sedettero entrambe. Il problema sono le donne, disse Pudenciana lentamente, come se stesse preparandosi a esporre una teoria difficilmente comprensibile, sono loro che lo rovinano; nessuno lo direbbe, vedendolo cos serio e compito, ma come si suol dire  uno che scaglia la pietra e nasconde la mano. Da bambino, continu, aveva gi il diavolo in corpo e adesso, da grande, non  affatto cambiato, e ci non  bene, sorella, n per la salute n per il patrimonio n per l'eterna salvezza dell'anima, e mi preoccupa molto; i giovani, si sa, sono scavezzacollo per natura, ma il padrone ne ha combinate di tutti i colori: chi semina nell'orto degli altri per forza raccoglie odi e violenze. Poi si alz di scatto in piedi ed esclam: Io appartengo alla casa e non posso dire di pi. Ma prima che riuscisse ad andarsene, se quella era la sua intenzione, anche suor Consuelo si alz, e le due donne, tenendosi a braccetto, cominciarono ad andare avanti e indietro per l'atrio bisbigliandosi all'orecchio, e i loro mormorii si perdevano nella penombra di quell'ambiente severo. E non ce n' mai stata una capace di fargli mettere la testa a posto? Tanti anni fa, rispose la massaia, tanti anni fa. C'era una donna che gli voleva bene; non come le altre, solo per divertirsi e intrigare, con rispetto parlando; forse, per amore, pensava di poter perdonare le sue mancanze e di accettarlo cos com'era, forse sperava di trasformarlo; non ce la fece. Perch, che accadde? Non lo so, povera me, tutto il giorno dal pollaio ai fornelli, come faccio a saperlo? Si dice che l'abbia torturata fino a farla uscire di senno, oh, se questi muri potessero parlare! Un bel giorno non la vedemmo pi, se n'era andata e non torn mai pi, tempo dopo corse voce che era morta in modo atroce, non so altro. La massaia fece una pausa, come se il ricordo di quella disgrazia pesasse sulla sua coscienza. Anch'io ero molto giovane allora, fu subito dopo la guerra; era tornato in paese coi nazionalisti. Suo padre, che era
ancora vivo, era rimasto in Francia, dove aveva trascorso al sicuro tutto il periodo della guerra, ma lui, disprezzando la protezione che gli veniva offerta, attravers le linee e and a combattere con i suoi, portava una pistola alla cintola e avrebbe dovuto vedere come gli stava bene la divisa della Falange, tutte le ragazze sospiravano per lui, le nubili e anche le sposate, quelle sposate soprattutto. La suora si ferm di colpo e lasci il braccio della guardiana. Di queste cose non so niente, disse fermamente, perch me le racconta? Pudenciana abbass gli occhi, temendo di avere oltrepassato i limiti della decenza. Lei pu fare molto per lui, sono sicura, mormor confusa, lei  una santa, le si legge in faccia, ha lo sguardo di una santa.
L'arrivo di Augusto Aixel interruppe la conversazione. Di cosa stai spettegolando, Pudenciana? La massaia soffoc un grido. Augusto Aixel indossava una vestaglia di seta, sotto la quale spuntavano i pantaloni di un pigiama di rigatino. Nel suo sguardo c'era una collera contenuta che spavent Pudenciana. Stavo discorrendo con la sorella, balbett la massaia, tremando. Suor Consuelo la prese di nuovo sottobraccio e le fece un sorriso che sembrava voler dire: Non aver paura, non ripeter una parola di tutto quel che mi hai detto. Tante chiacchiere, ma non le hai offerto nemmeno un bicchier d'acqua, cosa penser della nostra ospitalit, la rimprover il possidente, e perch non mi hai avvertito? Voleva farlo, ma io non gliel'ho permesso, intervenne la suora, ho saputo che  andato a caccia. S, ma non lo dica a nessuno:  ancora vietata. Ritirati, Pudenciana, ma non allontanarti troppo, nel caso avessimo bisogno di te, aggiunse senza distogliere lo sguardo dalla suora, e lei scusi tanto se la ricevo cos, mi ero coricato qualche minuto; venga nello studio, faccia il favore, mi cambio in un attimo e sono a sua disposizione.
Non appena la massaia si fu ritirata e prima che lo facesse anche lui, la Superiora mormor precipitosamente: Non ho potuto farmi accompagnare come mi aveva consigliato, perch in Ospedale c' molto lavoro. In tal caso, rispose Augusto Aixel prima di chiudere la porta dello studio, le sono ancora pi grato. Una volta sola nello studio, la suora cominci a passeggiare avanti e indietro, in uno stato di forte agitazione. Perch sono venuta, cosa ci faccio qui?, si chiedeva. Oh,  inutile che cerchi di trovare delle spiegazioni: Dio mi vede; ma mi sente? Questo pensiero, che sembrava aver formulato indipendentemente dalla sua volont, la riemp di terrore. Ma che sto dicendo? Devo essere impazzita a pensare una cosa del genere, che mi succede? Si guard intorno come se la risposta alle sue incertezze avesse potuto giungere da una di quelle sculture contorte. Appeso a un muro c'era uno specchio antico; abituata all'austerit della vita conventuale, il riflesso della sua immagine le risultava un po' insolito, e incuriosita vi si avvicin: nel cristallo quasi privo di mercurio apparve un viso appena riconoscibile, i cui occhi la guardavano in modo strano e intenso. La penombra dello studio produceva un vuoto nello specchio, in cui quel viso afflitto si perdeva. Soffoco, pens, devo prendere aria, se no svengo. Cerc di aprire la porta che dava accesso alla galleria esterna, ma non riusc a fare scorrere il chiavistello che la chiudeva: n la forza n la destrezza obbedivano ai suoi desideri. Attravers barcollando lo studio e usc nell'atrio; le due sedie sulle quali lei e la massaia si erano scambiate confidenze e segreti erano ancora vicine, e rompevano la disadorna monotonia dell'arredamento. La suora attravers l'atrio, apr la porta attraverso la quale Pudenciana era sfuggita alle ire del padrone ed entr in un vano sommerso nell'oscurit. La aggred un odore ripugnante che conosceva bene, ma che non avrebbe mai immaginato di sentire in quella casa. Tastando le pareti trov un interruttore; accese una lampadina nuda, sospesa al soffitto per mezzo del cavo elettrico. La luce le fece capire di trovarsi in una specie di dispensa; una delle pareti era occupata da una credenza in cui erano allineate diverse terraglie; sull'altro muro, a una sbarra di metallo erano fissati una dozzina di ganci, dai quali pendevano a dissanguarsi altrettanti conigli appena uccisi. Gli animali sembravano fissare la suora dall'alto, con uno sguardo folle al quale il terrore aveva impresso una strana fierezza. Il sangue che scorreva da quel lugubre grappolo cadeva in una catinella di alluminio producendo un suono opaco e disuguale. Mossa da piet e ribrezzo per quello spettacolo, la suora si volt con l'intenzione di tornare nell'ingresso, ma si scontr con Augusto Aixel, sopraggiunto alle sue spalle senza che lei se ne accorgesse. Lo spavento la fece strillare, sussult e sembr l l per svenire. Non abbia paura, esclam lui prendendola per le spalle, sono solo conigli morti. Da dov' entrato?, chiese la suora con un filo di voce. Attraverso la porta, come lei,  sicura che il velo non diminuisca le sue capacit auditive?  la seconda volta che ci succede una cosa del genere. Sar come dice lei, disse suor Consuelo ritrovando la propria sicurezza e ritirando dalle sue spalle le mani del possidente, mi far visitare, se crede. Poi aggiunse, aggrottando le sopracciglia: Li ha uccisi stamattina? Lui non percep l'espressione di rimprovero negli occhi della superiora e rispose: Altre volte sono stato pi bravo, ma non posso lamentarmi. Guard orgogliosamente la fila di vittime e aggiunse: far incartare qualche coniglio per l'Ospedale, non saprei che farmene di tutta quella carne. In nome dell'Ospedale la ringrazio per il regalo, disse la suora, ma se la carne non le serviva, perch li ha ammazzati? Per passatempo, rispose Augusto Aixel sorpreso,  da diversi anni che la caccia non  pi un mezzo per procurarsi il cibo, ma uno sport, una cosa fine a se stessa; non mi dica che la notizia le giunge nuova. No, ma non capisco che gusto ci sia ad ammazzare un essere vivente.  proprio necessario che mi rimproveri in continuazione?, protest lui, i conigli sono fatti per questo, no? Se non li ammazzassimo rovinerebbero i campi, andrebbero dappertutto, lei sa con quanta velocit si riproducono e come sono voraci e distruttivi; del resto, che c' di male ad ammazzare degli animali? gli Apostoli si dedicavano alla pesca, e in fondo, la morte ci  mandata da Dio. Non la manda, rispose la suora, la permette,  molto diverso. Augusto Aixel scoppi a ridere. Che ne direbbe se andassimo a parlare di teologia in un luogo pi piacevole?, propose. Suor Consuelo assent con il capo: si vergognava di avere avviato quel genere di conversazione. La caccia non ripugnava alla sua coscienza; da bambina aveva visto suo padre e i suoi fratelli tornare dalla campagna con i fucili al braccio e i carnieri ricolmi di lepri e di pernici. A quei tempi aveva aiutato lei stessa a collocare trappole, e catturato col vischio tordi e calandre che finivano fritti sulla tavola di famiglia. La mia stizzosit  una conseguenza del brutto momento che ho appena passato, pens, evidentemente ho il sistema nervoso in disordine, non sono padrona delle mie reazioni: un attimo fa, nello studio, ho avuto quasi una crisi isterica, e adesso, in questo ambiente sinistro, sono calma e mi sento bene, mi concedo scherzi e discorsetti morali. Ah, non serve a nulla mentire:  stata la sua presenza a operare il cambiamento; ma come faccio a sentirmi cos sicura accanto a lui, dopo le cose tremende che mi ha raccontato Pudenciana? Mah, quelle storie truculente devono essere fandonie; altrimenti, non mi sentirei tranquilla come adesso, si disse.
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Capitolo 5.
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Tornarono nell'atrio e salirono le scale che conducevano al piano superiore; l percorsero un lungo e vasto corridoio con enormi ritratti appesi alle pareti. Attraverso le tende che proteggevano i ritratti dagli effetti del sole scendevano raggi di luce che illuminavano gli infiniti granelli di polvere presenti nell'aria. I ritratti erano solenni e inespressivi, ma le dimensioni e le vesti variopinte dei personaggi dipinti conferivano loro un aspetto imponente; tutti i ritratti, anche quelli di bambini morti probabilmente di rosolia o di tosse asinina in tenerissima et, davano un'impressione di fatuit che li rendeva antipatici. Augusto Aixel non apr bocca per ragguagliare l'ospite sui ritratti o sulle persone effigiate. Il corridoio finiva in un salone circolare dall'alto soffitto a volta; le pareti erano tappezzate di seta, e il soffitto era decorato con pudiche figure allegoriche, che sostenevano fiori e frutti sulle braccia grassocce. L'argento riluceva dai cassettoni, dalle vetrine e dagli stipi, e la superficie policroma delle porcellane ingialliva sotto il tiepido chiarore della sera, che filtrava attraverso le mezze tende. Non si fermarono neppure l.
Entrarono in una stanza ammobiliata con semplicit monastica, che sapeva di canfora; il letto dalle colonne tornite era ordinato come se qualcuno lo occupasse regolarmente; un vaso, sullo scrittoio, conteneva un mazzo di fiori di campo. Prima che suor Consuelo potesse esprimere il suo stupore, Augusto Aixel disse: Questa era la stanza di mia madre, qui trascorse i lunghi anni della sua malattia e qui mor; mio padre prima ed io poi abbiamo conservato l'ambiente com'era quando lo lasci; la servit tiene pulito e cambia la biancheria, ma da quel triste giorno nessuno l'ha pi occupata. Qualche volta, aggiunse abbassando la voce, vengo un attimo in questa stanza, da solo, mi siedo su questa sedia, dove lei amava trascorrere le ore, guardando alla finestra... Mi sono permesso di portarla qui perch volevo che la vedesse; non l'avevo mai mostrata a nessuno. Suor Consuelo si avvicin alla finestra e separ le tende di cretonne, vide l'orto e la vasca, lasci cadere le tende e si appoggi allo scrittoio. Augusto Aixel le tocc il braccio.  diventata pallida, non sta bene? Lei si lasci guidare in silenzio attraverso la casa fino alla galleria esterna. Il pappagallo la ricevette con strepitosi e meccanici fervorini. Cominciava a calare la sera.
Si sieda, le far portare qualcosa da bere, disse lui. No, non si disturbi... e non se ne vada, lo implor la suora, questa calma mi far bene pi di ogni altra cosa, non c' posto dove starei meglio di qui. Chiuse gli occhi e rimase immobile; il suo viso conservava lo stesso pallore, il suo petto si alzava e abbassava come se avesse appena compiuto uno sforzo estenuante. Rimase cos per qualche tempo. Augusto Aixel la osservava in silenzio. Senza che nessuno l'avesse avvertita, apparve Pudenciana con un bicchiere d'acqua fresca. Il possidente prese il bicchiere e fece segno alla massaia di lasciarli soli. Poi pos la mano libera sulla guancia della suora e sent che era febbricitante. Al contatto della mano, lei apr gli occhi e rivolse verso di lui uno sguardo pieno di profonda tristezza. Beva quest'acqua, disse lui offrendole il bicchiere. La suora bevve tutta l'acqua a piccoli sorsi, poi si alz in piedi e senza motivo apparente usc in fretta dalla galleria, come se con quell'atto avesse inteso rispondere a una chiamata che proveniva dall'esterno. Augusto Aixel rimase seduto; prima la vide attraversare il giardino, poi sparire sotto la volta di cipressi potati che dava accesso all'orto; allora si alz e si mise a seguirla con deliberata lentezza. Giunto all'ingresso dell'orto si ferm a osservarla: la suora perduta nei propri pensieri passeggiava lungo il sentiero che attraversava le coltivazioni. Capendo che non desiderava essere interrotta, il possidente rimase al suo posto senza rivelare la propria presenza. Si ud il rombo di un tuono; alzando gli occhi vide che si stavano avvicinando dei nuvoloni minacciosi; raggiunse suor Consuelo lungo il bordo della vasca e le disse: Sta per piovere, sar meglio che ci ritiriamo, ma lei non ud: sporgendosi sul bordo, guardava affascinata la torbida superficie dell'acqua. Non si sporga cos, l'avvert Augusto Aixel andandole vicino, questa vasca  traditrice:  molto pi profonda di quel che sembra e a causa del limo le pareti non offrono appigli; corre voce che una volta vi sia annegata una ragazza colpita da una delusione, e che da allora la vasca sia maledetta. La suora si segn, ma non distolse lo sguardo. I nuvoloni coprirono il cielo e oscurarono la superficie dell'acqua; per un istante l'ombra delle nubi riflett forme confuse che sembravano scaturire dal fondo tenebroso della vasca; poi, prima che le immagini potessero assumere un significato preciso, cominciarono a cadere grosse gocce, che formarono un'infinit di cerchi. Infine i goccioloni si tramutarono in un forte temporale. Visto che la suora stava sempre immobile, come insensibile alla pioggia, Augusto Aixel la prese per le spalle e l'obblig a voltarsi. Presto, o ci inzupperemo, grid, cercando di farsi udire attraverso il fragore della tempesta. Insieme corsero verso casa attraverso l'orto infangato. La cortina di pioggia, ondulata dal vento, permetteva appena di indovinare la sagoma confusa della volta di cipressi. Augusto Aixel continuava a stringere suor Consuelo come se temesse che i turbini di vento che flagellavano i rami e scuotevano i cannicci dei pomodori la portassero via. Lei si lasciava trasportare, fragile e sottomessa come se la sua forte costituzione fosse stata contagiata dal decadimento che si sentiva nell'animo. Giunti nella galleria rallentarono il passo e rimasero abbracciati per qualche istante; il pappagallo, spaventato, gracidava; Augusto Aixel avvicin le labbra a quelle della suora, ma lei lo respinse con dolcezza. No, sussurr. Liberatasi dall'abbraccio, si diresse alla porta che metteva in comunicazione la galleria con lo studio ed entr: Augusto Aixel la segu; li aspettava una sorpresa.
Diritto in mezzo allo studio il comandante della Guardia Civil osservava incuriosito l'irruzione di quella coppia inverosimile e scomposta; indossava mantella e tricorno, ma aveva lasciato il moschetto appoggiato alla parete. Diavolo, Lastre, lei qui, esclam il possidente, e prima che l'altro potesse rispondere soggiunse: l'acquazzone ci ha sorpreso nell'orto, siamo bagnati fradici. L'inutilit della sua spiegazione rivelava un turbamento che il comandante non pot fare a meno di osservare. Augusto Aixel e la suora si chiedevano se, attraverso la finestra, il militare avesse potuto assistere alla scena della galleria. Credo che non vi conosciate, aggiunse il padrone di casa ricuperando la sua abituale disinvoltura, il comandante Lastre ha l'incarico di mantenere la pace e l'ordine nella zona, compito non sempre facile; suor Consuelo  la direttrice dell'Ospedale. Il comandante port la mano al tricorno, ma mentre stava per fare il saluto militare si ferm, indugi un attimo e alla fine, ritenendolo pi adeguato, si scopr; ma la suora stava facendo un cenno col capo, e quindi si perse la cerimonia; a causa dell'acquazzone, le estremit inamidate della cuffia si piegavano verso il suo viso. Non ci siamo gi visti, sorella?, chiese il comandante. La suora ricordava la mancata visita alla caserma, ma non ne parl. Ci saremo incontrati per strada, disse con un'umilt la cui affettazione fece sorridere il possidente. Sono tutte uguali, pens, e rivolto al gendarme: Mi spiace di non poterle dare ascolto in questo momento come vorrei, ma occorre che suor Consuelo torni subito all'Ospedale, se non vogliamo che prenda una polmonite. Il comandante interpret correttamente l'ordine velato del possidente e rispose: Me ne rendo perfettamente conto e, se permette, sar lieto di accompagnarla io stesso all'Ospedale; in previsione della burrasca sono venuto con la jeep; date le condizioni del fondo stradale, nella mia vettura sar pi al sicuro. Il servizio meteorologico, aggiunse il comandante, aveva annunciato un forte temporale, e le autorit hanno disposto ogni genere di precauzioni per evitare in altre parti della Catalogna lo stesso disastro di Bassora. La popolazione  allarmata, aggiunse. Quanto al motivo della mia visita, non  urgente e non ha alcuna importanza; magari domani far di nuovo un salto a casa sua, don Augusto, a meno che non preferisca passare lei in caserma. Venga lei, Lastre, se il tempo e gli impegni glielo permettono, affetteremo un prosciutto che mi hanno appena portato, e che sembra dire mangiami. Il comandante si rimise il tricorno e fece un saluto marziale. Si scost in modo che Augusto Aixel aprisse la porta; la suora usc nell'atrio senza sollevare gli occhi dal pavimento, i due uomini la seguivano. Fuori continuava a piovere a dirotto. Porter la macchina davanti alla porta, disse il comandante avvolgendosi nella mantella, dalle cui pieghe spuntava la canna arrugginita del fucile. Approfittando dell'assenza di quel testimone importuno, Augusto Aixel prese la gelida mano della suora e l'attrasse a s. Torna domani, le disse. Lei ritir la mano e fece segno di no col capo. Almeno guardami negli occhi, protest lui, ma lei si limit a ripetere il gesto. La vettura era ferma davanti alla porta. Non cambierai idea?, chiese Augusto Aixel. Suor Consuelo alz la testa e lo fiss con uno sguardo ardente di follia. Nemmeno morta, esclam, fuggendo verso il veicolo. Il comandante apr lo sportello, al cui centro campeggiava lo stemma della benemerita istituzione; non appena la suora fu dentro lo richiuse, fece il giro dell'auto e prese posto al volante. La macchina stava per mettersi in moto quando dalla casa usc correndo Pudenciana, con un grosso pacco avvolto in un telo; saltellando tra le pozzanghere riusc a consegnare il pacco a suor Consuelo attraverso il finestrino. Il fango schizzato dalle ruote posteriori imbratt completamente il grembiule della massaia. Quando ebbero attraversato il cancello e si furono messi in strada, la suora sciolse il nodo dell'involto per vedere cosa conteneva; sul pavimento della vettura rotolarono alcuni conigli morti.
Assordata dal chiasso della jeep, che evitava le peggiori asperit del terreno, guadava torrenti tumultuosi e in pratica avanzava alla cieca per i campi sotto la cortina della pioggia, suor Consuelo cercava a tentoni di radunare i conigli che rotolavano sul fondo del veicolo. Attento pi alla guida che alla sua ospite, il comandante le chiese cosa stava facendo e cosa cercava sotto i sedili, ma la suora rispose con un balbetto incomprensibile. Il comandante rallent. So che si tratta di conigli, disse alzando la sua forte voce per vincere il rumore del motore e quello delle lamiere, e so anche che don Augusto li caccia fuori stagione, ma non me ne importa nulla, in fondo la terra  sua, i conigli sono suoi e il bracconaggio non  di mia competenza; mi preoccupa di pi il fatto che con questo tempo se ne vada in giro per la montagna: gliel'avr detto mille volte che quando meno se l'aspetta far la fine di uno di quei fottuti conigli, scusi l'espressione. La suora, che era riuscita a ricomporre l'involto, riprese il suo posto. Con la mano libera cercava di allontanare i lembi della cuffia dal viso. Devo essere una meraviglia, pens. E al gendarme: Ma allora sono davvero pericolose le montagne. Il gendarme fece una brusca manovra, e la vettura fu sul punto di capovolgersi. Cosa ci starei a fare io, altrimenti?, rugg. Dato che la domanda sembrava includere implicitamente la sua risposta, la suora non disse pi nulla.
Nella sua cella si asciug e cambi abito, poi corse al refettorio, dove tutta la comunit, salvo le suore che facevano il turno presso i malati, l'aspettava riunita per la benedizione della mensa. Facendo uno sforzo sovrumano, mangi qualcosa, in parte perch non le sembrava bene storcere il naso di fronte a un petto di pollo ai peperoni quando il resto della comunit sorbiva avidamente una scialba zuppa di pane, in parte perch notava che l'economa la spiava furtiva. Madre Mills svolgeva da molti anni l'incarico di economa della comunit, e al tempo stesso seguiva le complicate vicende finanziarie dell'Ospedale; esercitava le due funzioni in maniera disastrosa, ma quando la precedente Superiora aveva lasciato l'incarico, nessuno aveva dubitato che, in virt dell'anzianit e della posizione, ne avrebbe preso lei il posto; tuttavia la Superiora Provinciale, considerando forse che madre Mills univa all'incompetenza amministrativa un carattere un po' difficile e una scarsa propensione per le relazioni sociali, fatti che erano causa di continui malintesi con le altre suore, i medici, i malati, gli amministratori e tutti quelli che avevano a che fare con lei, aveva preferito nominare Superiora locale suor Consuelo, molto pi giovane di madre Mills, ma anche pi adatta a quell'incarico. Dato che la nuova Superiora locale e l'economa dovevano lavorare in stretta collaborazione, la Provinciale, dopo aver comunicato la sua scelta, lasci in sospeso la conferma nel ruolo di economa di madre Mills, e lasci alla nuova Superiora la ratifica dell'incarico o la scelta di colei che avrebbe dovuto sostituirla. Naturalmente suor Consuelo si affrett a confermare madre Mills, affermando che nessuno avrebbe potuto svolgerlo meglio di lei e dicendosi certa che la loro collaborazione sarebbe stata gradevole e fattiva. Da quel momento non aveva mai avuto motivo di lamentarsi del tenore dei loro rapporti, ma era logico supporre che madre Mills, magari senza rendersene del tutto conto, nascondesse un certo rancore per il rosario di umiliazioni al quale era stata sottoposta. Adesso suor Consuelo cercava di fare finta di non accorgersi dell'esame cui era fatta oggetto, ma nonostante ci non riusciva a mangiare: la sola idea di inghiottire un pezzetto di pollo la faceva stare male. Finito di cenare, adducendo la stanchezza, invece di fare al suo gregge un discorsetto edificante scelse di leggere qualche brano di un libro di pie meditazioni. Sperava in cuor suo che le suore, distratte dall'acquazzone, non prestassero troppa attenzione alla lettura, perch non sapeva cosa stava leggendo e non comprendeva le frasi che pronunciava, e non era affatto sicura di emettere suoni comprensibili. L'economa la stava osservando con fissit inquietante. Un groppo alla gola le imped di proseguire. Non posso mettermi a piangere davanti a tutte le sorelle, pens, fece un cenno a madre Mills e le chiese di prendere il suo posto davanti al leggio. La pioggia deve avermi leggermente indisposto, disse, mi sento poco bene, legga lei, madre, io star a sentire. L'economa cominci a leggere con accento impersonale: Coloro che amano per davvero, amano tutto ci che  buono, cercano tutto ci che  buono, favoriscono tutto ci che  buono, lodano tutto ci che  buono, amano soltanto la verit e le cose degne; non hanno contese, non invidiano, perch desiderano soltanto accontentare colui che amano, muoiono dal desiderio che egli le ami, e dedicano la vita a cercare di accontentarlo ancora di pi. A quel punto suor Consuelo si lasci sfuggire un singhiozzo cos acuto che la obblig a interrompere la lettura. Nel bel mezzo di un silenzio carico di aspettativa la Superiora trasse dalla manica un fazzoletto e si soffi il. naso, sperando che quel grido di disperazione potesse essere scambiato dalla comunit per uno starnuto. Poi disse: Prosegua, madre Mills.
Il temporale dur fino a notte inoltrata. L'innaturale chiarore dei lampi scendeva attraverso le imposte della cella di suor Consuelo per popolare i muri di effimeri fantasmi, i tuoni risuonavano con accenti da oltretomba e l'aria aveva l'odore sulfureo della terra colpita dalle saette. Per la prima volta in vita sua suor Consuelo conobbe il terrore per la collera divina e trascorse interminabili ore con la testa sotto il lenzuolo, implorando l'intercessione della Santissima Vergine Maria. Nel corso della notte ebbe modo di riflettere a lungo su quanto era accaduto quella sera e pi in generale sugli avvenimenti che l'avevano condotta nella situazione presente, e di vedere tutta la sua insostenibilit. Promise di rimediare al male compiuto nei termini pi fermi e solenni, di chiudere la porta a ogni nuova occasione di peccato. Alle prime luci dell'alba scrisse una lunga lettera alla Superiora Provinciale, nella quale confessava le proprie mancanze senza omettere alcun particolare: ho posto i miei occhi e i miei desideri su un oggetto umano e ho coperto la mia mancanza con menzogne, diceva, un orgoglio che non esito a definire satanico mi ha fatto credere che avrei potuto confrontarmi col mondo e uscire incolume dal suo contatto; adesso so fino a che punto sbagliavo e quanto sia fragile l'anima di fronte all'onda delle passioni quando Dio Misericordioso non la sostiene con la sua grazia divina. Per queste ragioni, continuava la lettera, implorava il perdono della reverenda Superiora Provinciale e per il suo tramite quello della reverenda Superiora Generale, nelle cui mani si metteva per ricevere il castigo che stimassero pi appropriato; lei, da parte sua, rinnovava i voti di obbedienza, povert e castit e supplicava che la gerarchia si degnasse di concederle il trasferimento in altra sede, lontano da quella in cui si trovava, e di consentirle di passare dalla vita apostolica
e dalla cura dei malati a una vita contemplativa in perpetuo silenzio e solitudine. Rilesse la lettera, la trov soddisfacente e la firm. Poi la mise in una busta, indirizzata alla reverenda Superiora Provinciale dell'ordine e l'affranc. Subito dopo prese un altro foglio di carta e inizi a scrivere un'altra lettera, diretta ad Augusto Aixel: Stimatissimo signore, ragioni di salute mi impongono di lasciare immediatamente l'Ospedale e di trasferirmi in altra sede; non voglio tuttavia andarmene senza congedarmi da lei ringraziandola per le molte attenzioni e scusandomi per i fastidi che ho potuto causarle. Ignoro se questa decisione ti provocher lo stesso dolore che sta provocando a me, ma devi comprendere, amore mio, che a volte  necessario aprire gli occhi alla luce e chiudere il cuore al sentimento; saprai capire e perdonarmi? Fallo, amore mio, mio bene, perch il tuo perdono mi interessa pi di quello di Dio stesso. Arrivata a questo punto cap che stava cominciando a delirare. Ridusse la lettera in minuscoli pezzetti e spalanc le imposte della finestra. Il sole stava appena sorgendo e ogni traccia di nuvole era scomparsa dal cielo. Credendo di vedere nel miglioramento del tempo un segno di assoluzione, rese grazie a Dio, si riordin e accorse alla chiamata del mattutino. Attraversando il vestibolo per recarsi in cappella incontr il postino che consegnava la corrispondenza alla suora portinaia.  mattiniero, oggi, gli disse. S, madre, rispose il postino, ieri non c' stata consegna per via del temporale, e oggi, lavoro doppio. Fortunatamente, aggiunse, questa volta non ci sono stati allagamenti. Un altro segno premonitore, pens la Superiora. Tolse di tasca la lettera diretta alla Superiora Provinciale e la consegn al postino dicendogli: Tenga, si occupi lei di questa lettera, cos non dovr andare a imbucarla all'ufficio postale.
Mosn Pallars stava sonnecchiando nel confessionale. Padre, ho sentito il richiamo della carne, bisbigli, e ho peccato di audacia e di orgoglio. Figlia mia, Dio Onnipotente permette che il diavolo ci tenti per mettere alla prova la nostra fede; ma non dobbiamo cadere in tentazione, come ci insegn Nostro Signore Ges Cristo rifiutando per tre volte le profferte e le lusinghe del Maligno; prega molto, l'orazione  il miglior antidoto. Mi sento molto confusa, padre, mi aiuti. Concentrati nel lavoro, figliola, pensa che Dio ti ha affidato un impegno importante su questa terra, ma che questo lavoro non deve solleticare la tua vanit n allontanarti da Dio: come Cristo non volle essere re di questo mondo, cos noi dobbiamo comprendere che il lavoro deve essere solo un mezzo per venire a Cristo: buono se ci aiuta a conseguire la meta, cattivo se ce ne allontana; in nessuna maniera dobbiamo permettere che il lavoro ci leghi alle cose mondane. Intontita dalle tribolazioni e dalla veglia delle ore precedenti, quelle vuote parole le sembrarono un modello di sapienza. Grazie, padre, adesso vedo chiaro in me, sussurr baciando la stola che spuntava dalle tendine del confessionale. Fece la comunione e si sent pervadere dalla felicit, come se tutto ci che aveva provocato la disperazione del giorno prima fosse stato cancellato dalla sua vita e dalla sua memoria. Alla sera si coric vinta dalla fatica e si addorment immediatamente.
Si svegli poco prima dell'alba oppressa da un'idea che si era apparentemente cristallizzata nella sua mente mentre dormiva, e che adesso si presentava ai suoi occhi come un fatto assiomatico e imperdonabile. Se la lettera  partita ieri mattina, oggi stesso giunger tra le mani della Superiora Provinciale, la quale, dato il suo contenuto, prender misure immediate per il mio trasferimento;  assai probabile che nel giro di due o tre giorni debba allontanarmi per sempre, e se cos dovr essere, non posso andarmene senza dare una spiegazione ad Augusto Aixel; in fondo lui non ha colpa di ci che  accaduto; se ha dimostrato un certo ardire,  stato perch io gli ho dato corda, e in fondo nessun voto lo impegna a una condotta irreprensibile. Poi si disse: gli devo molti favori, non a titolo personale, ma come rappresentante di un ordine religioso che lascerei in grave imbarazzo se me ne andassi senza una parola. Solo Dio sa fino a che punto avr impegnato il suo prestigio e il suo patrimonio davanti alle autorit di Madrid per farsi garante delle mie fantasie. Sarebbe un'autentica bassezza se adesso, per il mio esclusivo benessere spirituale, mi comportassi in modo altero e scostante con lui. Quell'idea l'assedi per tutto il giorno, e a mano a mano che il trascorrere delle ore allontanava le ultime opportunit di accomiatarsi da Augusto Aixel, contro la sofferenza che le provocava questa certezza non trovava argomenti da opporre. Scrivergli sarebbe inutile, si diceva, ci ho gi provato con pessimi risultati; bisogna che vada a trovarlo e gli esponga a quattr'occhi le cose come stanno. Dopo pranzo, senza avvertire nessuno, usc dall'Ospedale; alla suora portinaia disse: vado per una visita, torno subito. La suora portinaia fece un cenno silenzioso col capo, e quando fu uscita chiuse la porta alle sue spalle.
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Capitolo 6.
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Camminava in fretta, guardandosi di continuo attorno e alle spalle, perch temeva di essere vista da qualcuno; si fermava agli incroci e si avventurava ad attraversarli solo quando era sicura di non incontrare nessuno. A una svolta, vedendo arrivare la vettura della Guardia Civil, si nascose tra gli sterpi che crescevano lungo la cunetta, i rovi le graffiarono le mani e il veicolo pass a pochi metri dal nascondiglio sollevando una nuvola di polvere che rimase sospesa nell'aria torrida del pomeriggio. Fino a quando non si fu estinto in lontananza il rumore del motore e non sent che soltanto le cicale erano rimaste a turbare la quiete della campagna non usc dal suo nascondiglio. Di fronte al cancello socchiuso non pot fare a meno di ricordare con nostalgia la prima visita a quella casa, alla quale veniva adesso per l'ultima volta, e il suo incontro con i cani da guardia che questa volta, a differenza di allora, accorsero allegramente. Leon, Negrit, cari amici miei, disse loro carezzandoli. I cani leccarono il sangue che le usciva dal dorso delle mani. Accorse Pudenciana: L'aspettavo, il padrone l'aveva detto che sarebbe venuta, io ho risposto di no, ma lui mi ha detto: verr, stai ad aspettarla e portala subito qui. Sono venuta a salutarvi, Pudenciana, sospir la suora. Augusto Aixel la ricevette nello studio. Lasciaci soli, Pudenciana, ordin. No; portami un bicchiere d'acqua fresca, ho la gola secca, disse suor Consuelo col tono tagliente di chi  abituato a comandare senza replica. La massaia era titubante. Fa' come ti ha detto la Superiora, disse il possidente. Appena Pudenciana fu uscita, Augusto Aixel si slanci sulla suora, ma lei cerc di sciogliersi dal suo abbraccio. Lasciami, balbett. Lui la lasci andare e lei si rifugi all'altra estremit della stanza. Se non vuoi che ti abbracci, perch sei venuta?, le chiese. Per dirti addio; ho scritto una lunga lettera alla Superiora Provinciale dicendole che devo lasciare questo posto; chiedo anche di entrare in clausura; la mia decisione  irrevocabile e la lettera  gi partita. Fece una pausa, si schiar la voce e aggiunse, in tono pi tranquillo: Volevo dirtelo a voce. Augusto Aixel rimase muto, come se stesse riflettendo su ci che aveva appena udito, poi le chiese: Perch vuoi seppellirti viva? Perch ti amo, rispose lei rapidamente, non so quando mi sono innamorata di te n come sia potuto succedere, perch se cerco di ricordare mi sembra di averti sempre amato, e se cerco di capire non trovo una ragione al mondo per non amarti. Forse, aggiunse, ti sorprender sentirmi ammettere queste cose con una semplicit che rasenta la spudoratezza, ma nota che lo faccio come chi stia proclamando un'ignominia, e rifletti che la pratica quotidiana del sacramento della confessione mi ha reso immune dal provare vergogna per le mie colpe. Cosa c' di colpevole nell'amore?, chiese Augusto Aixel. Nell'amore in generale, non so; nel mio, il fatto che vada contro la volont di Dio, e tanto basta, disse la Superiora. Non la volont di Dio, ma la tua, rispose lui, sei stata tu a decidere di rinunciare all'amore e di farti suora, ma ora che l'amore
si  imposto inesorabilmente, che senso ha rifiutarlo? Hai preso una decisione, adesso puoi cambiarla, siamo liberi e Dio non pu chiederti una rinuncia che implica la tua e la mia infelicit:  innaturale e disumano. Dio esige la mia rinuncia a ogni costo, rispose la suora, questo lo sapevo quando feci i voti e lo so adesso con la stessa certezza di allora, e ti prego di non insistere, perch questa conversazione non conduce a nulla e mi riesce estremamente dolorosa. Entr Pudenciana col bicchier d'acqua e lo offr alla suora, che lo bevve in un fiato e lo restitu alla massaia; Pudenciana usc rapidamente e senza dire una parola perch, malgrado il silenzio che regnava, capiva che stavano discutendo questioni della massima importanza. La breve interruzione serv tuttavia ad alleggerire un poco la tensione emotiva della conversazione.
E il progetto?, chiese Augusto Aixel, se te ne vai, che ne sar dell'ospizio per i vecchi? Qualche altra persona pi degna di me lo porter avanti, rispose la Superiora. Sai bene che non sar cos, rispose lui, nessuno ha le tue capacit e il tuo entusiasmo, e per nessuno mi metterei a smuovere cielo e terra come ho fatto per te. Allora non ci sar ospizio, disse suor Consuelo con ostentata freddezza,  un peccato, ma sono in gioco questioni pi importanti. Augusto Aixel rispose: Pi importanti per chi? Per te o per quei vecchietti che ti commuovevano tanto fino a un mese fa, e che adesso ti sembra normale abbandonare a se stessi perch  in pericolo la tua integrit? Non sar che il famoso progetto aveva solo lo scopo di appagare la tua ambizione? Non dire sciocchezze, lo interruppe la suora, sai perfettamente che neppure il bene pi caro si pu comprare a questo prezzo. Negli occhi di Augusto Aixel ardeva un fuoco di indignazione; fece un passo avanti, lei si ritir, ma lui non avanz oltre. Perch parli di prezzo?, disse, ti ho mai chiesto qualcosa? Lei abbass gli occhi e fece segno di no con il capo; lui prosegu: Da cosa cerchi di sfuggire? Solo da te stessa:  questo che chiami prezzo: la necessit di scendere dal piedistallo sul quale ti sei collocata e di accettare le tue debolezze; ma  cos, siamo esseri umani e non possiamo fare nulla che abbia un senso senza pagare il prezzo di accettare la nostra fragile condizione; anche Ges Cristo dovette pagarlo per portare a termine la sua opera di redenzione, farsi uomo, soffrire, subire le tentazioni e avere paura, come te. Fece un altro passo verso la suora, che non si mosse; alz gli occhi dal suolo e li fiss sull'uomo, mentre grandi lacrime le scivolavano lungo le guance e le labbra le tremavano. Sussurr: Sta' zitto, tu sei il diavolo. Lui scoppi a ridere. Il diavolo?, ma che diavolo!, sono io quello che induce in tentazione?, non sei tu piuttosto quella che mi ha tentato? Non sono stato io a venirti a cercare nella tua cella, e non sono stato io, oggi, a farti venire qui. Perch sei venuta se io sono il diavolo?, e perch sei sempre venuta sola? Dicevi che nessuno poteva accompagnarti perch c'era tanto da fare in Ospedale. Credi che non sappia che in quel benedetto Ospedale ci sono tredici suore e appena mezza dozzina di malati? Suor Consuelo fece un gesto imperioso con la mano. Risparmiati il discorso: non ti ascolto e non voglio ascoltarti; ma non temere:  evidente che non sei il diavolo, perch se lo fossi sapresti che non sono i tuoi argomenti a finire di rovinarmi. Come in un soffio super la distanza che li separava, e lo abbracci con tale ardore da farlo barcollare.
Mezz'ora dopo suor Consuelo era ancora stesa sul sof dello studio con le palpebre socchiuse, immersa in un cupo silenzio. Quando alzava gli occhi le sembrava di sentire sul ventre nudo gli sguardi accigliati delle vecchie sculture che adornavano i muri. Augusto Aixel, che stava fumando in piedi, appoggiato alla scrivania, ruppe il silenzio per dire: Credevo che voi suore portaste i capelli corti. La banalit di quella prima osservazione la tranquillizz. Una volta s, rispose, ma durante la guerra molte suore che cercavano di sfuggire alla barbarie furono riconosciute per quello e lo pagarono con la vita; da allora ci lasciano portare i capelli cos. Si pass la mano sulla nuca e mormor con lo stesso tono: Che sar di me adesso? Non crucciarti, disse lui, qui non  successo niente; non hai detto che ti confessi tutti i giorni?, allora domani a quest'ora sarai gi stata perdonata per questo peccato, e avrai davanti a te tutta la vita per essere virtuosa e darti da fare con l'ospizio per anziani; ormai non c' motivo per rinunciarvi. Prima che lei potesse rispondere risuonarono alcuni colpi alla porta. Chi ?, rugg il possidente, ma senza rispondere alla domanda n aspettare l'autorizzazione, Pudenciana apr la porta e mise dentro la testa. Sul sof la suora strill di sorpresa e la massaia rimase senza parole; ma subito ritrov il fiato per dire: Scusino l'intromissione, ma il comandante della Guardia Civil vorrebbe vedere il signore. Digli che oggi non posso, senz'altro domani andr in caserma. Dice che l'altro ieri l'ha invitato a mangiare prosciutto, e che comunque deve dirle una cosa urgentissima. Augusto Aixel schiacci la sigaretta nel portacenere con finta rabbia, perch la visita inaspettata gli offriva la possibilit di lasciare molte domande senza risposta. Va bene, disse tra i denti, ora vengo. Dopo che Pudenciana fu uscita, suor Consuelo disse: Per ottenere il perdono di Dio bisognerebbe essere pentiti di ci che si  fatto, e di questo io non mi pentir mai, sono perduta. Augusto Aixel la guard un attimo e poi rispose: Non preoccuparti di queste cose, donna, avremo tempo di parlarne con calma; adesso sbrigati: presto sar buio, e hai sentito che il comandante mi aspetta: non vorrai che ci sorprenda in questo stato. Dopo che si fu rivestita la condusse a braccetto fino alla tenda che celava la porta del giardino. Esci facendo il giro della casa da quella parte e nessuno ti vedr, le disse. Stava per aprire la porta, ma lei mise la mano sul chiavistello e disse: Aspetta, devo sapere una cosa, e non mentirmi: tu mi ami? Certo, donna; rispose lui, perch me lo domandi? Lei sospir e disse: Pensavo che una volta ottenuto il tuo scopo avresti perduto ogni interesse per me. Non fare la sciocchina, la rimprover lui. Mi amerai sempre? S. Allora torner questa notte, disse lei. Il sole se ne sta andando, e con lui il mio onore, pens quando fu sola nella galleria esterna inondata dalla luce dorata del crepuscolo. Ave Marrrria Purrrrissima, grid il pappagallo appena la vide.
Questa sera non verr al refettorio n alla preghiera comune, disse alla suora portinaia quando fu all'Ospedale, dica a madre Mills che pensi lei a tutto; non voglio essere disturbata per nessuna ragione. La suora portinaia abbass gli occhi e disse:  stato qui il comandante della Guardia Civil, e quando ha saputo che lei non c'era ha detto che sarebbe ripassato; se viene, cosa debbo dirgli? Quell'uomo non  solo importuno, ma ha anche il dono dell'ubiquit, pens la Superiora, che incubo! E a voce alta: Le ho gi detto che oggi non voglio vedere nessuno, sorella, non discuta i miei ordini.
Quando fu sola nella sua cella, il suo animo fu invaso da sentimenti contrastanti: passava in un attimo dall'allegria all'afflizione, e lo stupore e lo stato di rilassamento caratteristici dell'impatto fisico ed emotivo che aveva sperimentato poche ore prima sul sof dello studio si alternavano a un'energia traboccante, che la obbligava a percorrere la piccola cella a grandi passi e a dare calci al vento per sfogarsi. La consapevolezza di essersi data anima e corpo all'uomo amato le risultava insopportabile, eppure anelava di correre da lui per tornare a farlo: sentiva un'irresistibile necessit di offrirsi, e tutti gli ostacoli umani e divini non facevano che accrescerla. In quel delirio lasciava correre le ore in attesa che la comunit si ritirasse, e la complicit della notte le consentisse di abbandonare l'Ospedale senza essere vista. Il suono smorzato delle preghiere e dei canti che giungeva dalla cappella esasperava la Superiora. Non la smetteranno mai di cantare, quelle stupide?, si diceva. Poi, scandalizzata dalle sue stesse parole, si copriva il viso con le mani e chiedeva a Dio di non abbandonarla in quel momento decisivo.
Quando le voci cominciarono a tacere e i rumori smorzati che accompagnavano il ritiro delle suore andarono scemando, suor Consuelo si decise a lasciare la cella. L'oscurit che regnava ovunque non era un ostacolo per la Superiora, che aveva studiato minuziosamente la disposizione dell'Ospedale allo scopo di riorganizzarlo: era in grado di orientarsi alla cieca in quel labirinto di sale, corridoi e scalinate. Giunse nell'atrio senza incontrare nessuno; nella nicchia, di fronte all'immagine dell'Addolorata, ardeva una lampada votiva. Non  il caso di fare quella faccia, sussurr la suora, lo so che sto per commettere il pi terribile dei peccati, ti chiedo solo che le mie colpe non ricadano sull'Ospedale. Apr la porta, usc all'aperto, chiuse nuovamente con le sue chiavi e attraverso lo spioncino gett il portachiavi all'interno. La Superiora Provinciale ha la mia lettera; quando le diranno che sono scomparsa lasciando qui le chiavi, capir, si disse, allontanandosi dalla lunga ombra dell'edificio. Non c'era luna, e il pallido splendore delle stelle le consentiva appena di vedere a un palmo dagli occhi; si pent di non avere portato un lume con s. Aveva appena formulato questo pensiero quando dalla macchia lungo i lati della strada emerse una figura munita di un fanale; alla vista di quell'apparizione sfugg alla suora un grido di spavento. Anche la strana figura lanci un grido e per poco non lasci cadere il lume. Poi si ricompose e disse: Non gridi, sorella, e non si spaventi, non ho alcuna intenzione di farle del male. Cos dicendo dirigeva il raggio del fanale verso il suo stesso volto e sorrideva: la luce obliqua diede alle sue fattezze un'aria spettrale. Mi chiamo Hilario, aggiunse, scoprendosi il capo umilmente, sono pastore, abitante del paese e uomo per bene, anche se un po' corto di cervello; stanotte ho lasciato il gregge nell'ovile per venire a cercarla. Me?, sei sicuro di stare cercando proprio me?, chiese la suora sconcertata. Il pastore fece di s con il capo, e indicando con il bastone la mole dell'Ospedale, aggiunse: Sono quasi due ore che l'aspetto; avrei voluto entrare, ma la porta era sprangata. La porta dell'Ospedale non  mai chiusa per nessuno, rispose la Superiora. Per me oggi lo era, disse il pastore, altrimenti non sarei stato fuori ad aspettare. E senza dar tempo alla suora di replicare aggiunse: C' una persona malata che ha bisogno di aiuto e io sono venuto per portarla da questa persona, in modo che lei possa curarla.
Sta cos male che non avete potuto portarla all'Ospedale? Non pu venire, sorella, non mi chieda di pi, rispose Hilario tra i denti. Se il caso  cos grave, perch te ne vai per i campi? Non sai suonare il campanello? Non potevo chiamare; nessuno deve sapere che sono venuto, solo lei, disse il pastore, e non ho voluto entrare dalla finestra per non calpestare la clausura con i miei sandali, per questo l'aspettavo fuori, pregando la Vergine di farla uscire. Suor Consuelo rimase sopra pensiero; poi chiese: Chi  questa persona cos malata, tua moglie? No, ringraziando il Signore sono celibe, disse Hilario. Un parente? S, questo s, un cugino germano. Cos'ha questo cugino? Neanche questo posso dirle; posso solo dirle che deve venire assolutamente con me, perch se non viene, lui morir. E perch io e non un medico? Lei o niente, non mi chieda altro. Mi intendo poco di medicina, avvert la suora. Baster, disse il pastore, basta che non perdiamo altro tempo. Ci vorrebbe la valigetta del pronto soccorso. Dove stiamo per andare non serve, rispose il pastore; ma lei non pu venire vestita cos. Si curv, frug nella macchia che gli era servita da nascondiglio e tir fuori un involto che consegn alla suora. Indossi questi. Suor Consuelo apr l'involto e alla luce del fanale vide alcuni abiti femminili usati, di tela rozza. Li indossi subito, io non guardo, disse il pastore, e anche se guardassi, con questo buio non vedrei nulla lo stesso. Vedendo che la suora indugiava aggiunse con tono fermo: Sorella, faccia subito come le dico e non mi faccia altre domande.
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Capitolo 7.
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Il pastore si muoveva sicuro e leggero su quel terreno dirupato, di cui conosceva ogni asperit a menadito. La suora lo seguiva a fatica e a ogni istante doveva ricorrere al suo aiuto. Allora il pastore la prendeva rispettosamente per un braccio e le faceva oltrepassare ogni ostacolo con sorprendente facilit: si capiva perfettamente che doveva comportarsi allo stesso modo, quotidianamente, con il bestiame che gli veniva affidato. Dopo un'ora sostarono in una radura del bosco; il pastore accese un fiammifero e subito lo spense. La suora gli chiese cosa stava facendo. Un segnale, disse il pastore, ora bisogna aspettare. La suora approfitt della sosta per chiedergli: Non ci siamo gi visti, tu e io? La tua faccia non mi  nuova. Non credo, rispose il pastore, sono sempre in campagna con le pecore, non scendo mai in paese e men che meno all'Ospedale, grazie a Dio. Il pastore aveva appena smesso di parlare, quando si fece avanti nella radura un uomo basso e tarchiato dall'andatura zoppicante.  questo tuo cugino?, chiese la suora. Cugino s, ma non quello malato, disse il pastore, questo lo chiamano lo coix, lo Zoppo. Il nuovo venuto si tolse il berretto e tese alla suora una mano ruvida. Sono lo coix e la ringrazio molto di essere venuta. La suora gli strinse la mano tentando, nell'oscurit, di distinguerne i tratti; si accorse che portava uno schioppo sulla spalla. Il pastore si accomiat da loro: Buona fortuna, sorella, buona fortuna, coix, disse prima di sparire silenziosamente nella macchia. Riposiamo un attimo se vuole, sorella, disse lo coix indicando la montagna che si alzava di fronte a loro, ci aspetta una salita piuttosto dura. Non sono stanca, rispose suor Consuelo, ma non sono nemmeno abituata a scalare le montagne, non so se ce la far. Se ce la faccio io, che ho solo una gamba e mezza, ce la far anche lei che ne ha due buone, disse lo coix. A quel commento, suor Consuelo si ricord che la gonna che indossava scendeva appena sotto il ginocchio. Andiamo, disse. L'uomo svolse una corda che aveva con s, se ne leg un capo alla vita e pass l'altro intorno alla vita della suora. Se uno di noi far un passo falso cadremo tutti e due, scherz. Che ora ?, chiese suor Consuelo quando furono in cima al monte. Mancher poco alle due, disse lo coix guardando le stelle che pulsavano a migliaia nel cielo. Suor Consuelo sospir. Manca ancora tanto? No, siamo quasi arrivati, disse lo coix, lei  molto forte e agile, sorella, e anche molto coraggiosa,  un peccato che questo paese non produca pi donne come lei.
Proseguirono ancora, finch non giunsero a un rifugio di pietra in un avvallamento; di fronte alla porta stavano di guardia due uomini armati; a qualche passo di distanza, una mezza dozzina di uomini faceva cerchio intorno a un fuoco. Il rifugio sembrava in uno stato di totale abbandono: c'erano brecce nei muri, mancava il tetto e le imposte del finestrino penzolavano. Entri, sorella, e non abbia paura, disse lo coix. Non ne ho, disse la suora. All'interno c'era un uomo seduto accanto a una brace che si consumava al suolo. Quando ud cigolare i cardini della porta si volt e disse: Sapevo che sarebbe venuta, sorella. Sei tu il malato?, chiese suor Consuelo. Per tutta risposta l'uomo, con una torcia, accese una lampada a olio; la luce verdastra illumin la sua fisionomia. Come!, esclam la suora riconoscendo l'uomo alla luce della lampada, sei tu il famoso bandito? Non abbia paura, ripet il bandito. Non ho paura, disse di nuovo la suora, sono solo sorpresa di vederti, anche se mi ero gi accorta che non eri cos tonto come volevi far credere. Il bandito scoppi a ridere. E lei non  sveglia come pensa, disse, io non sono tonto, ma il giardiniere di casa Aixel lo ; ha avuto a che fare con due persone diverse credendo che si trattasse di una sola. La suora impieg qualche attimo a capire. Non dirmi che anche il giardiniere  tuo cugino, disse finalmente. Il bandito lod il suo acume con una risata da coniglio. S, e anche il pastore e lo coix-, questo  stato per secoli un paese isolato, le persone si sposavano tra loro: cos siamo tutti cugini e ci somigliamo tutti; grazie a questa circostanza posso muovermi ovunque con la massima libert, mi basta cambiarmi d'abito con qualcuno e prendere il suo posto senza che le guardie e i ricchi se ne rendano conto: per loro siamo tutti uguali. Vede, aggiunse con aria noncurante, se facessero pi caso a noi si eviterebbero tanti dispiaceri, ma  tipico della loro natura servirsi dei sottoposti senza guardarli in faccia. Ebbe un brivido e si avvolse nella coperta che teneva sulle spalle. Non mi cura?, disse. S, ma prima raccontami cosa facevi in casa di Augusto Aixel, volevi rapirlo? Il bandito rise di nuovo e disse: Rapirlo? No, perch? Quell'individuo non ha parenti n amici: nessuno darebbe un soldo per lui; anzi, probabilmente si rallegrerebbero in molti per la sua scomparsa. Stavo solo organizzando un furto; ho sentito dire che in casa c' una collezione di opere d'arte di grande valore, e ho pensato che sarebbero state meglio in mano mia che in quelle di quel ruffiano; cos mi sono sostituito a mio cugino il tonto per qualche giorno, per vedere dove tengono la roba e che sistemi di protezione utilizzano, o credono di utilizzare; guardi, ho anche fatto un duplicato delle chiavi. Indic un angolo del rifugio nel quale erano posati un mitragliatore, munizioni, mezza dozzina di bombe a miccia e altri oggetti; tra di essi la suora vide un anello di ferro di circa un palmo, dal quale pendevano diverse chiavi. Con questo sistema non c' serratura in tutto il paese che possa resistermi, disse allegramente il malfattore, potrei entrare anche nell'Ospedale, se volessi, ma non abbia paura, non lo far. Invece sarebbe meglio che lo facessi e ci restassi, perch stai tremando di febbre, disse suor Consuelo. Sar l'umido, disse il brigante. Sta' zitto, imbecille, voi malati siete tutti uguali: credete che mentendo a voi stessi i mali possano scomparire, dove ti duole? Il brigante sollev la coperta e distese la gamba sinistra: i pantaloni erano lacerati e una benda insanguinata gli fasciava la coscia. La suora avvicin la lampada e esamin la ferita. Cos' successo? Un colpo d'arma da fuoco, fortunatamente la palla  uscita dall'altra parte senza rompermi l'osso, ma non posso muovermi e la gamba non mi sostiene. Certo, e sar un miracolo se non la perdi, chi ti ha medicato? Gli uomini della banda. Si vede, disse la suora, dov' la cassetta dei medicinali? Il bandito indic un involto al cui interno la suora trov materiale chirurgico e medicinali sottratti senza alcun discernimento durante assalti a farmacie e centri di pronto soccorso. Con un paio di forbici cominci a tagliare le bende che stringevano la gamba del brigante, ma l'operazione risult cos dolorosa che la suora dovette interromperla e chiedere aiuto a lo coix perch immobilizzasse il malato. Quando ebbero finito disse: Mettete a bollire dell'acqua in una pentola pulita per almeno dieci minuti; avr anche bisogno di penicillina: mandate Hilario a prenderla all'Ospedale; se gli chiedono qualcosa, pu dire che lo mando io. Il luogotenente guard il suo capo e quello fece un cenno affermativo. Ho fiducia in lei, disse il bandito quando l'altro fu uscito. Non hai alternativa, disse la suora. Parlo seriamente, da quando l'ho vista ho capito che era una santa. Vedi?, stai gi delirando, disse la suora. Lo so perch  andata a casa di Augusto Aixel, continu il bandito senza fare caso all'interruzione, ho ascoltato parte di quello che dicevate e Pudenciana la Pelona mi ha raccontato il resto: la faccenda del ricovero per vecchi... una buona azione. Mia madre, aggiunse dopo una pausa, sta per compiere ottant'anni,  quasi cieca e non ha nessuno che si occupi di lei; ha lavorato per tutta la vita nei campi dalla mattina alla sera, e adesso non c' nessuno che le faccia da mangiare, pensi che tristezza. Ancora pi triste dev'essere avere un figlio delinquente come te, rispose la suora, se ti preoccupa tanto tua madre, quello che devi fare  andare da lei e ravvederti. Ravvedermi io?, rispose il bandito con sarcasmo, bah, non me lo permetterebbero. Quanto a mia madre, aggiunse, so che  orgogliosa di me; non lo dice, ma  orgogliosa. Tacque per un attimo, distratto dai propri pensieri; poi, riprendendo il filo della conversazione, disse: Lei ha un animo nobile, ma bussa alla porta sbagliata: Augusto Aixel, scusi la parola,  un cornuto e un miserabile: si servir di lei e non le
dar un centesimo; tutti i ricchi sono fatti cos; se non fossero cos non sarebbero ricchi; ne ho derubato parecchi e li conosco bene: a forza di rubare si impara la psicologia delle persone. Di fronte a un fucile carico la gente  pi sincera che in confessionale, sorella, mi creda. Adesso stai calmo e piantala di dire sciocchezze, disse suor Consuelo. Non sono sciocchezze, rispose il bandito,  la pura verit, ma lei non vuole ascoltarla,  come istupidita: quel damerino le ha bevuto il cervello coi suoi modi ridicoli e la sua pretesa generosit:  tutto falso; mi ascolti, sorella, quell'uomo non  fatto per lei: non gli dia il suo cuore; altre cose, veda lei; ma il cuore non glielo dia, se non vuol perderlo per sempre. La suora guard stupita il bandito. Di cosa stai parlando? Il ferito sorrise faticosamente e rispose: Di ci che ho visto e di ci che so; per essere buoni banditi bisogna essere ben informati, e io lo sono, capisce. Con uno sforzo convulso riusc a estrarre dalla tasca dei pantaloni una busta sporca e spiegazzata che mostr alla suora; lei riconobbe la lettera che aveva scritto di suo pugno. Dove l'hai presa, svergognato?  facile, lei l'ha messa nelle mani del postino,, rispose il malfattore, e lui nelle mie. La suora fece un gesto per prendere la lettera, ma l'altro fu pi veloce e ritir il braccio in tempo. La suora scoppi in lacrime e disse:  una lettera confidenziale diretta alla Superiora Provinciale; non hai il diritto di leggerla. Non si preoccupi, sorella, disse il bandito, solo io e lei conosciamo il contenuto di questa lettera, e io so tenere la bocca chiusa. Cos dicendo fece a pezzetti la lettera, che poi gett nel fuoco; le rosse fiamme ne illuminarono per un attimo i miseri frammenti. Il suo posto non  dietro la grata di un convento, ma alla direzione di un ospizio, mormor il bandito quando l'ultima favilla si fu spenta; ora mi deve un favore.
In lontananza si ud ululare un cane, o forse un lupo. La suora aveva lavato e disinfettato la ferita del bandito e gli aveva somministrato un sedativo. Il bandito dormiva accanto al fuoco; per quanto fosse avvolto nella coperta fino al mento, gli battevano i denti. Ogni tanto la porta del rifugio si apriva, lo coix metteva dentro la testa, guardava un attimo il suo capo e chiedeva a bassa voce: Come va? Sta riposando. E la penicillina? Hilario non  ancora tornato. Che ora ?, chiedeva la suora. Quando era sola con il ferito le crollava la testa. Ho sete. La suora si svegli turbata sentendo quella supplica, come se sonnecchiando avesse commesso una mancanza, e si fece macchinalmente il segno della croce; poi diede da bere al bandito. Sto molto meglio, disse lui, ma quando gli mise la mano sul capo suor Consuelo not che era madida di un sudore freddo. Questo ti insegner a non commettere pi cattive azioni, gli disse teneramente. Il brigante sorrise. Non so fare altro, disse, sono nato cattivo e la societ mi ha reso peggiore. Bella scusa!, disse la Superiora. Non  una scusa, sorella, il mondo  fatto cos: se uno  buono lo fa diventare cattivo, se uno  cattivo, gli offre solo motivi per continuare a esserlo,  la pura verit. Dimentichi per un attimo ci che le hanno insegnato in convento, e si guardi attorno: vedr com' l'ordine naturale delle cose: l'uccellino indifeso viene mangiato dal falco, ma il falco non lo mangia nessuno; la natura  ingiusta e spietata; gli uomini anche. Le leggi vengono fatte dai ricchi in modo da tenere a bada i poveri e conservare i loro privilegi. Ai ricchi non importa che le leggi siano severe, perch, dato che non hanno bisogni, non hanno motivo di infrangerle;  facile essere milionari e dire: cent'anni di galera a chi ruba dieci sporchi denari. I giudici e la polizia sono al servizio dei ricchi, e quanto a santa madre chiesa, meglio non
parlarne: i preti sono i giullari dei potenti; i vescovi sono palloni gonfiati a furia di peti, e il Papa di Roma, con tutto il rispetto,  solo una vecchia puttana matta. Se continui a dire sciocchezze ed empiet, lo interruppe energicamente la suora, me ne vado e ti lascio a farti curare dai tuoi compagni. Star zitto per non offenderla, disse il malfattore, ma sono convinto che in fondo lei la pensa come me. Come te la pensano solo quattro o cinque suonati, rispose lei, e cos vi riluce il pelo. Comunque, soggiunse, sono convinta che non sei cos cattivo come cerchi di apparire. Questo lo pensa perch  una santa e non conosce il mondo e gli uomini, disse il malfattore. Ne so abbastanza per sapere che non dobbiamo giudicarci gli uni con gli altri, disse la suora. L'altro osserv un attimo di silenzio, e quando sembrava ormai dare per conclusa la conversazione aggiunse all'improvviso, come se stesse proseguendo ad alta voce il filo dei suoi pensieri: ero ancora bambino quando, durante la guerra civile, per uscire dall'abisso di miseria e abbrutimento cui il destino mi aveva condannato, ho preso le armi; naturalmente l'esito della guerra ha solo peggiorato la situazione: dopo tre anni di sofferenze, mi sono trovato a secco come il primo giorno, e per di pi, in fuga da una giustizia il cui ideale era la sete di sangue dei vincitori. Nella miseria dell'esilio ho giurato di tornare: non volevo vendetta, solo giustizia. Mi ero illuso che il mio esempio avrebbe attratto i diseredati. In realt, mi ha seguito solo una mezza dozzina di analfabeti; con loro mi dedico a rubare il denaro di altri disgraziati che ne hanno certamente pi bisogno di me; per questo sono stato dichiarato bandito e terrorista: chiunque ha il diritto di spararmi come se fossi selvaggina. Vede bene, sorella, che brutta faccenda  nascere povero in questo maledetto paese.
Alle quattro entr lo coix. Hilario dovrebbe essere rientrato da pi di un'ora, disse con aria preoccupata, se  stato preso dalla Guardia Civil bisogner traslocare. Non se ne parla nemmeno, disse la suora, quest'uomo non  in condizioni di muoversi, se non in barella e per essere trasportato in un ospedale; le sue condizioni sono gravi e ha assoluto bisogno di penicillina: se Hilario non torna andr a cercarla io stessa. Lei non esce di qui, disse lo coix in tono minaccioso. Calma, ordin il bandito, non c' motivo di allarmarsi; anche se hanno preso Hilario, non riveler certo dov' il nostro nascondiglio, e se anche lo facesse,  lo stesso: la Guardia Civil non si avventurerebbe mai tra questi monti; per tirarci fuori di qui hanno bisogno dell'Esercito, ma non riuscirebbero a ottenere il suo aiuto nemmeno se Augusto Aixel andasse tutti i mesi a Madrid a leccarlo al ministro, con rispetto parlando. Qui siamo al sicuro, prosegu, e quanto alla penicillina ci sar tempo per procurarsela: non ho ancora deciso di morire. Lei cosa ne pensa, sorella?, chiese il luogotenente. Non capisco perch chiedete la mia opinione, se non fate nemmeno caso a quel che dico, esclam suor Consuelo, io non mi intendo molto di medicina e qui non ho le cose indispensabili; se non si interviene rapidamente l'infezione potrebbe estendersi al resto del corpo; dovrebbe essere visitato da un medico e, se l'infezione si diffonde, occorrer operare. Dovrei farmi tagliare la gamba?, rugg il brigante, piuttosto preferisco morire. Non  il caso, comment lo coix. La suora pass il bacile al luogotenente. Fai bollire altra acqua, disse, gli cambier le bende. Allora si accorse che la gamba cominciava a presentare i primi sintomi della cancrena. Qualcosa non va?, chiese il ferito. No, ment lei, la faccenda non si mette male, per abbiamo assoluto bisogno della penicillina. Non mi sento
pi la gamba dal ginocchio in gi, disse il bandito.  un effetto dei sedativi, rispose la suora, e per cambiare argomento gli chiese: Come ti hanno ferito? Incerti del mestiere, spieg il bandito, ero andato a Bassora, e al ritorno ho avuto uno scontro con la Guardia Civil; in seguito alle piogge torrenziali, la piena del fiume era impetuosa: non abbiamo potuto guadarlo e abbiamo dovuto risalire la riva fino al ponte; la Guardia Civil ci ha raggiunto; sono uscito dal mio territorio e non l'ho fatta franca. E cosa sei andato a fare a Bassora? Dovevo risolvere certi affari in banca, disse il bandito. Immagino che genere di affari, scherz la suora. Il brigante sorrise ironicamente. Sbaglia: ero andato a fare un'operazione bancaria assolutamente legale; a dire il vero,  un'operazione che la riguarda. In questi ultimi mesi, continu prima che lei avesse il tempo di manifestare la sua sorpresa, le cose mi sono andate piuttosto bene, e cos ho deciso di investire saggiamente la ricchezza accumulata; in fondo a me il denaro serve a ben poco. Si schiar la voce e prosegu: Ho un cugino che lavora in una banca di Bassora; mi ha spiegato come bisognava compiere l'operazione, e ormai  cosa fatta. A quest'ora, se la banca  stata di parola, lei ha ricevuto un trasferimento di due milioni di pesetas, destinati a finanziare l'ospizio; di fronte a quel capitale, le autorit competenti non potranno fare altro che aprire a loro volta il rubinetto. Naturalmente, l'origine del denaro non risulta da nessuna parte, e credo che non ci sia mezzo di verificarla; io stesso avrei preferito mantenere il segreto, e che lei non sapesse mai l'identit del donatore; ma siccome ha tirato in ballo le cose, e il destino ha voluto che trascorressimo insieme questa notte, non ho potuto fare a meno di dirglielo. E concluse: Non  il caso che mi ringrazi. Suor Consuelo guard a lungo il bandito per essere sicura che non stesse mentendo e vide brillare nei suoi occhi un'indiscutibile e tranquilla sincerit. Non credo alle mie orecchie, mormor. Eppure  vero, disse il bandito, e questa gamba sta qui a dimostrarlo; come vede, non si pu trattare con le banche senza lasciarci le penne. Sai bene che non posso accettare quel denaro, esclam la suora. Ma nemmeno rifiutarlo, disse il bandito,  il dono di un anonimo benefattore alla sua comunit religiosa: accettarlo o rifiutarlo non  affar suo. E se anche lo fosse, prosegu, perch non dovrebbe accettarlo? L'ospizio  un'opera buona e io voglio rimanervi legato in qualche modo; in vita mia non ho avuto molte occasioni di fare del bene, e forse, il giorno del giudizio, questa potr servire a salvarmi l'anima. Non scherzare su queste cose!, lo interruppe la suora, la salvezza non si compra, e men che meno con i soldi rubati. Ah, sorella, non  cos che predica la Chiesa quando corteggia i ricchi, rispose il malfattore. E dopo un lungo silenzio soggiunse: Non voglio mentirle:  vero che la faccenda dell'ospizio mi sembra un'opera buona, ma non  questo il motivo che mi ha spinto ad agire cos. In realt sento per lei un'inclinazione molto particolare, molto onesta; e per favore, non mi faccia dire di pi. So che ai suoi occhi sono solo un essere spregevole e degradato, ma non creda che sia privo di sentimenti. Il malfattore rimase in silenzio e suor Consuelo cominci a pensare a ci che aveva appena udito. Non riesco a capire se Dio mi sta mettendo a dura prova o se mi sta prendendo in giro.
Cominciava ad albeggiare, il bandito era di nuovo caduto in un sopore inquieto e la suora stava tremando: il rustico giaciglio che le avevano preparato non bastava a proteggerla dal freddo dell'alba in montagna e dalla rugiada che impregnava le vesti. Con un pezzo di legno cerc di ravvivare le braci consumate, ma riusc soltanto a sollevare una nuvola di cenere biancastra e a svegliare il bandito con il rumore. Si ripari con la mia coperta, sorella, ormai a me non serve pi. Suor Consuelo si alz a fatica e si frizion le articolazioni irrigidite. Andr a vedere se lo coix ha qualche indumento da prestarmi, disse. Quando calpest l'erba sent lo scroscio della brina sotto i piedi. Hilario non  ancora tornato, disse lo coix quando la vide, temo il peggio. Ho molto freddo, gemette la suora. L'uomo estrasse dalla tasca del giaccone una bottiglia di acquavite. Ne prenda un sorso, le far bene, non ho altro da offrirle. Non sono abituata a bere alcolici, ma prendo tutta la bottiglia: credo che servir a rianimare un po' il malato, rispose la suora rientrando nel rifugio. Quando fu dentro stapp la bottiglia e bevve un sorso a garganella, ma dovette immediatamente battersi il petto per tentare di reprimere un accesso di tosse. Dovrebbe unirsi alla mia banda, sorella, celi il brigante, ha una tempra da guerrigliera. Non capisco come faccia a piacervi questo veleno per topi, rispose suor Consuelo passandogli la bottiglia. Il brigante bevve un breve sorso ed ebbe un sussulto. Riscalda il corpo, toglie ogni pena e infonde coraggio, disse, non si pu chiedere di pi. Sulla prima virt sono d'accordo, disse la suora. Cosa direbbe il vescovo se la vedesse trincare a quel modo?, le chiese scherzosamente il malfattore. Non so, disse lei. Posso immaginarlo, disse il bandito, ma in fin dei conti lui non ha passato la notte all'addiaccio, e non c' nulla di pi facile che fare sermoni dal proprio letto. Piantala di bere e non cercare di fare proseliti: sono io che dovrei farti una predica e invece non lo faccio.  vero, disse il bandito, lei  meravigliosa: le giuro che se getta l'abito alle ortiche e mi sposa, metto la testa a posto. Ormai sei sbronzo, disse la suora strappandogli la bottiglia, con l'intenzione di restituirla a lo coix. Ma mentre stava per uscire, la porta si spalanc all'improvviso e lo coix entr nel rifugio; la bottiglia cadde per terra e si ruppe in mille pezzi.  tornato Hilario, disse il luogotenente, la Guardia Civil stava piantonando la porta dell'Ospedale e lo hanno preso; gli hanno fatto dire dove eravamo, gli hanno mozzato le orecchie e lo hanno spedito a dirci che stanno arrivando. Vi fu un breve silenzio, interrotto da suor Consuelo che chiese: Perch hanno voluto avvertirci dell'attacco? Per spaventare gli uomini, rispose lo coix, appena hanno sentito la notizia, hanno gettato le armi e sono andati a consegnarsi. Suor Consuelo guard attraverso il finestrino: lo spiazzo davanti al rifugio era deserto. Credevo che non avessero paura della Guardia Civil, disse. Della Guardia Civil no, rispose lo coix, ma stanno arrivando dei rinforzi: guardie forestali, falangisti di Bassora e un distaccamento di fanteria. Quel figlio di baldracca di Augusto Aixel ce l'ha fatta;  inutile resistere. Il bandito fece un tentativo di mettersi in piedi, ma non ci riusc. Tu scappa, disse a lo coix, io cercher di trattenerli; se di giorno ti spiaccichi a terra e viaggi di notte, in tre giorni sei in Francia, per devi andartene subito. Lo coix si volt e si allontan zoppicando lungo le pendici del monte. Adesso esca lei, ordin il bandito alla suora, cammini all'aperto e a braccia alzate; non credo che spareranno su una donna. E tu?, chiese suor Consuelo. Il bandito alz le spalle e disse: Io sono fregato; prima o poi dovevo aspettarmela, ma non si preoccupi, se muoio non  una gran perdita, a continuare la specie rimangono i miei cugini, il tonto e l'impiegato di banca. Non fare il pazzo, disse la suora, scappare non puoi, ma consegnarti come hanno fatto i tuoi uomini s; ti giudicheranno, farai qualche anno di galera e poi ti rimetteranno in giro; non possono darti una pena molto pesante: in fondo non hai ammazzato nessuno.  lei la pazza, rispose lui, appena mi vedono mi riempiono di pallettoni. No, insistette suor Consuelo, fa' come ti dico, andremo insieme: disarmato e con me testimone non avranno il coraggio di ucciderti. Il bandito storse la bocca e disse: Brava gente, quelli, prima spareranno a me, poi a lei, e alla fine diranno che durante la sparatoria  rimasta colpita da una palla vagante. Aveva appena parlato quando dalla montagna risuon vicino l'eco di diverse detonazioni. Cos' stato?, chiese suor Consuelo. Lo coix, rispose il bandito. Lo avranno ammazzato? Non lo sapremo mai, e adesso non ci pensi, disse il bandito, pensi alla sua pelle.
Alt, Guardia Civil!. E questo cos'?, chiese la suora con un sussulto. Un megafono, disse il bandito, sono gi qui, vede cosa succede a stare a discutere? Abbiamo perso l'ultima opportunit che ci restava; mi passi il mitra. Non vorrai resistere in questa tana. No, voglio uscire; se c' la fanteria porteranno dei mortai, disse il bandito; forse con una sortita riuscir ad aprirmi il passo tra le linee. Suor Consuelo consegn il mitra al bandito e lo aiut ad alzarsi; il bandito si tolse la pistola dalla cintura e la diede alla suora. Vada alla finestra e mi copra, le ordin. Ma io non so sparare!, esclam la Superiora. Deve solo premere il grilletto, disse il bandito spazientito, tiri tre colpi e si butti subito a terra; e punti alto, cerchi di non ferire qualcuno per caso. Suor Consuelo corse al finestrino, e il bandito si diresse zoppicando verso la porta. A pochi metri dal rifugio si vedevano uomini che correvano piegati e andavano a nascondersi tra le rocce. Gli uccelli avevano interrotto la loro festa mattutina e sulla montagna regnava un silenzio teso e pauroso. Appoggiandosi allo stipite, il bandito impugn il mitra e grid: spari! Contemporaneamente caric tutto il peso del proprio corpo contro la porta e usc dal rifugio sparando a raffica. Suor Consuelo si affacci alla finestra e spar a sua volta; il rinculo dell'arma gliela fece quasi sfuggire di mano; la strinse con pi forza e spar altre due volte, pensando: Come faccio a essere suora se faccio tutto quello che mi dicono gli uomini? All'esterno il mitra del bandito crepit di nuovo. La suora si gett al suolo e ud una fitta scarica; un nugolo di proiettili le pass sibilando sul capo per andare a schiacciarsi contro la parete opposta alla finestra. Quando torn il silenzio, apr gli occhi e alz la testa. Attraverso la spessa nuvola di polvere che invadeva il rifugio distinse la sagoma traballante del bandito nel vano della porta. Gett la pistola e corse a sorreggerlo, ma non pot impedire che cadesse al suolo. Si accoccol accanto a lui e adagi la testa del ferito sulle sue ginocchia. Ti hanno colpito?, gli chiese, ma la risposta era ovvia, perch il bandito giaceva in un lago di sangue e la sua voce si udiva appena. Il nostro piano non  servito, rantol. Suor Consuelo cerc un cencio per tamponare l'emorragia. Lasci perdere, sorella, disse il bandito, e mi prenda la mano: non voglio morire solo. Non morirai, coraggio, tra poco porteranno la penicillina, disse lei; comunque, aggiunse, non sarebbe male se recitassi un atto di dolore. Il bandito mosse la testa e rispose: No, sorella, io non mi pento di niente; al massimo, di non aver fatto di peggio quando ne ebbi l'occasione: odio la societ e odio gli uomini; morirei contento se sapessi che dopo la mia morte verranno inondazioni e terremoti,
incendi ed epidemie; desidero che ci siano guerre, stermini e uccisioni di massa, che regnino il crimine e la desolazione; gli uomini non meritano n pace n misericordia, e Dio nemmeno. Sia maledetto il mondo e chi lo ha creato. Ritira subito quel che hai detto, disse la suora,  assurdo andare all'inferno per ripicca. Il bandito fiss suor Consuelo, e mentre il suo sguardo si faceva di vetro, mormor: Non credo all'inferno e nemmeno al paradiso; e se esistono,  lo stesso: non voglio saperne di un sistema che premia gli ipocriti e condanna i disperati. Il rifugio si era riempito di uomini che puntavano il moschetto contro la coppia. Abbassate le armi, disse suor Consuelo, quest'uomo  morto e io non so fare male a nessuno.
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Capitolo 8.
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La portarono via senza alcun riguardo; se barcollava o inciampava, la obbligavano ad alzarsi e a proseguire, con le spinte o il calcio dei fucili. Finalmente la misero contro una parete di roccia e arretrarono di alcuni passi. I primi raggi del sole illuminavano la scena. Mentre stavano disponendosi per fucilarla, una voce grid: Alt! L'ufficiale che comandava il plotone ordin di abbassare le armi e si rivolse verso la persona che aveva avuto l'ardire di interrompere l'esecuzione. Suor Consuelo riconobbe nel suo salvatore il comandante Lastre. L'ufficiale di fanteria, il comandante della Falange e l'esponente della Guardia Civil si ritirarono di qualche passo per discutere. Dall'improvvisato patibolo suor Consuelo osservava il comandante che la indicava ripetutamente col dito e intu che stava pronunciando il nome di Augusto Aixel; un eloquente gesto del comandante fece esclamare ad alta voce all'ufficiale della Falange: Ah, diamine, chi l'avrebbe mai detto. I tre capi la osservarono con rinnovato interesse e si scambiarono sguardi d'intesa. Alla fine il comandante Lastre si separ dal gruppo, si rec sul luogo in cui la suora stava aspettando e disse: mi segua, sorella. Senza che nessuno lo impedisse, la suora e il gendarme abbandonarono la scena dello scontro e cominciarono a scendere la montagna. La bruma mattutina si dissolveva a mano a mano che avanzavano, e non impiegarono molto a raggiungere la radura, dove le guardie forestali sorvegliavano i veicoli che erano serviti al trasporto delle truppe. Il comandante Lastre aiut suor Consuelo a salire sull'auto, mise in moto e qualche minuto dopo, quando furono sulla carrozzabile, le disse: Mi racconti cos' successo. C' poco da raccontare, rispose la suora, mi hanno chiesto di occuparmi di un ferito e io ho obbedito senza sapere di chi si trattava; devo per dirle che non mi sarei comportata diversamente anche se lo avessi saputo. Capisco, disse il comandante, il bandito le ha detto qualcosa? Niente, rispose suor Consuelo. Non pu essere, disse il comandante, avete trascorso la notte insieme, qualcosa le avr pur raccontato. Le ho detto di no, insistette la suora, aveva una brutta ferita e delirava per la febbre. Capisco, rispose il comandante, far in modo che agli atti risulti questa versione; far anche in modo che nel verbale non compaia il suo nome; mi limiter a dire che quando fu raggiunto l'ucciso, con lui c'era una persona che era stata obbligata a curarlo contro la sua volont. La suora guard il comandante Lastre che non distoglieva il suo sguardo inespressivo dalla strada; suor Consuelo, che si rendeva conto di puzzare di polvere da sparo e di acquavite, mormor: Grazie, comandante. Il comandante emise un grugnito; dopo qualche istante la suora gli chiese: Dove mi sta portando? All'Ospedale, naturalmente, rispose il comandante. La suora si allarm: No, no, per carit di Dio, non posso ancora andare all'Ospedale; la supplico, mi porti a casa di don Augusto Aixel. Il comandante aggrott la fronte, ma non disse nulla, e al primo incrocio prese la deviazione che conduceva a casa Aixel. Davanti al cancello ferm la vettura e accese una sigaretta. L'aspetto qui, disse, faccia presto. Troppo stanca per discutere, la suora fece un cenno affermativo col capo, scese dalla vettura ed entr nel giardino.
Pudenciana si era alzata allo spuntare del giorno, aveva affilato un coltello e decapitato due polli; mentre stava cominciando a pulirli, aveva udito lo strepito degli spari sulla montagna e si era fatta il segno della croce. Poi era tornata a sprofondarsi nel suo monotono lavoro fino a quando non venne distratta dall'uggiolio lamentoso dei cani.  morto qualcuno, pens; quel pensiero la riemp di amarezza, e uno dei cani ne approfitt per mangiare le interiora dei polli senza farsi vedere. Pudenciana usc in giardino. All'inizio non cap chi potesse essere quella figura cenciosa e arruffata che stava attraversando il cancello: pens che si trattasse di una zingara; poi, di una mendicante; infine, di una morta resuscitata appena uscita dalla tomba. Aveva il viso esangue e sfiorito, la bocca tumefatta, lo sguardo smarrito e camminava a passi incerti, come un cieco che procedesse a tentoni lungo un terreno disseminato di ostacoli; le sue vesti erano coperte di macchie rugginose, scucite e lacere ai limiti della decenza. Davanti a quell'apparizione i cani mugolavano, decisi a fare il loro stolido lavoro. Quando Pudenciana si avvicin, la patetica figura si ferm e apr le labbra, ma senza articolare alcun suono; poi spalanc le braccia con le palme delle mani rivolte verso di lei e in quel gesto, senza che un motivo preciso lo giustificasse, la massaia riconobbe suor Consuelo, si accorse che le macchie che le coprivano il vestito erano sangue coagulato e si sent invadere da una profonda piet per
quell'essere duramente colpito e annientato, sul quale si erano abbattute amarezza, terrore e violenza, e che solo un'insensata determinazione lasciava in bilico sull'ultimo gradino della ragionevolezza. Super correndo la distanza che le separava e mentre l'abbracciava il sangue dei polli che copriva il grembiule della massaia si mescol a quello del bandito ucciso. Chi ti ha ridotto cos, bambina mia?, esclam, e la suora, come se quella voce e quel contatto compassionevole avessero spazzato via quel che restava della sua ragione, cominci a singhiozzare e a tremare in modo tale che i cani, incapaci di riconoscere in una condotta cos inusuale quella di un essere umano, si ritirarono a testa bassa e la coda tra le gambe, mentre la massaia, non sapendo che fare, si limitava a stringersi sempre pi forte l'infelice al petto, temendo che questa, sciogliendosi dall'abbraccio, potesse cadere e ferirsi davvero. Fuori, il comandante Lastre, seduto nella sua vettura, fumava e fingeva di non accorgersi di quello che stava accadendo sotto i suoi occhi, come se quelle faccende di donne non lo riguardassero. Trascorso qualche istante i singhiozzi cessarono, il pianto riflu e la suora recuper lentamente il dominio dei propri nervi. Si schiar la voce e sussurr all'orecchio della massaia: E lui? Pudenciana tard qualche istante a rispondere. Se n' andato. Non ha detto dove n per quanto, ma aveva tanti bagagli come uno che intende stare fuori a lungo. E non ha lasciato niente per me, una lettera, forse?, chiese suor Consuelo con una tenue luce di speranza negli occhi. A me non ha dato nulla, rispose Pudenciana con tatto, ma adesso venga con me, guardiamo se c' qualcosa nello studio.
Con le braccia grassocce, Pudenciana sosteneva il debole corpo della suora. A una curva del sentiero incontrarono il giardiniere che procedeva lentamente; dalla fessura delle labbra gli spuntava la lingua, e teneva in mano una sporta piena di terra bruna. Suor Consuelo si stup di fronte alla straordinaria somiglianza dell'idiota con l'uomo che aveva appena visto morire. L'idiota alz la sporta per mostrare il contenuto alle due donne: dalle zolle spuntavano diversi tipi di funghi che le piogge persistenti avevano fatto crescere in anticipo. Rideva sgangheratamente, come se fosse la cosa pi divertente del mondo. Le due donne gli passarono a distanza senza fermarsi, e l'idiota rimase interdetto.
Mentre entravano in casa Pudenciana disse: Sar morta di fame; si sieda e riposi, le preparer dei sanguinacci con le cipolle. No, per favore, supplic suor Consuelo vivamente, non voglio mangiare. Ma deve prendere qualcosa se non vuole ammalarsi, insistette la massaia, mi aspetti nello studio, le porter qualcosa. Mentre suor Consuelo entrava nello studio, se ne and; la suora cerc freneticamente qualche messaggio destinato a lei, da cui potesse ricavare una spiegazione o una promessa, ma i mobili erano vuoti e i cassetti chiusi a chiave. Pudenciana entr con una tazza di porcellana piena di latte.  ancora tiepido, guardi, dieci minuti fa era nelle mammelle della mucca, lo beva: va gi senza sforzo e non esiste ricostituente migliore. Priva della forza di volont necessaria a rifiutare l'offerta, suor Consuelo bevette il contenuto della tazza e disse: Grazie, Pudenciana, ora vorrei rimanere un po' sola. Quando la massaia fu uscita, sedette sulla stessa sedia che aveva occupato la prima volta che Augusto Aixel l'aveva ricevuta in casa sua. Quanto tempo  passato da allora?, si chiese; le sembrava una vita intera. Socchiuse gli occhi e le parve che attorno a lei tutto stesse girando, li apr e si alz, facendo uno sforzo per mantenere l'equilibrio. Si avvicin con timore al sof dove il giorno prima era stata presa: era un sof di cuoio, usato e comodo; sull'imbottitura si notava una macchia grigiastra. Il mio certificato di corruzione, pens. Si inginocchi sul pavimento e lecc la macchia, ma sent solo un gusto aspro di polvere e pelle conciata. Si rialz, attravers rapidamente lo studio, usc nella galleria esterna e vomit il latte appena bevuto. Purrrriiiiiissima!, esclam il pappagallo vedendola vomitare. La suora si asciug labbra e mento col palmo della mano e continu a camminare. Le piogge torrenziali avevano trascinato via la terra dell'orto e distrutto le vigne; l'acqua scura strabordava dalla vasca. Stava vacillando sull'orlo quando ud alle spalle una voce che diceva: Faccia attenzione, sorella, quella vasca  pericolosa, anche se non sembra. Chi aveva parlato si avvicin tranquillamente: era Pepet, l'amministratore. Il comandante Lastre mi ha detto che l'avrei trovata in casa, continu, e gli ho detto di andarsene, la porter io sana e salva all'Ospedale; ammicc e aggiunse: Non mi faccia fare una brutta figura. Suor Consuelo retrocedette di alcuni passi e distolse gli occhi dal fascino dell'insondabile. Non si preoccupi, disse con voce rasserenata. Ha visto che desolazione?, disse l'amministratore lasciando correre uno sguardo esperto sull'orto; schiocc la lingua e aggiunse: Anni di siccit, poi alluvione, sempre la stessa storia, sia gloria a Dio. Prese dolcemente la suora per un braccio, la fece voltare e insieme, a piccoli passi, si diressero verso casa. Il cielo era sereno, gli uccelli svolazzavano tra gli ortaggi rovinati e si posavano senza timore sugli spaventapasseri.
Le interesser sapere, cominci calmo l'amministratore, che la notte scorsa, a ora inoltrata,  venuto a casa mia don Augusto Aixel. Mi ha fatto alzare da letto e mi ha raccontato che ieri sera aveva ricevuto la visita del comandante Lastre, che l'aveva informato del fatto che il governo, finalmente, aveva deciso di inviare rinforzi per ripulire le montagne dai cattivi; Lastre aveva detto di avere buoni motivi per ritenere che il capo della banda fosse rimasto ferito in un recente scontro con la Guardia Civil, e che per quella stessa notte si stava preparando un'operazione congiunta alla quale avrebbero partecipato, insieme alla Benemerita, truppe regolari e forze ausiliarie venute appositamente da Bassora. Pare che poi il comandante Lastre sia andato anche all'Ospedale per dire a lei le stesse cose, e per consigliarla di sbarrare l'edificio e non aprire a nessuno; ordin anche che nessuno abbandonasse l'edificio per alcun motivo dopo il calar della notte, ma lei non c'era, o per qualche ragione non pot riceverlo, quindi l'avvertimento, evidentemente, non  servito. Da parte sua don Augusto mi disse che, vista la piega che stava prendendo la faccenda, e dato che i banditi potevano contare sull'appoggio di qualche abitante del paese, aveva deciso, per ragioni di sicurezza, di partire subito senza dire a nessuno dove si dirigeva n per quanto tempo sarebbe stato fuori, aggiungendo che con ogni probabilit la sua assenza sarebbe durata pi del solito; ha anche stabilito che quest'anno mi occupi io della vendemmia. Questa decisione, inusuale per lui e ingiustificata sotto ogni punto di vista rispetto alle circostanze che adduceva, mi ha stupito molto. Conosco don Augusto da quando  venuto al mondo e ho capito che dietro questa fuga si nasconde qualche altro motivo, cos l'ho interrogato e ho avuto la risposta che cercavo. Non ho dovuto tirargli la lingua; agli
uomini raccontare certe cose non costa fatica, fa parte della nostra natura. Naturalmente, aggiunse in fretta l'amministratore, non deve temere alcuna indiscrezione: con me il suo segreto  al sicuro; qualunque cosa possa esserci stata tra voi non mi riguarda; anzi, dopo questa conversazione, per quanto possiamo tornare a incontrarci non le parler mai pi della cosa, e le chiedo di fare altrettanto. In realt, se ne parlo adesso,  solo perch credo sia mio dovere informarla che Augusto Aixel se n' andato e non torner fino a quando lei rester qui. Glielo dico cos brutalmente perch non sono solito usare giri di parole e perch sono convinto che preferisca sapere la verit piuttosto che continuare a nutrire vane illusioni. Del resto, prosegu, suppongo che le mie parole non la sorprendano: n la sua inesperienza n lo stato di confusione in cui l'hanno evidentemente gettata i recenti avvenimenti le impediranno di constatare fino a che punto la sua relazione era destinata al fallimento, anche se i giuramenti d'amore che le avr fatto risultassero veri. Fece una pausa e aggiunse a mo' di commento: Augusto  un bravo ragazzo, un cuore d'oro, ma non riesce a evitare quello che non riesce a evitare. Non se la prenda: lei non  la prima e non sar l'ultima. Lo dimentichi.
Avevano fatto il giro della casa e stavano seguendo il sentiero che conduceva all'uscita. Suor Consuelo si ferm, si volt indietro, sospir e trov la forza per dire, mentre riprendeva il cammino:  umiliante riconoscerlo, ma temo di essere stata pi ingenua di quanto lei pensi: credevo alla sincerit delle sue parole e dei suoi gesti; una sera mi ha portato nella stanza in cui  morta sua madre, e l ho potuto leggere un'emozione autentica nei suoi occhi. Don Pepet, aggiunse con forza, di fronte a queste cose gli uomini non mentono. Il vecchio amministratore alz le spalle. Qualcuno s, disse, la madre di Augusto  ancora viva, a Madrid. La suora sorrise tristemente. Come sono stata stupida!, disse. Non se ne faccia una malattia, le raccomand il vecchio amministratore, in fondo era difficile che non succedesse quel che  successo; nessuna donna  mai riuscita a resistere a don Augusto, sa sempre dire loro quello che vogliono sentirsi dire; non lo fa per malizia, gli viene spontaneamente,  un dono, un istinto naturale. Lei  una donna attraente, intelligente, coraggiosa, ed  suora: Augusto  cacciatore e collezionista, non poteva trascurare un pezzo cos; avrebbe fatto qualunque cosa pur di averla, ormai era perduta, anche se avesse opposto pi resistenza di quella che ha opposto, cio poca.  cos, ammise lei, ma ero davvero cos preziosa da coinvolgere il Ministero degli Interni nella causa della mia conquista? Oh, no, don Augusto  un vero signore: non mischierebbe mai una faccenda privata con la politica, e non permetterebbe mai che l'erario si faccia carico dei suoi intrighi di sottana; sono certo che non ha mai creduto davvero che lui abbia appoggiato a Madrid il finanziamento del suo famoso ospizio. Non lo ha fatto?, chiese suor Consuelo. No, e non gli  nemmeno passato per la mente, rispose l'amministratore.
Dove prima era stata posteggiata la vettura della Guardia Civil c'era il camion verde del vecchio amministratore. Salirono e fecero in silenzio il viaggio fino all'Ospedale; una volta sul posto, quando il borbottio dell'esausto motore si fu zittito, l'amministratore disse:
Scusi se sono stato cos brutale, ma la suora rispose: Grazie per averlo fatto. Voleva aggiungere qualcosa ma le manc la voce. Il vecchio amministratore le batt affettuosamente la palma della mano su un ginocchio.  finita, le disse, dorma, mangi qualcosa, e nel giro di qualche giorno vedr tutto sotto un'altra luce; forse ci che adesso le sembra orribile finir per farla sorridere. Suor Consuelo assent e scese dal camion. Nel cassone il gatto miagol. Avvertita dalla suora portinaia, tutta la comunit religiosa aspettava la Superiora nell'atrio dell'Ospedale per dispensarle un ricevimento trionfale e pieno di giubilo. Quando abbiamo saputo che i banditi l'avevano sequestrata, ci siamo riunite in cappella e abbiamo pregato e cantato perch non le succedesse nulla di male. Anche i malati dell'Ospedale erano stati prelevati dai loro letti e portati alla cappella perch aggiungessero le loro preghiere a quelle delle suore. Tutte quelle orazioni non potevano non dare l'esito sperato, avevano pensato, e cos era stato, sia sempre lodato il Santissimo Sacramento dell'Altare. Quella calda accoglienza intener suor Consuelo, che negli ultimi istanti si era preoccupata di dover ricomparire in quello stato di fronte alla comunit; abbracci le sue compagne e vers molte lacrime. Lungo la strada il camioncino verde dell'amministratore si allontanava sbuffando in mezzo a una nuvola di polvere. Le effusioni continuarono fino a quando l'economa riusc a separare suor Consuelo dal coro festante, e a condurla in un angolo. So che  molto stanca, reverenda madre, ma  necessario che le dica subito una cosa. Dica, madre Mills. L'economa, che fino a quell'istante si era mantenuta imperturbabile, scoppi a piangere all'improvviso; attraverso le spesse lenti i suoi occhi umidi sembravano due vasche per i pesci rossi. Un miracolo, singhiozz, un vero miracolo; questa mattina  venuto il direttore della banca in persona per annunciarmi che un anonimo benefattore ha donato due milioni di pesetas alla comunit in favore dell'ospizio per anziani. Naturalmente, per quanto il direttore abbia insistito sul fatto che il donatore voleva restare anonimo nella maniera pi assoluta, dovrei essere proprio tarda per non capire chi sia questa persona cos altruista e di cos gran cuore; cos come non ignoro chi sia stata, col suo lavoro silenzioso, la sua preghiera e il suo esempio, a toccare il cuore di quella persona. L'economa trasse un fazzoletto dalla manica e si soffi rumorosamente il naso; poi aggiunse: A proposito, voglio confessarle, reverenda madre, che pi di una volta ho dubitato dell'opportunit delle sue idee e della sua condotta; non nego, in qualche circostanza, di avere avuto addirittura dei brutti pensieri, nei suoi metodi spicci vedevo un atteggiamento inusuale e leggero, e nel suo modo di fare mi sembrava di intuire un segreto desiderio di attrarre a s le lusinghe mondane. Adesso invece comprendo la bont del suo agire, e mi rendo conto di quanto ho sbagliato; sono stata spregevole e sleale; la prego umilmente di perdonarmi e castigarmi. Suor Consuelo abbracci l'economa e la baci sulle guance incartapecorite. Non si preoccupi di queste sciocchezze, madre Mills, esclam, come ha appena detto,  accaduto un miracolo, ma adesso abbiamo molto lavoro da sbrigare.
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Capitolo 9.
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Il restauro fu portato a termine rapidamente e all'inaugurazione del nuovo ospizio accorsero diverse personalit del mondo politico e religioso, ma non suor Consuelo; poco prima della conclusione dei lavori che in pratica aveva personalmente diretto, e che in fondo erano stati finanziati grazie alle sue avventurose vicende, venne sollevata dall'incarico dalla Superiora per essere destinata a un centro di assistenza all'altro capo del paese. Invece di sentirsi messa da parte, suor Consuelo vide in quel provvedimento un virtuoso desiderio di sottrarla alle tentazioni dell'orgoglio e lo accolse con gratitudine. La sede alla quale era stata destinata era un istituto povero e fatiscente; in poco tempo, con la sua energia e diligenza, lo trasform in un centro moderno e funzionale. I successivi trasferimenti si convertirono in altrettante ristrutturazioni, la fama di suor Consuelo e della sua attivit di fondatrice si estese in tutto il paese, e cos trascorsero trent'anni, finch un giorno, mentre discuteva con architetti e operai alcuni dettagli tecnici di un edificio del quale si era fatta carico, ebbe un mancamento. Se mi fosse successo dieci minuti fa, mentre eravamo sulle impalcature, adesso non potrei raccontarlo, scherz quando riprese i sensi, ma Dio mi ha salvato ancora una volta, in modo che possa continuare a servirlo. Ma lo specialista che la visit fu di diverso parere. Disse: Purtroppo i primi sintomi si sono manifestati troppo tardi, ormai non c' pi niente da fare. Quanto tempo mi resta? Lo specialista alz le spalle. La medicina non  una scienza esatta. Devo saperlo, dottore, ci sono alcune faccende in corso che richiedono il mio intervento. Ha sentito cos'ha detto il signor dottore, disse la Superiora Provinciale, nessuno  insostituibile. Non sappiamo nulla del giorno e dell'ora in cui la morte potr sorprenderci, se non che dobbiamo essere sempre pronti a riceverla con animo puro e cuore contento, aggiunse con seriet. L'ammalata abbass la testa in segno di assenso, ma disse: Per carit, lasciatemi morire sugli spalti. Impossibile, rispose la Superiora Provinciale in tono definitivo. Suor Consuelo non replic: da diversi anni ormai il Governo spagnolo guardava con fastidio alla grande opera assistenziale che la Chiesa aveva portato a termine nel corso dei secoli; geloso delle sue prerogative, giudicava come un'intrusione quel lavoro altruistico e lo ostacolava continuamente; persone come suor Consuelo, un tempo venerate, rappresentavano ormai un ostacolo nelle relazioni tra Stato e Chiesa. Forse anche per tale motivo la Superiora Provinciale accoglieva di buon grado quell'opportunit di disfarsi di lei, pens. Sto diventando un problema per l'ordine, si disse stancamente. E ad alta voce: Sia fatta la volont di Dio. Il tono della Superiora Provinciale non si addolc quando aggiunse: Ho disposto che la trasferiscano in un centro di assistenza dove sar ben accudita; riposi, si prepari a una buona morte e approfitti saggiamente dei giorni che Dio Onnipotente si degna ancora di concederle. Il giorno dopo suor Consuelo part per la sua ultima destinazione. Non aveva cercato di
sapere dove l'avessero destinata, ma a mano a mano che vi si avvicinava lo riconobbe e cap fino a che punto l'apparente durezza della Superiora Provinciale nascondeva la compassione e la dolcezza. Ho sempre portato questo posto sepolto in fondo al cuore. La suora che guidava la vettura sorrise.  naturale, disse, si tratta del primo ospizio da lei fondato;  certamente per questo che la buona madre ha disposto di farla condurre qui fino alla guarigione. E tu come lo sai?, chiese. Di questa fondazione ci hanno parlato durante il noviziato, rispose la suora senza distogliere gli occhi dalla segnaletica dell'autostrada, scusi se glielo dico, ma tra le novizie lei era un personaggio popolare; quanto al fatto che l'abbiano mandata qui per questo motivo, non me lo ha detto nessuno, l'ho dedotto da sola. Come siete sveglie voi suorine d'oggi!, esclam suor Consuelo, ai miei tempi eravamo ingenue come scolarette. Lei mi prende in giro, reverenda madre, sorrise la suora; ma suor Consuelo non l'ascoltava pi.
Attraversarono Bassora; il traffico cittadino era cos intenso che il tragitto dur a lungo e stanc l'ammalata, i cui dolori si fecero pi forti. Vuole che ci fermiamo, reverenda madre? No, figliola, ormai dovremmo quasi esserci, preferisco arrivare prima possibile. Si perdettero in un quartiere di alti palazzi moderni, molto simili tra loro; i piani inferiori erano occupati da laboratori e magazzini vuoti o chiusi, e nelle strade del quartiere non c'era nessuno. Finalmente incontrarono un uomo con una valigia e gli chiesero come fare a raggiungere San Ubaldo de Bassora. Questo  San Ubaldo de Bassora, una volta era un paese, ma adesso  un quartiere periferico di Bassora. Dove volete andare? Gli
dissero che dovevano recarsi alla residenza per anziani di San Ubaldo e l'uomo, che disse di conoscerla pur non essendo del posto, diede loro le indicazioni necessarie per trovarla. Come tutto  cambiato!, esclam suor Consuelo, prima qui c'era la campagna, le strade non erano asfaltate e passava un'automobile ogni tanto. Guarda, aggiunse in tono quasi infantile, la chiesa del paese  sempre al suo posto, ma com' diversa la piazza; ah, siamo quasi arrivati, dietro la curva si dovrebbero vedere le torri dell'ospizio. Non sbagliava, ma la vista le suscit pi delusione che gioia. Ristrutturato a met degli anni cinquanta con materiali di pessima qualit e gestito successivamente con inettitudine e negligenza, l'ospizio, come il contemporaneo ospedale di Bassora, la cui costruzione ne aveva causato il restauro, stava andando irrimediabilmente in rovina. La comunit religiosa, incapace di farsi carico di quel rudere, ormai da tempo l'aveva ceduto alla Generalitt catalana; alla parete dell'atrio, dove un tempo l'effigie della Dolorosa era stata muta testimone delle vicissitudini della Superiora, pendeva ora un ritratto di Jordi Pujol.
La direttrice, informata del suo arrivo, corse a riceverla personalmente. Era una donna di mezz'et, brusca di modi ma cortese ed efficiente; si scus per lo stato precario delle strutture dicendo che una serie di scioperi del personale sanitario aveva messo il centro nei guai. Per fortuna la situazione sta migliorando, aggiunse immediatamente, e spero che non avr motivo di lamentarsi di noi. Cos discorrendo aveva accompagnato suor Consuelo nella sua stanza, dove la inform degli orari e delle consuetudini dell'ospizio. Il dottor Sun la visiter oggi stesso,  il nostro medico titolare ed  al corrente del suo caso, se ha bisogno di qualcosa non esiti a dirmelo. Suor Consuelo lasci che la suora che l'aveva condotta fin l disfacesse la valigia e disponesse le sue cose nell'armadio. Sono sicura che presto star di nuovo bene, reverenda madre, le disse la suora congedandosi, pregheremo tutte perch cos accada. Rimasta sola, suor Consuelo guard dalla finestra: il pioppeto non esisteva pi, al suo posto si alzavano alcuni condomini, il torrente era stato incanalato e deviato per impedire che nei periodi di pioggia provocasse inondazioni; in lontananza riconobbe invece le montagne e ricord nitidamente quel giorno in cui era stata sul punto di venire fucilata sotto una di quelle rupi. I tempi cambiano, le illusioni scompaiono, le persone muoiono, solo i monti rimangono, pens.
Quella stessa sera ricevette la visita del dottor Sun. Come va?, come sta oggi la nostra piccola malata? Era un uomo giovane, panciuto e gioviale. Dottore, mi dica quanto mi resta, lo supplic la malata, e vedendo che il medico era titubante, aggiunse bruscamente: E non mi dica che la medicina non  una scienza esatta. Lei crede che lo sia?, chiese il medico. Io sono solo una suora ignorante. Il dottor Sun apr la valigetta che aveva lasciato sul tavolo. Sa cos' uno sfigmografo? S, certo, un apparecchio che misura la tensione arteriosa. Vede? Non  poi cos ignorante come vuole fare credere, si tiri su la manica e mi spieghi dove ha imparato tante cose. Ho lavorato per tutta la vita in ospedale, disse la suora. Mentre discorrevano, il dottor Sun leggeva i dati dello sfigmografo e li inseriva in un grafico. Mi hanno detto che  stata suora, non  vero? L'hanno informata male, rispose suor Consuelo seccamente, lo sono ancora. Poi sorrise, e aggiunse, in tono pi calmo: Non le parlo cos per indisponenza, dottore, le chiedo solo di non credermi pi ingenua di quello che sono. Me lo avevano detto che ha intenzioni bellicose, disse il medico senza perdere il buon umore, li faccia restare di stucco: deponga la sua aggressivit e diventiamo amici, vuole? Poi aggiunse: Finora lei non ha fatto che occuparsi degli altri, lasci che da adesso siamo noi a occuparci di lei. Stava alzandosi per andarsene, quando suor Consuelo lo trattenne per la manica del camice. Dottore, ascolti, gli disse, non creda che mi importi di morire presto: ho vissuto a lungo e mi  stato dato il privilegio di fare molte cose; forse a me sembra ancora poco, perch mi accorgo che la vita se n' andata in un soffio, e credo che mi resti ancora molto da fare, ma questo  solo egoismo e vanit. Anche se affermo di credere in un'altra vita, mi piacerebbe poter prolungare questa a tempo indefinito; vorrei vivere per sempre, come l'ateo pi ottuso; ma so fin troppo bene che gli uni e gli altri, atei e credenti, tutti dobbiamo morire; almeno io muoio confortata dalla certezza nell'aldil e, in fondo, cosa mi resta in questo mondo, se non la decadenza del corpo e dello spirito? Il dottor Sun l'ascoltava in piedi, in silenzio e con la valigetta in mano. Quanto tempo, dottore?, insistette suor Consuelo. Un mese al massimo, forse meno; non so se ho fatto bene a dirglielo.
Nelle settimane che seguirono le predizioni del dottor Sun sembrarono destinate ad avverarsi inesorabilmente. Lo stato generale di suor Consuelo peggiorava a vista d'occhio. Ma era una ricoverata modello: non si lamentava mai e aveva una frase gentile per tutti; con grande sorpresa del dottor Sun non si oppose affatto a prendere puntualmente le medicine che le erano state prescritte. Dormiva poco, sotto l'effetto di calmanti che durante le ore di veglia la lasciavano gonfia e intontita. Per quanto non avesse appetito, faceva grandi sforzi per mangiare. La vita  un bene prestatoci da Dio, e dobbiamo fare ogni cosa per conservarlo, diceva. Naturalmente, nessun rimedio riusciva a frenare l'inesorabile avanzata del male. Sia lodato il Signore, mormorava ogni giorno, a mano a mano che si accorgeva del rapido dissolversi delle sue facolt. Ormai non riusciva a leggere nemmeno con gli occhiali, e per la passeggiata quotidiana che le aveva prescritto il medico doveva farsi accompagnare da un'infermiera. A volte, l'incessante decadimento era pi forte della sua voglia di lottare. Sono convinta che una volta le cose non erano cos, diceva al dottore quando le visite coincidevano con i suoi attimi di lucidit, prima le persone vivevano e morivano senza attraversare questi terribili periodi di transizione; sono i progressi della medicina che hanno prodotto un simile orrore. Forse la medicina si  limitata a ristabilire l'ordine naturale delle cose, rispondeva il dottor Sun, corpo e cervello impiegano anni a formarsi, ed  logico che impieghino molto tempo a disintegrarsi: gli ultimi anni di un vecchio sono come i primi anni di un bambino:  crudele, ma naturale; la medicina non ha inventato la natura umana: l'ha trovata gi fatta e cerca di capirla adattandosi ai suoi capricci; dovrebbe chiedere conto a Dio, sorella, non ai dottori. L'ammalata non si piegava. Dica piuttosto che sono i medici che hanno pervertito l'opera divina, rispondeva indicando la flebo, mi rifiuto di accettare che sia questo il corso naturale della vita umana. Non c' niente di naturale nella vita umana, sentenziava il medico; bisogna arrendersi all'evidenza, ma questo non significa avere fretta. Oh, dottore, oggi non mi faccia fare la passeggiata,  una cosa che mi sfinisce, e poi, a cosa serve? Andiamo, andiamo, sorella, non abbandoni ancora il mondo dei vivi: continui a lottare, insisteva il dottor Sun, esca, guardi la tele, ascolti la radio, faccia amicizia con gli altri ricoverati, non le piace giocare a carte? Non ho mai giocato a niente, dottore, non so nemmeno distinguere i bastoni sulle carte, gli rispondeva la suora, e non sono neppure abituata alla vita sociale: credo di non aver mai parlato con qualcuno, se non di cose concrete. Tuttavia, finiva per cedere alle insistenze del dottore. Tutto quello che mi dice non ha senso, dottore, ma non c' pi tempo per cercare di farmi dare ragione in una discussione: faremo come vuole lei, gli diceva.
Un giorno, quando il mese di tempo concesso dal dottor Sun stava ormai per esaurirsi, suor Consuelo, vedendo avvicinarsi la fine, gli disse: Dottore, aveva ragione lei, sta per finire;  stato un buon medico e un buon amico, e io spero di essere stata una buona malata; ma ora dimentichi per un attimo la sua professione e il mio stato, perch ho un favore da chiederle. Il dottor Sun la guard attentamente. Non si allarmi, prosegu la suora, non  una cosa contraria ai suoi princpi, n ai miei; in realt, aggiunse, si tratta di una cosa molto semplice, quasi una ragazzata. Vedr, qui vicino c' una vecchia tenuta che, a quel che mi dicono, si chiama ancora casa Aixel, anche se ha altri padroni, sa a cosa mi riferisco? Il dottore rispose di s; conosceva bene la tenuta, disse, e c'era stato parecchie volte. Suor Consuelo formul titubando la sua richiesta: Dottore, crede che sarebbe possibile in qualche modo portarci anche me? Il dottor Sun non nascose il suo stupore di fronte a quella strana richiesta. Ci che mi chiede  assolutamente impossibile, sorella, conosce meglio di me le sue condizioni fisiche. Suor Consuelo sospir e rimase in silenzio; il dottore mise nella tasca del camice la penna con cui, su un blocco, aveva annotato le sue osservazioni.  molto importante, per lei? Suor Consuelo si limit ad abbassare le palpebre; una lacrima scivol lungo la cera bianca delle guance smagrite. Va bene, se domani non piove, l'accompagner io stesso a casa Aixel, disse il dottor Sun, ma non lo dica a nessuno, non vorrei creare un precedente. Quella notte suor Consuelo chiese a Dio che non facesse piovere e che le concedesse forze sufficienti perch il buon medico potesse mantenere la sua promessa.
Il giorno dopo splendeva il sole. Il dottor Sun entr nella stanza di suor Consuelo a met mattina; invece del consueto camice bianco indossava un abito sportivo e un'elegante cacciatora di daino beige. Estrasse una provetta e una siringa dalla valigetta. Le toglier questi tubi e le far un'iniezione, disse, noter subito gli effetti, ma non si faccia illusioni: dureranno soltanto un paio d'ore. Come aveva previsto il dottore, attraversando l'atrio del ricovero suor Consuelo si sent cogliere da una strana euforia e le venne voglia di saltare e ballare, ma le gambe le permettevano appena di procedere lentamente sorreggendosi al braccio del suo accompagnatore. Nella sala adiacente, separata dal vestibolo da una porta a vetri, diversi anziani assistevano a bocca spalancata, a un programma di interviste trasmesso da un televisore senza voce; dalla cucina usciva un caldo vapore impregnato di odore di minestra che le fece venire la nausea. Ho la macchina qui davanti, disse il medico notando il suo indebolimento. Quando furono in macchina, le sistem la cintura di sicurezza. Fa ancora in tempo a rinunciare, le disse. Suor Consuelo fece di no con la testa e il dottor Sun mise in moto.
Il traffico era scarso, e percorsero il tragitto in pochi minuti. Costruzioni moderne nascondevano la tenuta e suor Consuelo fu sorpresa quando, all'improvviso, si ritrov di fronte il vecchio cancello. Il muro e l'inferriata erano stati conservati e probabilmente restaurati negli ultimi tempi, ma il giardino, visto da fuori, offriva uno spettacolo desolante. La tenuta, spieg il dottor Sun, appartiene a persone che ci abitano solo pochi giorni in estate; per il resto alcuni dipendenti si occupano di proteggerla dai ladri e dai vandali; per un certo periodo si era parlato di trasformarla in albergo, poi in parco acquatico e alla fine in un club di golf, ma, come vede, erano tutte chiacchiere. Scese dalla vettura, lasci a bordo la suora, si diresse al cancello e premette diverse volte il pulsante di un citofono. Quando ebbe ricevuto risposta sostenne una breve conversazione attraverso l'apparecchio. Dall'interno della macchina, ancora legata con la cintura di sicurezza, suor Consuelo non ud cosa stavano dicendo. Il cancello si apr automaticamente. Ho chiamato ieri sera per avvisare della nostra visita, le spieg il medico mentre rimetteva in moto per attraversare l'ingresso, il guardiano ci sta aspettando. Suor Consuelo guardava a destra
e a sinistra, confusa: non riusciva a capire se erano cambiate le cose o se era piuttosto la sua memoria ad avere disegnato nel corso degli anni un paesaggio ingannevole. Tutto mi sembra pi piccolo che nel ricordo, pi brutto. La siepe di erica che un tempo saliva lungo il muro era scomparsa, e al suo posto crescevano rovi e ortiche; anche il sentiero che serpeggiava tra gli alberi era stato sostituito da un viale asfaltato, largo e dritto, che conduceva direttamente alla casa, senza alcun mistero. Gli alberi del giardino erano morti o erano stati tagliati, e al loro posto c'erano un campo da tennis circondato da alte reti e aiuole mal tenute che denunciavano lo stato di abbandono in cui i padroni tenevano la propriet. La vettura si ferm sulla spianata di fronte alla casa e l, senza dare il tempo di scendere, venne loro incontro il guardiano. Era un senegalese dall'aria circospetta che parlava catalano con un forte accento straniero, ma in modo corretto e sciolto. Salut cortesemente il dottore e gli disse di avere tentato senza successo di telefonare a Barcellona per rintracciare i padroni di casa, perch senza permesso non era autorizzato a consentire l'ingresso. Il precedente proprietario, spieg, collezionava opere d'arte, e c'erano ancora alcuni pezzi di valore nell'interno dell'edificio, cosa che faceva ricadere sulle sue spalle una grande responsabilit, perch il padrone attuale gli aveva dato ordini molto precisi al riguardo; per giunta, la precaria posizione dei lavoratori di colore lo obbligava a portare all'estremo quelle precauzioni. So che sia lei, dottore, sia la signora che accompagna sono persone assolutamente rispettabili, ma chiunque potrebbe danneggiare accidentalmente uno dei pezzi e allora, ostia, non voglio nemmeno pensare a quello che direbbero. Il dottore stava per replicare allo scrupoloso guardiano, ma suor Consuelo glielo imped. Fa lo stesso, dottore, gli sussurr all'orecchio, gli chieda se esiste ancora l'orto che c'era un tempo dietro casa. Certo, afferm il guardiano quando il medico gli ebbe girato la domanda, e lo curo a meraviglia; se vogliono vederlo, per me non c' problema, basta che stiano attenti a non calpestare il seminato.
Fecero lentamente il giro della casa fino alla galleria. Sulla collina, dove un tempo cresceva l'erba medica e si stendevano i vigneti, erano adesso allineati dozzine di bianchi villini a due piani, con garage e giardino; in ogni giardino, separato da quello accanto da un muro calcinato, oscillava un alberello flessibile e spennacchiato. Un enorme cartello annunciava l'imminente inaugurazione del complesso residenziale, i cui villini, dotati di ogni comfort, erano ancora in vendita. Suor Consuelo sospir.  stanca, disse il dottor Sun, torniamo alla macchina. No, no, arriviamo ancora fino all'orto, poi andiamo, disse la suora in tono deciso. Ho il dovere di vegliare sulla sua salute, cominci il dottore, ma lei lo interruppe: La sollevo da questo incarico. Non sa cosa dice, mormor il medico, la porter dove vuole, ma se per caso cade e si rompe un osso, io gliene romper un altro, testona.
L'orto non era cambiato, e l'aria odorava di terra smossa e verdure raccolte da poco. Una libellula zigzagava, e si sentiva una rana gracidare in lontananza. Il dottor Sun e la malata si fermarono sull'orlo della vasca. Suor Consuelo rimase a guardare l'acqua e mormor:  qui che volevo venire, adesso possiamo anche andare. Non
vorrei essere indiscreto, ma non ha niente da raccontarmi? Suor Consuelo sorrise tristemente. Mi spiace, ma non posso rivelarle il segreto; le dir solo che riguarda una cosa che mi accadde tanto tempo fa, quando ero giovane; a quei tempi frequentavo questa casa e avevo a che fare col suo antico padrone, qui ho trascorso momenti che adesso ritengo felici e, siccome la sorte mi ha fatto tornare a San Ubaldo, non volevo andarmene senza visitare questo posto un'ultima volta. Rimase un attimo soprappensiero, guardando l'acqua, poi mormor: Ci crede se le dico che una volta ho preso in seria considerazione l'idea di buttarmi in questa vasca? Il medico rimase in silenzio, poi disse: Per quel poco che la conosco, non stento a crederlo; posso chiedergliene il motivo? Perch volevo buttarmi, o perch non l'ho fatto?, chiese suor Consuelo. A quale domanda sarebbe disposta a rispondere?, disse lui. La suora sorrise: A nessuna delle due. Anche il medico sorrise; dal viso della malata, forse a causa della luce velata dell'orto, sembrava essere scomparsa l'asprezza che il dolore e la devastazione vi avevano scolpito nelle ultime settimane, i suoi tratti erano pi dolci e sereni. Guard l'orologio. Adesso si  fatto proprio tardi, disse.
Durante il ritorno al ricovero la suora chiese al dottor Sun come mai conosceva la tenuta, e lui rispose che anni prima, quando si era appena installato nel ricovero dopo aver vinto un apposito concorso, l'aveva visitata per assistere l'antico proprietario. Un ridicolo vecchio chiamato Augusto Aixel de Collbat, disse, forse la stessa persona con la quale a suo tempo ha avuto a che fare anche lei. Suor Consuelo rispose che si
trattava effettivamente della stessa persona e chiese al medico di continuare il suo racconto. Quando lo assistevo io, Augusto Aixel viveva solo e in condizioni davvero pietose, perch era in cattiva salute e rivelava chiari sintomi di demenza senile; la sua situazione economica non era migliore. Sembra che un tempo disponesse di una fortuna considerevole, che aveva dilapidato nella maniera pi stupida. Spinto dal suo carattere debole e libertino, si era circondato di falsi amici, personaggi impresentabili che, abusando della sua fiducia, l'avevano coinvolto in affari disastrosi. Vizi e truffe si erano mangiati a poco a poco la sua rendita. Alla fine gli rimaneva solo la casa con l'orto e il giardino, anch'essi gravati da numerose ipoteche. Resistette alcuni anni vendendo sottocosto la splendida collezione d'arte, i mobili e gli oggetti di valore della casa, compresa una grande galleria di ritratti di famiglia, ma alla fine, incalzato dalla miseria, cominci a trovarsi in seria difficolt: vendette a denti stretti quel che gli rimaneva contro l'ammontare dei suoi debiti e, senza un centesimo, entr nel ricovero, dove sopravvisse un paio d'anni, durante i quali nessuno venne mai a trovarlo: aveva solo alcuni parenti lontani, coi quali aveva litigato e che non poteva attrarre con la prospettiva di un'eredit succulenta. Non andammo mai d'accordo, aggiunse, Augusto Aixel era un vecchio bilioso, autoritario e fanfarone; maltrattava le infermiere perch non si lasciavano palpare; mandava continuamente lettere a La Vanguardia lamentandosi senza motivo delle condizioni igieniche, del cibo e del personale del ricovero; e a chi voleva ascoltarlo diceva che avrebbe meritato un trattamento speciale perch, anche se adesso non poteva nemmeno pagarsi il letto e doveva vivere della pubblica carit, ai suoi tempi aveva finanziato a proprie spese le opere di ristrutturazione del vecchio Ospedale. Il dottor Sun fece una pausa e aggiunse: Sosteneva di aver fatto quella spesa per compiacere una donna che aveva amato molto, ma che non aveva saputo corrispondere al suo amore. Udendo quelle parole, suor Consuelo, che aveva socchiuso le palpebre e, cullata dalla voce del medico, sembrava essersi assopita, scosse la testa, sorrise e disse:  sempre stato un gran fanfarone.
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Capitolo 8.
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Il giorno dopo la visita a casa Aixel, il dottor Sun trov la malata in uno stato di grande prostrazione. Temo che ieri abbiamo sparato l'ultima cartuccia, sorella, sono pentito di essermi lasciato convincere. La suora sorrise. Non sa quanto le sono grata per quello che ha fatto per me, dottore. Si confess, fece la comunione e ricevette l'estrema unzione; poi entr in coma. La direzione dell'ospizio avvert la famiglia della malata, e due vecchi, che sostenevano di essere i fratelli di suor Consuelo, giunsero la sera stessa, nel momento in cui stava esalando l'ultimo respiro. Al dottor Sun, accorso per fare le condoglianze, dissero che non vedevano la sorella da molto tempo, da quando, ancora bambina, aveva lasciato la casa paterna per entrare in noviziato; dissero che quando si era fatta suora aveva troncato ogni rapporto con la famiglia; da allora si erano incontrati solo tre o quattro volte a lunghi intervalli, fugacemente e sempre per eventi luttuosi. Per questo, confessarono, la scomparsa della sorella non li aveva eccessivamente rattristati. Nonostante ci, durante il funerale il fratello minore, a varie riprese, non pot reprimere i singhiozzi, e al cimitero erano visibilmente commossi tutti e due. Prima di partire chiesero se la  malattia o il funerale della sorella avessero causato qualche spesa, alla quale, nel caso, avrebbero provveduto. Fu loro risposto di no, che l'ordine copriva tutte le spese, e questa risposta fin di gettarli in uno stato di grande sconforto. Povera Constanza, dissero, era la nostra sorella minore, ma non abbiamo mai potuto fare niente per lei, nemmeno in questa circostanza.
Quella sera, quando il dottor Sun stava per tornare a casa dopo il funerale, un'infermiera gli consegn una lettera, trovata nella stanza di suor Consuelo dal personale di pulizia e disinfezione. Per quanto si trattasse di un oggetto personale della defunta, aggiunse l'infermiera, la lettera era indirizzata al dottor Sun, e quindi aveva ritenuto opportuno consegnarla a lui senza dire nulla alla direzione dell'istituto n ai fratelli della suora. Il dottor Sun approv quella condotta e port la lettera a casa, dove la lesse immediatamente. Scritta con grafia tremolante, non sempre leggibile, diceva cos: Ieri sera, nell'orto di casa Aixel, lei ha mostrato una naturale curiosit di sapere cosa mi abbia spinto con tanta urgenza a visitare quella tenuta in articulo mortis, per cos dire, e io non sono stata in grado di corrispondere con la sincerit alla generosit che lei ha mostrato nel soddisfare la mia preghiera. Il fatto  che non ho voluto raccontarle ci che era successo in quel luogo in una certa occasione, perch ero mossa da un pudore tanto pi assurdo adesso che non allora, quando avrei dovuto provarlo, e non lo provai. Ci che accadde, proseguiva la lettera,  molto semplice: In quel luogo, molti anni fa, perdetti prima la testa e poi l'onore tra le braccia di un uomo per amore del quale, se Dio non avesse interposto sulla mia strada la Sua inappellabile Volont, avrei abbandonato la vita religiosa. La lettera, scritta di fretta pi che con cura, sicuramente sotto la spinta di facolt ormai vacillanti, continuava: Questo avvenne durante l'anno del diluvio: dopo una lunga siccit i cieli si aprirono e grandi piogge devastarono la regione; a Bassora case e fabbriche crollarono, molte famiglie rimasero senza dimora e alcune persone perdettero la vita nella catastrofe, ma a me tutto ci non importava, perch la brezza che entrava dalla finestra dello studio portava dal giardino l'aroma puro e allegro dei fiori. Forse, aggiungeva, se tutti gli elementi naturali e una serie di avvenimenti fortuiti e terribili non avessero congiurato per separarci, avremmo potuto essere felici. Quella sera io non andai all'appuntamento come avevo promesso perch fatti sanguinosi che ancora mi fanno tremare al ricordo mi impedirono di adempiere alla promessa e al mio desiderio. Quando finalmente giunsi alla casa era tardi, lui se n'era andato. Il resto della mia vita  stato una lunga e silenziosa ipocrisia: dopo molti anni continuo a rifugiarmi nel caldo ricordo dell'unico momento di intimit che mi sia stato concesso in questo mondo. Senza di esso non so come avrei potuto sopportare tanta solitudine. Adesso  giunto finalmente il momento di rendere conto all'Altissimo, e io Lo affronto con terrore; confido nella Sua Misericordia Infinita, ma tremo al pensiero del rigore della Sua Giustizia, che ho creduto invano di aggirare durante tutti questi anni, confessando mille volte il peccato, ma mai la colpa, perch io sono sempre l, bagnata dalla luce delicata di quella sera d'estate, sorpresa e sonnolenta, indifferente a tutto, e so che questa arrogante e torbida mancanza di sottomissione  ci che mi condanner. Le ultime righe, vergate con le forze che ormai stavano venendo meno, risultavano appena comprensibili. Alcune frasi o frammenti di
frasi sembravano scritte con maggiore fermezza, ma il loro senso era comunque oscuro. La sofferenza, la felicit e la passione sono solo un sogno, diceva a met di un passo, senza apparente motivo. E un altro, scritto in caratteri appena decifrabili, sembrava dire: Ho sempre avuto paura dell'eternit; la immagino come qualcosa di immenso, poco propizia agli incontri; e se sar proprio cos, e non potremo mai pi rivederci, voglio che tu sappia, amore mio, che ti ho sempre amato e ti amer sempre. A questa testimonianza estemporanea e incoerente seguivano alcune righe di semplici scarabocchi, come se la mano che li aveva tracciati avesse proseguito il gesto meccanico di scrivere, dopo che lo spirito che la guidava aveva ormai oltrepassato i confini di questo mondo.
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FINE.